Hernanes al top con Lazio e Brasile: “Nella Seleçao mi muovo come voglio…Ci siamo anche noi per lo scudetto”

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Hernanes, dopo la sua Lazio, è riuscito a conquistare anche la Seleçao. Nell’amichevole contro il Gabon, ha sfoderato una prova convincente condita anche da un suo gol di testa. Il Profeta ha rilasciato una lunga intervista tra le pagine dell’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, a firma di Iacopo Iandiorio. Contro la selezione africana il tecnico verdeoro Menezes, a differenza di Reja, gli ha ritagliato un diverso ruolo sulla fascia. “Non ho giocato sulla fascia per fare l’ala o il laterale. Parto da lì per trovare poi spazio al centro, gioco più aperto, ma mi muovo come voglio. Infatti, le azioni migliori sono venute fuori da questo mio accentrarmi, rientrando da destra verso sinistra. Nel Brasile è questo il mio ruolo, anche se con la Lazio gioco più dietro le due punte. Ma per me va bene lo stesso, basta che giochi”. I biancocelesti sono primi in classifica dopo dieci giornate di serie A. “Il gruppo base dell’anno scorso è rimasto lo stesso. Sapevamo che se non fosse andato via nessuno non avremmo potuto che migliorare. Così è stato. Poi sono arrivati anche Klose, Cisse, Luljc, Marchetti…

E ora ci siamo anche noi per la lotta scudetto”. Hernanes non si accontenta di quanto di buono fatto vedere nella passata stagione. “Voglio sempre migliorare. Non mi pongo limiti né obiettivi prefissati. Sempre di più. Sto crescendo, avverto il mio processo di crescita, cerco di perfezionarmi. E questo, ovvio, mi fa piacere e mi fa pensare che posso diventare ancora più forte”. Nel grande palcoscenico europeo, è arrivato decisamente tardi rispetto ai suoi colleghi sudamericani. “È vero, sono cresciuto in ritardo. Quando arrivai al San Paolo dalla mia città, Recife, e dal mio club, l’Unibol, avevo solo  16 anni. E non avevo né barba né peli sul corpo. E lì tutti erano pelosi, io sembravo un bambino. Quindi il ritardo nella crescita fisica mi ha condizionato anche nel calcio”. Le più forti del campionato italiano secondo lui sono due. “Fino ad ora Milan e Juve sono le più forti. I rossoneri perché sono campioni in carica e si sono rinforzati, hanno Robinho che è tornato, ora arriverà pure Pato. La Juve ha fatto tanti buoni acquisti e sta dimostrando di essere tosta”. Dopo l’esperienza nelle competizioni sudamericane come la Libertadore e la Sudamericana, Hernanes ha provato l’Europa League. “Siamo partiti male e quando cominci così diventa dura. Ora la prossima a Vaslui, in Romania, è una partita difficile e decisiva, non possiamo perdere”. Durante l’esperienza italiana, Hernanes  durante le partite ha faticato alle prese con una vecchia conoscenza biancoceleste.

“L’anno scorso Mudingayi del Bologna, non mi faceva respirare. Quest’anno, visto che lo conoscevo, me la sono cavata meglio, perché sfuggivo al suo controllo, mi spostavo, cambiavo zone di gioco, cercavo di mettergli confusione”. L’adattamento alla serie A non è stato un grande problema. “Io mi sono trovato bene subito. A Roma, sia la città sia i compagni, mi hanno accolto molto bene e questo mi ha lasciato tranquillo per imparare e capire”. Dopo essere stato eletto, nello scorso anno, il secondo miglior brasiliano in Europa dopo l’interista Maicon, i rivali di quest’anno secondo Hernanes quali saranno? “Tanti, come sempre. Robinho che ha recuperato bene e si è ripreso. Hulk del Porto, giocatore possente, mio compagno di Seleçao contro il Gabon. David Luiz, il difensore di talento del Chelsea, e Dani Alves del Barcellona, il miglior laterale in Europa”. Hernanes, da bambino, si ispirava a…”Era più un punto di riferimento, mi piaceva Filipe del Vasco, che dopo aver giocato nel Flamengo e all’Al Sadd è tornato al Vasco: un grande mancino, anch’io volevo essere tutto sinistro”.

[Ivan Pantani Fonte: www.lalaziosiamonoi.it]