Juventus, Elkann: “Ibra? Fuori portata. Desideriamo vendicare la gara di andata”

logo-juventusDa Milano al Milan: antivigilia meneghina per la Juventus, tra mercato e campionato, futuro e presente.

«Ibrahimovic da noi? Pare stia cercando casa a Milano»: se ne è uscito con una battuta, un ispirato John Elkann, concessosi a quesiti calcistici a margine della presentazione della collaborazione fra la Fondazione Giovanni Agnelli e l’Università Bocconi. Uno spunto ironico per allontanare lo svedese, quello del presidente della Exor. Non che la residenza nel capoluogo lombardo costituisca un ostacolo veritiero, ovviamente.

Sono i noti risvolti economici, piuttosto, a far apparire molto difficile l’operazione, che pare tuttavia stare molto a cuore al procuratore Raiola, vista l’insistenza con cui ne parla. Ibra, non proprio uno abituato a venire incontro alle squadre per cui gioca, dovrebbe dimezzarsi lo stipendio, che, restasse come da contratto al Psg, ammonterebbe a 12,5 milioni annui per le prossime due stagioni.

«Fuori portata», allora, la bollatura più volte applicata al clamoroso ritorno da Marotta. Che per ora, almeno in questa fase di campionato ancora “vivo”, ha solo fatto sentire la sua voce per i “top” che Conte gradirebbe: sia a Fernando Felicevich, agente di Sanchez, che ai colleghi del Real, per Higuain e Benzema, ha chiesto di essere contattato per primo nel caso il Barcellona e la società di Perez decidessero di dare il via libera alla cessione dei loro giocatori.

In attesa che squilli il telefono, a Vinovo si pensa al posticipo con il Milan.

«Partita-scudetto? Vedremo, ma tutte le partite per noi lo sono», ha affermato Elkann, nel tentativo di alleggerire il carico dell’attesa. Difficile riuscirci con gente motivata ed agguerrita come Bonucci: «Noi siamo la Juve e siamo sempre costretti a vincere», ha dichiarato il difensore. Che forse avrà al suo fianco Chiellini, all’ennesimo recupero lampo dai problemi fisici, questa volta al ginocchio. La rifinitura dirà se il toscano sarà abile fin dal primo minuto, così come sarà teatro delle ultime prove di Conte, che pare orientato a ripresentare il 3-5-1-1 testato con successo a Roma nel successo di lunedì contro la Lazio: spazio a Pogba e passo in avanti (sulla carta, perché poi gli interscambi sono stati perenni) per Marchisio, a supporto di Vucinic.

Non ci sarà Balotelli, il che (forse) ci eviterà di ascoltare i beceri cori razzisti riservatigli troppo spesso da una frangia del tifo bianconero. Non ci sarà l’attaccante della Nazionale, «ma anche Pazzini, El Shaarawy e Niang possono farci paura», ha detto Bonucci, che ha quindi snobbato Robinho, dichiaratosi invece pronto a segnare, come all’andata.

Già, l’andata: «Allora ci mancò umiltà, adesso desideriamo vendicarci. Sappiamo di incontrare un avversario in forma, come dimostrano i tanti risultati che hanno ottenuto nel 2013. Ma noi abbiamo una gran voglia di portare a casa tre punti importanti. Perché non abbiamo intenzione di mollare un centimetro, finché la matematica non ci darà la certezza di essere nuovamente Campioni d’Italia».

Con Conte in panchina, fatichiamo ad immaginare non sia così anche nelle (eventuali) giornate successive allo Scudetto conquistato.

[Giuseppe Piegari – Fonte: www.goalnews24.it]