Milan-Catania 3-2: Pazzini cambia volto ai rossoneri

MILANO – Rocambolesca è probabilmente l’aggettivo più esatto nel definire la gara di San Siro tra Milan e Catania; visto che il film della gara ha visto diversi copioni e scenari, ed è terminato con il finale tanto “atteso”, in cui la legge delle motivazioni e la maggior “sfrontatezza/audacia” dei rossoneri hanno avuto la meglio su un Catania che più del massimo non poteva dare.

Schieramenti Iniziali

Maran inizia con il 4-2-3-1 con l’intento di utilizzare il jolly Castro alle calcagne di Montolivo, sin qui uno dei migliori registi del campionato italiano; invece le assenze forzate obbligano il mister a proporre una linea difensiva totalmente inedita in cui spicca l’esordio di Frison.

La duttilità di Castro e soprattutto di Izco hanno consentito comunque al tecnico rossazzurro di variare più volte modulo in corso d’opera in base alle esigenze specifiche del match.

Allegri risponde con il classico 4-3-3 che vede il rientro di Balotelli ed anche la riproposizione di De Sciglio sull’out sinistro, dopo che la sua assenza nelle ultime gare era stata imputata come uno dei motivi dell’involuzione che ha portato appena due punti nelle ultime tre gare.

La svolta

Sicuramente tabellino alla mano, l’ingresso di Pazzini ha cambiato la partita, Allegri ha sostituito uno spento Nocerino, autore di una brutta gara con molti passaggi errati e poca qualità nelle giocate, inserendo un vero centravanti d’area di rigore in modo da permettere al troppo isolato Balotelli di “svincolarsi” dall’area di rigore e partire qualche metro più dietro lasciando lo stesso Pazzini a presidiare l’area di rigore in mezzo ai due centrali rossazzurri.

Il Catania era nel suo miglior momento, visto che era da poco passato nuovamente in vantaggio, ma non e’ riuscito a reggere l’urto, nonostante altri due buoni interventi di Frison. L’esordiente portiere rossazzurro è stato sfortunato nei due episodi delle marcature rossonere, infatti era riuscito a respingere le conclusioni rispettivamente di Balotelli ed El Sharaawy, ma le conseguenti ribattute sono finie nel posto sbagliato sui piedi del giocatore sbagliato ovvero il rapace Pazzini, uomo d’area come pochi.

La squadra di Maran ha subito il contraccolpo nei tre minuti “Pazzi” in cui è stato ribaltato il risultato, ed il generoso rigore di Balotelli serve solo per riempire gli almanacchi.

Resta il rammarico per un’altra prestazione sicuramente positiva ma terminata con tanti complimenti ma zero punti all’attivo. Si sapeva che sarebbe stata una gara di sofferenza ed il Catania ha saputo lottare e tenere il match equilibrato fino alla fine. Ha sofferto oltremodo nella prima frazione, sbagliando molti passaggi in uscita dalla propria area di rigore, consentendo così ai giocatori rossoneri di insistere e proseguire ulteriorimente l’assedio offensivo, soprattutto sulle due corsie esterne dove Abate e De Sciglio hanno sfondato con eccessiva facilità giocando costantemente oltre la linea di metà campo.

Izco e Castro, quanta duttilità!

Molto bene il tecnico rossazzurro nella gestione dei vari momenti della gara ed in particolare degli interpreti, dimostrando grande versatilita’ e duttilita’ ed avvalendosi di due jolly preziosissimi quali Izco e Castro.

Partiamo da Mariano, ormai capitano/bandiera dei colori rossazzurri, che ha giocato in un ruolo non suo, e dopo aver sofferto nei primi minuti l’arrembanza del duo De Sciglio – El Sharaawy, e’ riuscito a prendere le giuste contromisure, al punto che il terzino rossonero ha spinto molto meno nella ripresa. Di conseguenza Mariano e’ scalato in mezzo al campo in un 3-5-2 e da una sua sgroppata e’ nata l’azione del provvisorio 1-2 di Bergessio. In occasione del secondo gol di Pazzini, era andato a scalare su Montolivo, ma la squadra era sbilanciata e spaccata, per cui El Sharaawy era rimasto libero di colpire verso Frison.

Grandissima anche la duttilita’ di Castro che dopo una prima frazione disputata nell’ormai “consueto” ruolo centrale nel 4-2-3-1, ma con risultati molto avari, visto che non è riuscito a limitare la regia e le trame di Montolivo, e’ stato spostato da Maran a sinistra con conseguente avvicendamento con Barrientos. Il Pata ha agito da quinto centrocampista esterno, ruolo totalmente diverso per interpretazione rispetto a quello del primo tempo, ed è riuscito, ove possibile a frenare l’impeto di Abate, cosa che il Pitu non era riuscito a fare nella prima frazione.

Il cambio modulo della seconda frazione nella logica di Maran ha dato comunque i risultati sperati, visto che il rischio corso nell’accettare l’uno contro uno dei tre attaccanti rossoneri con Rolin, Legrottaglie e Marchese aveva portato i risultati sperati.

Dati alla mano, da sottolineare anche l’insolita concretezza degli avanti rossazzurri, visto che su appena 5 tiri scoccati verso la porta di Amelia, ben due si sono tramutati in rete. (N.d.r. Il Milan ha tirato 21 volte in porta, ma senza l’ingresso di Pazzini difficilmente sarebbe riuscito a concretizzare tutta la mole di gioco espressa)

Gli / L’avversari/o

La spada di Damocle della vittoria pomeridiana della Fiorentina, ha reso ancor di più arrembante la squadra di Allegri che è partita a spron battuto con un elevato possesso palla,ma poca precisione e concretezza negli ultimi sedici metri. E’ mancata la qualità nell’ultimo passaggio ed anche un’elevata imprecisione non ha consentito ai rossoneri di sbloccare il match. Balotelli è entrato poco nel vivo del gioco, dimostrando come ancora non si sia ben ambientato nel ruolo di avanti nel 4-3-3 di Allegri.

La spinta del pubblico ha fatto il resto, il boato di San Siro al gol del 3-2 ha fatto sembrare lo stadio gremito nei suoi 80.000 posti a sedere, invece degli effettivi spettatori che erano meno di 40.000. Davvero encomiabile e meritevole di applausi il tifo rossonero, continuo ed incessante per tutta la partita, quasi a spingere in rete le due conclusioni vincenti di Pazzini.

In questo spazio dedicato agli avversari, spendiamo volutamente due parole anche sull’arbitro Massa che ha lasciato sorvolare un netto fallo di Boateng su Gomez, in occasione del gol decisivo di Pazzini. Indipendentemente dal presunto e mancato “fair-play” dei giocatori rossoneri, il fallo era netto ed andava fischiato, nel complesso inoltre molto pochi i falli fischiati a favore dei rossazzurri.

Ci si attendeva che i giocatori rossoneri buttassero il pallone fuori dal rettangolo di gioco per consentire le cure del caso, così come accaduto qualche minuto prima da parte del Catania per un intervento su Flamini. Invece così non è stato, alcuni giocatori del Catania si sono “ingenuamente” fermati ed il Milan si e’ trovato addirittura in superiorita’ numerica 4 contro 3 in area di rigore.

Ed ora?

L’obiettivo Europa sfuma ormai definitivamente anche matematica alla mano, visto che comunque l’Udinese sta alzando la quota necessaria per arrivare alla quinta posizione, resta da onorare un campionato dando spazio ai singoli, e dando soddisfazioni ai tifosi almeno nelle ultime due gare casalinghe contro avversari pienamente abbordabili. Vi è la possibilità di dare spazio a chi sin qui ha giocato meno, sfruttando acciacchi e malanni tipici di fine stagione, e cominciando a studiare/preparare alternative e soluzioni di gioco che potrebbero risultare utili in vista della prossima stagione.

[Giovanni Famulari – Fonte: www.mondocatania.com]