Lazio: Klose tra impegni sportivi e vita quotidiana

logo-lazioI record sono fatti per essere battuti”, recita un antico adagio.  Lo pensava da un po’ Miroslav Klose, che adesso affianca Gerd Muller sul trono dei bomber tedeschi. Ma non ditelo ad alta voce, Miro non vuole paragoni. “Non paragonatemi a Gerd!”, afferma perentorio il panzer biancoceleste, che contro le Isole Far Oer potrebbe restare solo nell’Olimpo del gol. Tutti lo vogliono, tutti lo cercano, non potrebbe essere diversamente. Ed ecco che proprio il numero 11 biancoceleste ha rilasciato una nuova intervista al quotidiano tedesco Welt am Sonntag. Ve la riproponiamo di seguito.

Congratulazioni per il raggiungimento di questo record. Che cosa significa per te aver raggiunto Gerd Muller a quota 68 gol segnati in Nazionale?

“Vuol dire molto. Ma non mi metto sullo stesso livello di Muller. Ho giocato molte più partite di lui per arrivare a queste cifra. Gerd Muller non può essere paragonato a nessuno, quello che ha fatto è unico. Gliel’ho già detto personalmente”.

Perché non hai esultato con la tua celebre capriola?

Sai quanti anni ho? È passato un po’ di tempo dall’ultima capriola…”.

Quando è stata l’ultima volta che a fine allenamento hai portato via la rete con i palloni o le bottigliette d’acqua?

“Nell’ultimo allenamento. Ma ognuno di noi contribuisce a sistemare il campo”.

Quando sei arrivato in Nazionale per la prima volta 12 anni fa, solo i giovani giocatori dovevano sistemare il campo dopo l’allenamento, era un segno di gerarchia…

“Quelli erano altri tempi. Allora i giocatori più giovani imparavano dai giocatori più anziani come comportarsi. Oggi non è necessario, i giocatori giovani sono spesso molto intelligenti,  le cose sono cambiate”.

Che ne pensi dell’utilizzo dei social network?  

“Non ho un account su Twitter, Facebook o Instagram. Vedo che vanno molto di moda tra i ragazzi. Riguardo alla tecnologia non sono del tutto antiquato. Ho un Ipad e WhatsApp, ma adesso ognuno di noi ce l’ha (ride, ndr)”.

 Cosa ne pensi del fatto che si possa ascoltare la musica negli spogliatoi?

“Quando ho iniziato a giocare in Nazionale non si poteva ascoltare. Dopo che è arrivato Jurgen Klinsmann, è diventato un rituale che mi piace. Alcuni compagni di squadra fanno il dj per hobby. Ascoltiamo tutti gli stili musicali, i ragazzi hanno della buona musica sui loro smartphone, lo collegano alle casse. Mi piace sentire soprattutto Bruno Mars e Robbie Williams”.

All’età di 22 anni quando eri titolare al Kaiserslautern hai debuttato in Nazionale. Alcuni giocatori, come Draxler e Gotze sono arrivati a vestire la maglia della Germania all’età di 18 anni…

“Se già giochi regolarmente per anni in campionati e competizioni internazionali, è tutto più facile. Solo attraverso il gioco e la pratica a questo livello si impara a stare in certe competizioni. Io ho sperimentato tutto ciò molto più tardi rispetto ad altri. Il vantaggio della nostra Nazionale è proprio questo: abbiamo il perfetto mix di giovani e meno giovani in squadra. Philipp Lahm, Bastian Schweinsteiger e Lukas Podolski hanno tantissima esperienza in tornei importanti”.

Dovete fare molto per mantenere lo stato di forma?

“Oh, sì. Io per fortuna vivo la mia vita in modo regolare. So esattamente quali esercizi devo fare. Alcuni dicono: grazie a Dio Klose è ancora in forma, e alcuni sembravano avere dubbi …”.

Chi?

“Quando sono arrivato questa settimana a Monaco nel ritiro della Nazionale, ho dovuto fare un controllo anti doping. Qualcuno potrebbe pensare che un certo Klose non è più in grado di giocare a certi livelli vista la mia età…(ride ndr)”.

É’vero che ogni sera alle 21 sei già a letto?

“I miei figli vanno a dormire alle otto, devono alzarsi alle 5.45 perché in Italia la scuola inizia molto presto. Alla fine mi sono abituato anche io con i loro orari e vado un’ora dopo circa. Ma è un bene per me…”.

Bevi mai alcolici?

Bevo un bicchiere di birra o di vino. Ma molto, molto limitato”.

L’ex giocatore della Nazionale Thomas Hitzlsperger è quattro anni più giovane di te e ha appena concluso la sua carriera. Ha detto che qualche giorno di vacanza per lui è stato un problema…

“Posso ben capire. Quando gioco con la Lazio di domenica, e il lunedì siamo liberi, ho bisogno di allenarmi per tornare il martedì in forma. Se sono in vacanza una settimana senza fare esercizi divento nervoso… “.

Pep Guardiola parla di “falso nove” nei suoi schemi. Te hai ancora un’idea di attaccante classico?

“Sì, io sono davanti per fare gol. Certo è necessario rientrare e aiutare la squadra sia a centrocampo che in difesa. Cerco di fare anche io così. Ho sempre voluto giocare con tutti i miei compagni di squadra in campo, questa è la cosa più affascinante del calcio: il tutto funziona solo quando undici giocatori formano una catena. E io sono solo uno dei tanti anelli che la compongono”.

[Centogambe/Bizzarri – Fonte: www.lalaziosiamonoi.it]