Palermo, Sirigu: “Io, Zenga, il Palermo e la Nazionale…”

Quanto tempo è passato dal primo ritiro con la maglia del Palermo. Avevi 18 anni e si era a Ravascletto…

“Ero appena ar­rivato e per me era già abbastanza entu­siasmante far parte di un ritiro di una squadra di serie A. Non avevo un obietti­vo preciso, pensavo solo ad allenarmi e a migliorarmi. Ora i miei obiettivi sono diversi, le persone in generale tendono sempre a fare meglio”.

Sembra un pensiero in stile Zenga…

“Sì, di Zenga ma non solo, anche di tante altre persone come Rossi e i miei compa­gni. Cerchiamo di vivere alla giornata. Soprattutto nel calcio le insidie vengono ogni settimana, non solo con le partite più importanti o i derby”.

Da Zenga ha preso anche il sopranno­me di Walterino, dà fastidio?

“No, è una cosa nata per gioco con Jim­my e Eugenio ( Fontana e Corini, ndc). Sono stati loro a battezzarmi così, più che altro per la somiglianza fisica perché avevo i capelli lunghi e ricordavo il mi­ster” .

Proprio ieri Zenga ha detto che Sirigu è il numero uno in Italia…

“Forse l’ha fatto in modo provocatorio, perché a lui piace provocare a livello me­diatico, sono sicuro che oltre me, ci sono tanti altri portieri che stima. Avrà fatto il mio nome apposta per farmi un po’ di pubblicità visto che mi vuole bene. Sono stato il portiere che lui ha lanciato e que­sto lo gratifica”.

Che campionato farà il Palermo?

“Quest’anno sarà un campionato ancora più difficile per noi, perché ci aspette­ranno al varco tutti. Gli avversari si aspettano un Palermo di vertice, quindi avranno un atteggiamento più timoroso nei nostri confronti e questo comporterà un impegno ancora maggiore da parte lo­ro. Noi comunque cercheremo di arriva­re il più in alto possibile e sono sicuro che faremo bene”.

Da portiere come vede i nuovi attac­canti?

“Maccarone è un giocatore che non ha bisogno di presentazioni perché negli ul­timi anni ha dimostrato tutto il suo valo­re. La sua bravura non si discute. Pinilla l’anno scorso con il Grosseto ha fatto grandi cose, ha molte potenzialità, fisi­che e tecniche. Con il tempo riuscirà a rendere al massimo e a stupire, come è successo l’anno scorso con Pastore. C’è voluto un po’ di tempo, ma con grande voglia e spirito di sacrificio Javier ci è riuscito”.

Tra gli attaccanti del campionato chi teme di più?

“Quelli che fanno più movimento in avanti. Mi hanno impressionato Maxi Lo­pez del Catania e Milito. Ma in assoluto credo che sia l’interista l’attaccante che può creare più insidie ad un portiere”.

Chi saranno i portieri rivelazione?

“E’ dura, perché quest’anno vedo tanti portieri bravi. Per me Viviano è uno di quelli che può fare il salto di qualità, co­sì come Curci che nonostante la retroces­sione ha fatto uno passo importante pas­sando alla Sampdoria. E Storari, che ri­mane un signor portiere. Sono curioso anche di vedere Eduardo che mi è pia­ciuto molto al mondiale con il Portogal­lo”.

Amelia, suo ex compagno di squadra, al Milan sarà un buon secondo portiere?

“O il primo… Amelia e Abbiati sono due portieri bravissimi. A me Abbiati piace molto anche se negli ultimi anni ha avu­to un po’ di problemi fisici. Marco viene comunque da una stagione abbastanza buona e può insidiarlo”.

Il suo futuro in azzurro? E il dualismo con Marchetti?

“Non la vedo come un dualismo. In Na­zionale penso che vada chi lo merita. Io spero di esserci. In serie A, però, anche se non lo dice nessuno, stanno venendo fuori tanti bravi portieri italiani e batte­re la concorrenza non sarà facile”.

[Alessandro Buttitta – Fonte: www.tuttopalermo.net]