Juve, che tris di punte! Il prescelto è tra loro

Bel gioco, velocità, spettacolo e divertimento. Queste sono alcune delle prerogative base del calcio che è solito proporre Luigi Delneri. E’ stato così a Verona, quando nacque la favola del Chievo dei miracoli, altrettanto bene è andata durante la parentesi bergamasca all’Atalanta, quando riuscì a collezionare risultati strepitosi con una rosa non di altissima qualità, fino all’exploit definitivo con la Sampdoria, in cui è riuscito addirittura a raggiungere la qualificazione in Champions League.

La Juve, però, vuole innanzitutto vincere e tornare a primeggiare, e per farlo è necessaria tanta concretezza, specie in attacco. E’ soprattutto per questo che il mercato bianconero è prevalentemente incentrato sulla ricerca di un attaccante in grado di tradurre in reti i numerosi cross che il gioco bianconero promette di recapitare in area di rigore dal prossimo anno. Osserviamo i profili di quelli che sembrano essere i tre candidati principali.

Pazzini è ovviamente la prima scelta. Delneri lo ha già apprezzato durante la sua esperienza doriana, in cui l’avanti toscano ha dimostrato di avere tutte le caratteristiche per incarnare la punta ideale delle squadre guidate dal tecnico di Aquileia. Le difficoltà riguardano la scarsa propensione a trattare da parte del club genovese; la Juve conta di far leva su alcune contropartite tecniche gradite ai blucerchiati: De Ceglie, Ekdal e Giovinco in particolare.

La seconda, affascinante ipotesi è invece legata ad Alberto Gilardino. Il centravanti della Fiorentina ha palesato un certo malcontento nell’ultimo periodo, che potrebbe indurlo a cercare una nuova avventura. Le sue caratteristiche sono assolutamente compatibili con il profilo che cerca la Juve, e le possibilità di un suo approdo a Torino non sono affatto da scartare.

Il sogno è invece rappresentato dal bosniaco Edin Dzeko. La clausola di 40 milioni non è più valida dall’altro ieri. Da ora si tratta con il Wolfsburg, e con un’offerta di 30 probabilmente si chiude anche. In fin dei conti si tratta di soli 5 milioni in più rispetto a quelli spesi solo 12 mesi fa per Diego o Felipe Melo. Chi se la sente di precludere questa possibilità? Noi no di certo, soprattutto in virtù delle titubanze del bomber al momento di apporre la firma sull’accordo dato troppo frettolosamente per fatto con il Manchester City.

[Gianluigi Longari – Fonte: www.tuttomercatoweb.com]

CONDIVIDI