Reja apre la settimana della passione: “Per il derby mi giocherei l’uno fisso… Totti? Meglio che non giochi”

La Lazio si gode un lunedì di meritato riposo dopo il quinto successo consecutivo in un campionato che, fino a questo momento, sta dominando dall’alto dei suoi 22 punti in classifica. E’ l’ennesimo post-gara celebrativo del meraviglioso avvio di stagione della compagine biancoceleste che, a partire dal pomeriggio di domani (15,30), inizierà a preparare la stracittadina con la Roma.

La Lazio tira il fiato, ma in città è definitivamente iniziata la settimana di passione che culminerà domenica pomeriggio con il fischio d’inizio della gara più attesa e sentita. Questa volta non sarà l’occasione per salvare in extremis una stagione deludente, delle polemiche della scorsa stagione per il “pollice verso” di Totti è rimasto solo l’eco.

Ora è la Roma a rincorrere il volo biancoceleste e domenica dovrà provarci proprio senza il suo capitano, espulso nel match con il Lecce: “Per quanto mi riguarda è meglio che non giochi – ha sottolineato lo stesso Reja, che la scorsa stagione chiese 10 giornate di squalifica per lo sfottò del numero 10 romanista – La Roma è una grande squadra e vedrete che si riprenderà in classifica, magari dopo il derby”. Commenta così l’opaco stato di forma dei dirimpettai cittadini, oscilla tra certezze e scaramanzie il tecnico goriziano, che malgrado riconosca i valori tecnici della squadra di Ranieri non si nasconde: “Per il derby metterei uno fisso in schedina, noi partiamo sempre con la mentalità di giocare la gara fino in fondo, scendiamo in campo sempre per vincere, ancor di più contro la Roma”.

Non potrebbe essere altrimenti, in pochi mesi ha avuto il merito di cancellare tutti quei malesseri intestini che hanno caratterizzato la scorsa grigia stagione: “Il nostro segreto, comunque, è che nello spogliatoio non sentite più la parola io – continua ai microfoni di Sky – , Perchè è il gruppo che conta. Un po’ come quello che fanno Mourinho, Fergusson e Capello nei loro club. Mi ispiro molto a loro perchè ritengo che il gruppo è l’essenza del calcio, mi auguro d’essere il Ferguson di Lotito sino a 70 anni”, ha concluso scherzando il tecnico.

[Daniele Baldini – Fonte: www.lalaziosiamonoi.it]