
Presentata al Senato la Legge Bove: corsi di primo soccorso obbligatori in scuole, autoscuole e università
ROMA – Porta il nome di un calciatore, ma guarda ben oltre il rettangolo di gioco. È stata presentata ieri in Senato la “Legge Bove sul primo soccorso”, un disegno di legge voluto dai senatori di Azione Marco Lombardo e Carlo Calenda, che punta a rendere la formazione sulle manovre salva-vita una competenza diffusa e obbligatoria nel nostro Paese.
A quasi un anno dal malore che colpì Edoardo Bove durante la gara Fiorentina–Inter, il centrocampista della Roma diventa simbolo e testimonial di una proposta che nasce dal mondo dello sport ma si rivolge all’intera società.
I numeri che fanno riflettere
Il testo, articolato in sette articoli, parte da un dato drammatico: in Italia ogni anno circa 65mila persone perdono la vita a causa di mancanze o ritardi nell’intervento di primo soccorso. Una cifra che evidenzia l’urgenza di diffondere conoscenze di base e strumenti adeguati.
Formazione obbligatoria nelle scuole e nelle autoscuole
L’Articolo 1 introduce il finanziamento di corsi di primo soccorso rivolti agli studenti maggiorenni delle scuole secondarie di secondo grado, ai percorsi triennali e quadriennali di istruzione e formazione professionale di competenza regionale, e agli insegnanti di scienze motorie e sportive delle scuole secondarie di primo e secondo grado.
Gli Articoli 2 e 3 prevedono l’ introduzione dell’obbligo di frequentare corsi di primo soccorso con relativo attestato per ottenere l’idoneità alla patente di guida e per accedere ai corsi di laurea e diploma in scienze motorie.
Gli Articoli successivi (4-7) rafforzano la formazione obbligatoria per alcune categorie professionali; promuovono la diffusione dei defibrillatori nei luoghi pubblici e sportivi, definiscono la creazione di una vera e propria “comunità di soccorritori”, rendendo le manovre salva-vita una competenza comune e diffusa.
Diffusione dei defibrillatori e responsabilità condivisa
Il disegno di legge prevede inoltre:
Formazione di base obbligatoria per i responsabili di vari settori professionali.
Maggiore diffusione dei defibrillatori nei luoghi pubblici e sportivi.
L’idea che le manovre salva-vita diventino patrimonio comune, non più competenza di pochi addetti.
Una legge bipartisan
La “Legge Bove” è stata cofirmata da maggioranza e opposizione, segno di un consenso trasversale che va oltre gli schieramenti politici. L’obiettivo è chiaro: trasformare un episodio drammatico in un’occasione di crescita collettiva, rendendo il primo soccorso un pilastro della formazione civica.
Dal campo alla vita quotidiana
Il calcio, ancora una volta, si fa veicolo di messaggi universali. Edoardo Bove, suo malgrado protagonista di un episodio che ha scosso il mondo sportivo, diventa ora volto di una battaglia che riguarda tutti: sapere come intervenire può salvare vite.