MILANO – Milano, Venerdì 6 febbraio 2026. Alle 20 in punto lo Stadio “Giuseppe Meazza” diventa il “Milano San Siro Olympic Stadium”. Le luci si abbassano, cala il silenzo e un video apre la cerimonia inaugurale dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. È un racconto fatto di immagini e suoni che non descrivono soltanto un Paese, ma la sua anima. È l’Italia che si specchia nella sua storia, nella sua arte, nella sua capacità di tenere insieme gli opposti. È l’Italia dell’Armonia.
“Armonia” é la che parola che Marco Balich, direttore creativo della cerimonia, ha scelto come filo conduttore. Un concetto che diventa visione, gesto, architettura. Per la prima volta nella storia dei Giochi Invernali, due città, Milano e Cortina, condividono l’onore dell’apertura. Due mondi diversi, città e montagna, modernità e natura, uniti da un’unica narrazione. «Armonia è un messaggio universale», ricordano gli organizzatori. Un invito alla pace, al dialogo, alla capacità di ricucire ciò che nel mondo sembra irrimediabilmente diviso.
Al centro di San Siro domina un grande cerchio, simbolo di Milano. E proprio Da quel cerchio si aprono quattro rampe, quattro traiettorie che collegano idealmente il cuore della città agli altri luoghi olimpici: Livigno, Predazzo, Cortina.
Poi arriva il tributo alla bellezza. Una bellezza che non è solo estetica, ma identità. Sul palco prende forma l’omaggio ad Antonio Canova, lo scultore che ha saputo trasformare il marmo in emozione, il Neoclassicismo in un linguaggio universale.
Matilda De Angelis sale sul podio e dirige un’orchestra che porta in scena Verdi, Puccini, Rossini. Le loro note, incarnate da attori con grandi maschere di cartapesta, riempiono San Siro di un’energia antica e, allo stesso tempo, modernissima. È un’Italia che canta, che vibra, che si riconosce nella sua tradizione lirica.
C’è spazio anche per un omaggio a Raffaella Carrà, icona pop che ha insegnato al mondo la leggerezza come forma d’arte.
Poi arriva lei, Mariah Carey, tutta di bianco vestita, che intona “Nel blu dipinto di blu”. Una voce internazionale che rende omaggio alla canzone italiana più famosa di sempre. E subito dopo, Laura Pausini canta l’inno nazionale. La sua voce, potente e limpida, si intreccia con il coro collegato da Cortina. È un momento che vibra di orgoglio, di appartenenza, di emozione pura.
Pierfrancesco Favino declama “L’infinito” di Giacomo Leopardi. Andrea Zanon incanta con il suo violino.
Un video sorprende tutti!presidente della Repubblica Sergio Mattarella arriva a San Siro su un tram guidato da un’icona dello sport italiano; il “Dottore” Valentino Rossi. Istituzione e mito popolare. È l’Italia, ancora una volta, nella sua Armonia.
La coreografia di Adriano Bolognino mette in scena l’incontro tra città e montagna. Centottanta performer, due acrobati sospesi nell’aria, due cerchi luminosi che si cercano e si uniscono. La musica di Andrea Farri accompagna questo dialogo tra uomo e natura, tra modernità e radici. I cerchi si moltiplicano, si espandono, avvolgono lo stadio e poi si ricompongono nell’emblema dei Giochi creano un’atmosfera che sa di misticismo.
Le creazioni di Giorgio Armani, compianto stilista che per anni é statp anche personalmente vicino al mondo dello sport sfilano in verde, bianco e rosso. Tre file di modelle, tre colori, un’unica identità. Vittoria Ceretti porta la bandiera, e per la prima volta la consegna avviene nelle mani di un corazziere.
E poi entrano in scena quelli che nei prossimi giorni saranno i veri protagonisti della kermessw. Le squadre entrano una dopo l’altra. È il momento più atteso, quello in cui il mondo si mostra nella sua diversità e nella sua unità. È il momento in cui i Giochi davvero iniziano! A rappresentare l’Italia, a Milano, Arianna Fontana e Federico Pellegrino; a Cortina Federica Brignone e Amos Mosaner.
Giovanni Malagò, Presidente della Fondazione Milano Cortina 2026, ricorda che il cammino verso i Giochi è stato complesso, ma non ha mai pensato di fermarsi grazie al suo forte legame con l’Italia, lo sport e l’Olimpismo. Sottolinea che il risultato è frutto del lavoro congiunto di istituzioni, territori e comitati, capaci di coordinarsi in un progetto molto articolato. Confida di non essersi mai sentito così orgoglioso di essere italiano come in quella serata.
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dichiara aperti i Giochi Olimpici
Dopo il discorso delle istituzioni, ulle note di “Nessun dorma” di Puccini, intonata da Andrea Bocelli, Giuseppe Bergomi e Franco Baresi consegnano la Fiamma Olimpica, che porta con è Lo Spirito dei Giochi. Eppoi arriva Ghali, che recita i versi di “Promemoria” di Gianni Rodari in italiano, francese e inglese. Ad accompagnarlo decine di ballerini che chiudono la loro coreografia raffigurando una colomba.
La Bandiera Olimpica viene portata da otto personaggi che si sono distinti per aver portato un messaggio di pace. Cecilia Bartoli e Lang lang eseguone l’Inno Olimpico. Samantha Cristoforetti accomapna una bambina verso la magia di ciò che sta per accadere. Manuela Di Centa e Gerda Weissensteiner passano la fiamma a Enrico Fabris.A Cortina Gutstav Thoeni passa la fiamma a Sofia Goggia. Eppoi…si accendono i bracieri, che per la prima volta nella storia sono due e, su idea di Marco Balich sono un omaggio a Leonardo. A Milano ad accendere il braciere sono Alberto Tomba e Debora Compagnoni, a Cortina Sofia Goggia, Si conclude così una cerimonia di apertura intrisa di magia.
Ci attendono sedici giorni avvincenti. E noi siamo pronti a raccontarli!
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