Juventus-Catania: Potrei Ma non Voglio …

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Scende in campo a Torino per giocarsi le proprie possibilità di passare il turno, la Juventus. Molto meno il Catania, ed in questo non c’è alcun male. Pertanto non sorprende che la formazione più rimaneggiata, in campo all’Olimpico, sia proprio quella dei meno blasonati rossazzurri, mentre Del Neri rischia addirittura, e perde, l’unico attaccante a sua disposizione, Toni.

Regge fino al primo goal Juventus la convinzione del Catania di non sfigurare. Buffon resta inoperoso; il ruolo del protagonista tanto atteso lo prende quindi Del Piero, che se non gioca in campionato esalta i tifosi in Coppa con assist e giocate facilitate non poco dalle marcature fin troppo allegre dei rossazzurri. E dire che nelle prime battute della gara il Catania avrebbe anche avuto la possibilità di passare in vantaggio, ma Delvecchio spreca da posizione favorevolissima.

Dalla prima rete dei bianconeri il Catania sparisce, ed anziché abbozzare una reazione rischia di capitolare altre due volte almeno. Andazzo che non cambia nel secondo tempo, quando la Juventus dilaga meno di quanto potrebbe. Catania con la testa al Chievo e nessuna intenzione di spremersi per ribaltare il risultato. Resta immobile la panchina dietro Giampaolo, mentre il tecnico già al 9° della ripresa può tirare i primi bilanci.

Bocciati Delvecchio ed Antenucci, tra tutti quelli che avrebbero potuto e dovuto impegnarsi di più; significativa, in negativo, anche la prestazione di Marchese, esempio di quanta dimestichezza richieda, ad un terzino, la marcatura a zona. Dimestichezza della quale, i terzini rossazzurri, paiono sempre meno provvisti;. Augustyn compreso, che sul piano fisico non demerita, come Mascara, che offre qualche spunto significativo anche in fase d’impostazione.

Molto positive le prove di Martinho e Sciacca, e se il secondo ha Carboni davanti, il brasiliano dimostra di aver molta più qualità e benzina di Pesce come di Llama; al tecnico l’ardua scelta su chi metter fuori, di certo il giovane rossazzurro merita più spazio.

Termina con “l’arrembaggio dimostrativo” del Catania, che lascia a tutti la consapevolezza che sì, in altre occasioni, con un’altra classifica, una panchina più lunga, e maggior determinazione, si sarebbe davvero potuto giocare le proprie possibilità di accedere ai quarti. I tempi non sono ancora maturi, è una costatazione, non un’attenuante.

[Marco Di Mauro – Fonte: www.mondocatania.com]