Mondiale 2026, aumenta il montepremi del 50%

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Il percorso verso la Coppa del Mondo 2026, che si terrà tra Canada, Messico e Stati Uniti, non sta ridefinendo solo i confini geografici e il formato agonistico del torneo, ma anche i suoi parametri economici. A seguito del recente Consiglio FIFA tenutosi a Washington, sono emersi i dettagli relativi ai contributi finanziari destinati alle federazioni partecipanti, confermando una tendenza al rialzo che punta a riflettere l’espansione del torneo a 48 squadre.

Il budget complessivo stanziato dalla FIFA per l’evento ammonta a 620 milioni di euro. Di questa cifra, 560 milioni andranno a comporre il montepremi destinato alle nazionali, segnando un incremento del 50% rispetto alla precedente edizione disputata in Qatar nel 2022. La crescita dei ricavi previsti permette una distribuzione più capillare, che parte da un minimo garantito di 9 milioni di euro per ogni federazione qualificata.

Nello specifico, ogni squadra riceverà 1,2 milioni di euro come contributo per le spese di preparazione, a cui si aggiungeranno i premi legati ai risultati sul campo. Per le formazioni eliminate nella fase a gironi, il premio previsto è di 7 milioni di euro.

Il valore del podio e la finale di New York

La scalata verso la finale del 19 luglio al MetLife Stadium di New York avrà, naturalmente, un peso economico differente per le nazioni che raggiungeranno le fasi conclusive. La selezione che si aggiudicherà il titolo di Campione del Mondo percepirà un premio di 42,6 milioni di euro. Se a questa cifra si sommano i gettoni di presenza e i contributi preparatori, il ricavo complessivo per la federazione vincitrice supererà la soglia dei 50 milioni.

Per le altre posizioni di vertice, la finalista perdente incasserà circa 28 milioni di euro, mentre la nazionale terza classificata riceverà un indennizzo di 24 milioni.

Le dichiarazioni del presidente Gianni Infantino accompagnano questa revisione contabile definendo l’edizione 2026 come “rivoluzionaria”. Al di là dell’enfasi istituzionale, l’aumento dei premi appare come una mossa necessaria per sostenere i costi logistici e organizzativi di un torneo che, per la prima volta, vedrà impegnate quasi 50 rappresentative nazionali su un intero continente.

Per l’Italia, il discorso economico resta subordinato a quello sportivo: la nazionale dovrà infatti passare ancora una volta attraverso la delicatezza dei playoff per garantirsi l’accesso a quello che si preannuncia come il Mondiale più remunerativo di sempre.