Milan: 4-3-1-2 o 4-2-3-1 a Empoli?

logo-milanPOLIPO POGBA DIVINO – L’ha detto anche mister Pippo Inzaghi: “Sino al ’70 eravamo in partita, poi il gol di Tevez…”. Ora i riflettori dei media e i titoli del giorno dopo l’attesissimo Milan-Juventus, sono tutti per l’attaccante argentino, mancato milanista anni fa, nel possibile scambio con Alexandre Pato, che doveva lasciare i rossoneri per raggiungere Leonardo in Francia, al Paris Saint Germain. Ma a guardare bene, l’ennesimo uno-contro-uno di “Carlito”, sarebbe andato a sbattere ancora una volta contro le spalle forti di Rami (“il problema era Pogba, che veniva sempre oltre a Llorente e Tevez…”) e Zapata, se non fosse arrivata come un fulmine a ciel sereno, una magia di uno dei più giovani in campo, Paul Pogba. Un assist fantastico per difficoltà quello sfornato dal francese: perfetto nei tempi, nella misura e nell’angolo indovinato per mandare Tevez solo e coi giri giusti, scavalcando l’intera difesa milanista, davanti all’incolpevole Abbiati. Chapeau monsieur Pogba: San Siro si inchina alle tue giocate (e per fortuna erano assenti Pirlo e Vidal, grintosissimo, che è entrato solamente nei minuti finali).

4-3-1-2 o 4-2-3-1– Nel dopo gara al Meazza, a caldo, si è aperto immediatamente un dibattito su come migliorare l’assetto di un Milan troppo basso, troppo schiacciato dalla potenza degli avversari, Campioni d’Italia da anni. Allora un nuovo modulo e un centrocampo più tecnico sono all’ordine del giorno: Mauro  Suma, direttore di Milan Channel e vicino alle impressioni di Adriano Galliani, parlava di un 4-2-3-1 e di nuovi accorgimenti, che sicuramente Inzaghi e il suo staff avrebbero recepito. Anche un 4-3-1-2 sarebbe auspicabile: il punto è che a centrocampo, se vuoi creare gioco, stare alto, tenere la palla e lanciare l’attacco, hai bisogno di più qualità, non puoi schierare tre incontristi contemporaneamente come Muntari, l’ottimo De Jong e Poli. Montolivo sarà out sino almeno a novembre. Perché non osare Van Ginkel (o Honda), De Jong e Bonaventura in mediana, con Menez libero di svariare e lanciarsi su tutto il fronte (e lontano dai tacchetti dei centrali avversari, che puntualmente lo hanno marchiato anche sabato sera), subito dietro a Torres prima punta e a un El Shaarawy largo a sinistra, libero da compiti difensivi?

DIFESA REGISTRATA – La nota positiva anche in una gara persa è la difesa: dopo due partite, con Lazio e Parma, dove avevamo ballato e troppo dietro, incassando tante reti nelle maniere più disparate, con i bianconeri abbiamo retto bene, e il gol preso è stato frutto di una magia di Pogba, altrimenti la gara sarebbe finita in parità (al di là dello strapotere nel palleggio della Juventus, sarebbe anche stato un risultato possibile, visto il rigore non concesso al talentuoso Menez). Molto bene la linea con Abate-Rami-Zapata-De Sciglio.

ANCELOTTI MAESTRO DI INZAGHI – Sempre sabato, abbiamo assistito alla lezione di calcio impartita da Carlo Ancelotti, antico maestro di Pippo Inzaghi e tecnico dei blancos. Carletto ha risposto alle critiche interne alle merengues per un avvio lento nella Liga, schierando in trasferta una formazione di grandissima qualità tecnica col suo Real: Ronaldo, Benzema, Rodríguez, Bale, Kroos e Modric. Otto reti una più bella dell’altra. Può essere questo uno spunto per l’allievo Inzaghi a schierare tutti i suoi uomini più tecnici, per un Milan nuovamente padrone anche del gioco? Forse sì, ma la direzione tracciata da Pippo è comunque quella giusta: dopo un ottavo posto in campionato l’anno scorso, il solo arrivare al big match con la Juventus scudettata con un “diavolo” capolista, conferma che la sua scossa elettrica è già servita…

[Francesco Montanari – Fonte: www.ilveromilanista.it]