Milan a pezzi, lezione dal Real

Pato e Ibra fanno flop. Cristiano Ronaldo super al Bernabeu

Accade tutto in un paio di minuti: tanti bastano al Real Madrid per mettere in ginocchio il Milan che deve mettere da parte la baldanza ostentata alla vigilia della sfida di Champions. Contro il Real di Mourinho non ce ne è per nessuno e si capisce subito che la serata si mette male. I diavoli rossoneri si trasformano, subiscono, si arrendono: il primo quarto d’ora scivola via con un Milan imbambolato, impaurito, intimidito. Cristiano brilla, Di Maria in cattedra, Oezil elegante e superbo.

I rossoneri sbagliano tutto e attendono l’avversario annidati nella propria trequarti e per i diavoli arriva l’inferno: siamo al 13′. È Pato a commettere fallo su un Xabi Alonso che forse accentua la caduta. Si incarica di calciare un Ronaldo in versione stratosferica. Si piazza da venti metri e posiziona la barriera: attimi decisivi. Il muro rossonero si gretola: non tutti saltano in sincrono e la falla si apre, Amelia non può fare niente e viene beffato dal tiro intelligente di Cristiano a mezz’altezza. Non passano neanche sessanta secondi che arriva la botta del ko: c’è sempre il piede ispirato di Cristiano che avanza sulla sinistra, serve Oezil, tira dal limite dell’area, devia Bonera.

Un uno-due che ammazzerebbe anche un cavallo ma il Milan azzarda una timida reazione. Portieri – Casillas e Amelia – entrambi miracolosi ma sono i blancos a dettare legge: tengono palla e si producono in triangolazioni, colpi di tacco, uno show continuo. Nel Milan resiste Zambrotta, bene Amelia che non sente l’emozione, ma è soprattutto Marcelo a sorprendere, annullando praticamente Pato. I tre attaccanti del Milan – Ronaldinho, Ibrahimovic e Pato – soffrono di solitudine e non riescono a fraseggiare, esponendosi alle pericolose incursioni dei blancos che possono dilagare negli spazi sempre più ampi. Ibrahimovic si dà da fare, Gattuso ci mette la grinta e salva un quasi gol di Di Maria, Casillas nega a Pirlo la gioia della rete su calcio di punizione allo scadere della mezz’ora. Il Milan soffre e deve ricorrere alle maniere rudi per fermare Ronaldo, messo giù senza troppi complimenti in un paio di occasioni da Nesta e da Pirlo.

La partita è a senso unico e, in qualche modo, rispecchia fedelmente il carattere dei due allenatori. Nel Real plasmato da Mourinho si vede il brio, la vivacità e la grinta dello Special One, nel Milan si vede un po’ di timidezza e poca voglia di riscatto. Insomma, un po’ low profile come Allegri. Serata malinconica per Ronaldinho e Pato così come per il vecchio leone Gattuso: dovevano fare la differenza, invece si sono spenti piano piano. Al loro posto Robinho, Boateng e lo spettro di Mourinho, Pippo Inzaghi, in campo a quasi un quarto d’ora dalla fine. Brivido-Milan che con Ibrahimovic che al 41′ del secondo tempo aggancia male su invito delizioso della ‘carta della disperazione’ giocata da Allegri, Inzaghi. Ma il Real domina, Higuain fa movimento anche se non è sempre pronto al tiro, Di Maria incontenibile.

Un Milan comunque grigio e opaco, Seedorf sbaglia tanto, poca lucidità in una pratica sbrigata dal Real nel primo quarto d’ora. Il fattore M è sempre decisivo: Mourinho ha la capacità di mettere in campo i suoi giocatori, di motivarli, di incoraggiarli. Mou si muove con lo stile al quale ha abituato l’Italia, sbracciandosi e incitando, abbracciando Ronaldinho con il calore di un padre. Non era una partita della vita, ma i rossoneri devono ringraziare Amelia che tra i pali non fa rimpiangere Abbiati: sicuro di sé , salva il risultato che poteva essere ancora più rotondo per i blancos. Uomo partita è Cristiano Ronaldo il cui talento ancora infiamma il Bernabeu: a sinistra fa tremare la difesa, tira e serve i compagni. Un faro capace di illuminare la rotta della sua nave che potrebbe arrivare lontano.

[Redazione Il Vero Milanista – Fonte: www.ilveromilanista.it]