Lazio: si riaccende l’entusiasmo a Formello, confermato il 4-2-3-1

FORMELLOÉ cambiato qualcosa in casa Lazio, non solo l’allenatore. In attesa dei risultati, intanto, riecco l’entusiasmo. Strade bloccate, giocatori assaliti dai tremila tifosi accorsi al Fersini. Cori, foto e autografi per tutti. Contro il Grifone Monteverde (Eccellenza), la squadra fatica nei primi 45 minuti, poi dilaga nella ripresa con l’ingresso in campo delle “riserve” e chiude sul risultato di 10-1. Tifosi sugli spalti, cronisti in tribuna, ma Reja non è Petkovic. Apre i cancelli e non fa pretattica, la sua Lazio deve ritrovare in primis un’identità precisa in campo. Confermato il 4-2-3-1 provato e riprovato in allenamento negli ultimi giorni, non ci sono dubbi, sarà il modulo di riferimento della nuova gestione. Marchetti in porta (controlli clinici ok in mattinata), Konko, Biava, Dias e Pereirinha (probabile impiego del portoghese anche con l’Inter visto il problema muscolare al polpaccio di Radu) compongono il pacchetto arretrato. Onazi e Ledesma a protezione alla difesa, Candreva, Hernanes e Lulic formano la linea dei trequartisti alle spalle di Klose.

PRIMO TEMPO – Reja e Bollini non si siedono in panchina, osservano la partita in piedi dalla parte opposta. Di sicuro, non sarano rimasti soddisfatti della prima frazione. Il risultato non si sblocca, superficialità in zona-gol, il copione sembra lo stesso utilizzato in questa prima parte di stagione dalla squadra di Petkovic. Candreva, Hernanes e Klose sbattono a ripetizione contro il muro avversario, i biancocelesti non hanno ancora risolto i problemi di cinismo tanto reclamati dal tecnico di Sarajevo. Il Profeta, spesso spalle alla porta nella “nuova” posizione da trequartista, gioca di sponda e si inserisce negli spazi, ma sciupa almeno due occasioni clamorose. Klose lo imita, salvo poi dare la colpa al guardalinee, reo di non aver alzato ingiustamente la bandierina (primo caso di protesta al contrario). La Lazio, per non farsi mancare niente, passa addirittura in svantaggio. Mancini, lasciato libero in area da un impacciato Dias, fredda Marchetti e porta avanti i suoi. Ci pensa Klose a interrompere il malumore tra il pubblico, con un tap-in da pochi metri che punisce il portiere avversario Mazzoleni (classe ’97), fino a quel momento assoluto protagonista.

SECONDO TEMPO – Cambiano tutti gli effettivi, il modulo resta lo stesso: Berisha prende posto tra i pali, in difesa entrano Gonzalez (terzino al posto di Cavanda, uscito anzitempo dall’allenamento di ieri per un problema fisico), Novaretti, Ciani e Vinìcius. Cana trasloca a centrocampo al fianco di Biglia, mentre Felipe Anderson, Ederson e Keita si muovono a supporto di Floccari (sostituito da Perea a metà ripresa). Avvicendamenti anche nel Grifone Monteverde, che non riesce più ad arginare gli attacchi avversari. La partita finisce in goleada, Biglia sigla il primo gol del secondo tempo con un potente destro dall’altezza del dischetto di rigore. Poco dopo si ripeterà dalla stessa posizione. Ederson, con un poker, mette in mostra tutto il repertorio: destro, sinistro, colpo di testa e calcio di punizione. Finiscono nel tabellino dei marcatori anche Felipe Anderson, Keita e Vinìcius. Al triplice fischio scatta un lungo applauso del pubblico presente. Reja sorride, guarda avanti e pensa all’Inter. Vuole ricominciare, da dove aveva chiuso, la sua storia con la Lazio.

[Carlo Roscito – Fonte: www.lalaziosiamonoi.it]