Dall’esaltazione alla “depressione”, gli eccessi di un Napoli che vuole diventare grande

Esaltazione e depressione. Le sensazioni che il Napoli riesce a comprimere in un lasso di tempo ristretto sono molteplici, ma come spesso accade servirebbe un minimo di coerenza, anche emotiva, ove possibile. Schiacciando virtualmente sul tasto rewind e potendo andare appena sette giorni addietro l’esaltazione dilagava. La squadra di Mazzarri aveva annichilito il Bologna ed il 3° posto in classifica celebrato che manco la Spagna ai Mondiali.

Turno successivo, arriva la sconfitta di Udine, contro una squadra che ha raccolto 20 punti in 10 giornate dopo le 4 sconfitte iniziali, il Napoli MANTIENE il 3° posto ma ecco diffondersi il clima pre-apolicalittico. La depressione dilaga, Mazzarri si trasforma in un incapace che si fa fregare da Reja prima e Guidolin poi, Hamsik (6 reti in campionato, le stesse per capirci di Borriello uno che a Roma esaltano come l’acquisto dell’anno) sbaglia la gara ed è subito da vendere, torna l’ombra delle “notti brave” e dei calciatori che tirano l’alba nei locali come potrebbe giurare“l’amico di un amico di un amico”.

Della serie “moriremo tutti”. Succede, forse, solo a Napoli. Volti differenti della stessa medaglia, capace di passione estrema che può ribaltarsi al minimo intoppo in depressione assoluta. Questione di prospettive, di indole e nel voler vedere il bicchiere o sempre mezzo pieno e sempre mezzo vuoto quando invece bisognerebbe soffermarsi sulla sostanza, sul contenuto di quel bicchiere. Un contenuto che può sicuramente essere migliorato a gennaio, sull’argomento sono arrivate le rassicurazioni di De Laurentiis e di Bigon, ma che innegabilmente mostra anche nelle giornate negative grandi potenzialità.

Se si guarda al bilancio complessivo in trasferta in 8 gare gli azzurri hanno raccolto 4 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte che anche se arrivate consecutivamente con Lazio ed Udinese non possono mettere in discussione il lavoro psicologico fatto da Mazzarri sull’approccio di questa squadra che in quasi tutti i campi è scesa per giocarsela, senza timori e con il piglio della grande squadra. La stessa rete di Hamsik dopo il grossolano errore dimostra il carattere ed il talento assoluto di questo ragazzo che vive una situazione emblematica in questo clima paradossale, sempre il primo a finire sulla lavagna dei cattivi dimenticando con estrema superficialità quanto di buono fatto e quanto di buono c’è in questo ragazzo di appena VENTITRE anni!

Con il tema delle notti brave poi, pare quasi rievocare antichi fantasmi che riappaiono quando le cose vanno male, o quando qualcuno “vuole” che le cose vadano male. La società ha lanciato un segnale chiaro prendendo provvedimenti contro i “trasgressori” ma occhio a fare di questi episodi un alibi, o un motivo di rancore verso questa squadra. Informare è un obbligo, fare attenzioni a possibili strumentalizzazioni un dovere. Nella crescita di un progetto concorrono vari elementi, stabilità e coerenza giocano un ruolo fondamentale. La virtù sta nel mezzo, ce lo dicono da millenni…

[Arturo Minervini – Fonte: www.tuttonapoli.net]