Inter-Milan: alla vigilia Allegri sorpende tutti

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Il tecnico rossonero ha presentato il derby contro l’Inter: fiducia nel Milan, attenzione ai dettagli e sfida scudetto

MILANO – Massimiliano Allegri ha parlato alla vigilia della stracittadina contro l’Inter, sottolineando come la partita di domani abbia segnato l’inizio di un periodo cruciale che porterà fino a marzo, con in mezzo Coppa Italia e Supercoppa. Ha ricordato che si tratterà di venti partite sicure, ventidue se la squadra sarà stata brava, e ha definito il derby una sfida meravigliosa per Milano. Ha ripercorso anche il suo passato, ricordando come nel 2010 fosse partito bene con tre vittorie di fila, poi un pareggio e infine quattro sconfitte. Ha riconosciuto la forza dell’Inter, indicandola insieme al Napoli come favorita per lo scudetto, ma ha ribadito che il derby è sempre una partita a sé e che il Milan avrebbe dovuto giocare con attenzione e tecnica.

L’Inter

Allegri ha sottolineato che l’Inter da cinque anni lotta per lo scudetto e che si trova in ottima condizione, pur rimarcando che anche il Milan lo è. Ha ricordato che si parte sempre da 0-0 e ha definito i nerazzurri una squadra esperta, con giocatori tecnici e fisici. Ha citato i dati: 28 gol fatti e solo 7 subiti, prima per conclusioni in porta e ultima per tiri concessi. Dettagli che, secondo lui, fanno la differenza nelle grandi partite.

Fiducia nella squadra

L’allenatore rossonero ha ribadito di avere piena fiducia nei suoi ragazzi, indipendentemente dalla gara di Parma. Ha spiegato che il lavoro quotidiano serve per affrontare i big match, quelli che regalano adrenalina ed emozioni. Ha ricordato come nei primi minuti contro la Roma la squadra avesse sbagliato tecnicamente, mentre contro il Napoli, pur in inferiorità numerica, avesse battagliato fino alla fine. Ha chiesto ai suoi di restare dentro la partita per tutti i 95 minuti.

La classifica

Allegri ha osservato che in una settimana, con sei punti in palio, tutto può cambiare. Ha ammesso che il Milan abbia fatto fatica contro le piccole: con la Cremonese concedendo poco, con il Pisa non riuscendo a chiudere la gara e a Parma pagando un episodio che aveva cambiato la partita. Ha concluso che i punti conquistati finora raccontano chi sia realmente la squadra.

Il centravanti

Infine, Allegri ha ricordato come spesso nella sua carriera abbia giocato senza un vero centravanti. Ha citato il Milan del passato con Ibrahimović e Robinho, dove Boateng occupava più spesso la posizione avanzata. Ha spiegato che da Pulisic e Leão si aspettava molto, pur riconoscendo che avessero segnato solo quattro gol, mentre il capocannoniere della Serie A fosse a quota cinque. Ha sottolineato la loro capacità di vincere i duelli individuali, elemento decisivo per vincere le partite. Ha aggiunto che Rafa Leão stava capendo come un attaccante venga valutato soprattutto per i gol. Ha concluso ribadendo l’importanza di Gimenez, definendolo un giocatore che ha sempre segnato e che tornerà a farlo.