Milan: ingobbiti ma sempre in piedi

‘Il punto’ di Sebastiano Molinelli

L’effetto-Juve è tornato, dopo parecchio tempo a ferire il Diavolo e questa è di per sé una notizia. Ma a ben vedere, tra la prestazione di Napoli e quella di sabato scorso a San Siro vi è una distanza molto minore da quella che il peso dei risultati farebbe pensare. Al di là del blasone delle due squadre e di rocambolesche quanto sterili chiacchiere circa il titolo di derby d’Italia (sul quale per ora non credo che possiamo più avanzare pretese dopo il sorpasso dell’Inter in numero di scudetti), resta l’amaro in bocca per una partita che si poteva se non altro pareggiare, se solo si fosse stati più fortunati in alcune palle-gol e più precisi in altre.

Certamente, la fase di non possesso va rivista ed il secondo gol juventino dimostra come non sia semplice abbinare la difesa alta con certe rapide verticalizzazioni degli avversari in contropiede; difficile soprattutto per uno come Sandro Nesta poco abituato a questo tipo di straordinario difensivo ed ulteriormente svantaggiato dal perduto smalto giovanile.

Tuttavia di questa gara non vanno dimenticati né le numerosissime occasioni avute, di gran lunga superiori a quelle con cui siamo riusciti a passare a Napoli, né certi tratti di gioco (il primo quarto d’ora soprattutto) decisamente buono. Probabilmente per battere l’attuale Real mourinhano tutto ciò non basterà, ma ci dovrà necessariamente servire per ricaricare le “pile psicologiche”, la cui straordinaria forza propulsiva è testimoniata, ad esempio, dall’attuale impresa che sta compiendo la Lazio: una squadra data per outsider persino nella lotta al quarto posto, ai blocchi di partenza, ed ora sola al comando con un margine di ben 4 punti sulla seconda. Il calcio è anche questo.

[Sebastiano Molinelli – Fonte: www.ilveromilanista.it]