Reja, dalla rabbia alla carica: “Ci siamo, il sogno Champions è alla portata…”

Il giorno dopo lo stomaco ancora brucia. E’ inevitabile. Ad acuire l’amarezza di Reja è la consapevolezza di non aver capitalizzato una prestazione che, se non ci fossero state quelle amnesie difensive, dal punto di vista strategico stava assumendo i caratteri del capolavoro. La trappola a Mazzari era stata servita.

Era iniziata già alla vigilia, quando a suon di pre-tattica il tecnico goriziano aveva mischiato carte ed offuscato le idee del dirimpettaio. Poi la gara, oltre un’ora di feroce applicazione tattica, le veloci ripartenze sulle corsie esterne di Gonzalez e Sculli, la posizione di Mauri che non ha mai dato punti di riferimento al terzetto partenopeo, e soprattutto la voglia di non cadere nella pericolosa tentazione di limitarsi ad un mero canovaccio di contenimento. Era stata la Lazio con personalità invocata, la stessa decisione di escludere Hernanes per rinvigorire la zona mediana con Bresciano aveva dato i frutti sperati. Poi, sul più bello, quattro clamorose amnesie di concentrazione: errori evidenti in marcatura pagati a caro prezzo, che hanno trasformato letali ogni piazzato calciato da Lavezzi e compagni.

Dopo aver riavvolto il nastro della gara e metabolizzato quanto accaduto, il commento di Reja non può che oscillare tra la rabbia e la voglia di ripartire. Aveva chiesto ai suoi di dimostrare di essere all’altezza del momento topico e la risposta sul campo è stata comunque soddisfacente: “Sappiamo bene di aver fatto una buona prestazione, l’evidenza dei fatti testimonia che meritavamo un risultato migliore – ha spiegato Reja ai microfoni di Lazio Style Radio – , Il Napoli non ci ha mai messo in difficoltà su palla giocata, tutte e quattro le marcature sono arrivate su palla inattiva, dove la tensione forse è venuta meno. Forse dal 2-0 la concentrazione è stata meno alta, le marcature dovevano essere fatte con maggiore attenzione, anche in occasione del rigore non siamo riusciti a chiudere in maniera giusta. Ma tatticamente la gara è stata perfetta, peccato solo di non essere riusciti a sfruttare altre due occasioni di Mauri e Sculli”.

NE VA IL RISULTATO, NOI VOGLIAMO SOLO IL GIUSTO” – E già, al San Paolo la Lazio è stata tradita proprio da quella compattezza e attenzione difensiva che fino a ieri si era dimostrata il punto di forza. Ma rivedendo in modo masochistico i riflessi filmati non si può fare appello anche ad alcune controverse decisioni del fischietto livornese Banti. Dal gol non convalidato a Brocchi al rigore del Napoli, ma l’episodio che Reja non riesce proprio a digerire è l’espulsione di Biava: “Non ci stava proprio – tuona il tecnico – , E’ stata gratuita ed ha aperto al Napoli la possibilità di risalire. Sono state delle situazioni molto gravi che hanno influito sul risultato. Posso capire che l’arbitro non abbia visto la palla di Brocchi oltre la linea, ma almeno il guardalinee doveva segnalarlo. Anzi, ho avuto la sensazione che stesse per alzare la bandierina”. Una cosa è certa, al termine della stagione i cosiddetti torti non si compensano: “No, anche rivedendo tutti i rigori che ci hanno fischiato contro, erano tutti abbastanza discutibili. Noi – sottolinea Reja – , Chiediamo solo maggiore considerazione, vogliamo che ci venga dato almeno il giusto”. E poco importa se Mazzarri per una volta evita di scendere nei particolari: “Non è la prima volta che esterna in questo modo, in altre circostanze ricordo che ha protestato fortemente. Non contro il Parma, però, quando è stato concesso un gol in fuori gioco ad Hamsik. Sono situazioni che cambiano le partite”.

“NULLA è FINITO, LA CHAMPIONS E’ POSSIBILE” – Giusto evidenziare i meriti, lecito recriminare, ma è ancor più necessario riuscire a voltare pagina. A volte, paradossalmente, una sconfitta può fortificare convinzioni apparentemente svanite. La Lazio c’è, Reja l’ha toccata con mano e considerando i passi falsi di Udinese e Roma anche l’Europa che conta non è poi così lontana:Ora non è finita – dice convinto Reja – , E’ vero, ottenere un risultato positivo a Napoli poteva essere straordinario, avrebbe rimesso tutto in discussione, anche le posizioni di Inter e Napoli. Ma nulla è perduto, visto gli altri risultati alla fine le cose sono andate bene. Ora dobbiamo ricaricare le batterie, ripartire a cominciare da domenica contro il Parma. Dobbiamo proseguire questo sogno che secondo me è alla portata. Ci siamo, ora dobbiamo continuare. Il Parma ha esonerato Marino e quando c’è un cambio tecnico la reazione arriva sempre. Noi dovremo affrontare la gara al massimo, evitando di ripetere gli errori commessi ieri su palle inattive. Mancano ancora sette partite, in cui dovremo dimostrare maggiore maturità”.

“SERVE TIFO DA CHAMPIONS” – Tra gli insegnamenti che la trasferta in terra campana ha lasciato in dote c’è quello ambientale. La spinta dei tifosi può permettere di raggiungere traguardi eccezionali. Da qui l’appello di Reja alla gente: “Da qui alla fine dovremo giocare altre tre volte in casa (Parma, Juventus e Genoa, ndr), chiedo ai tifosi di stare il più vicino possibile ai calciatori, di incitarli per 90’, perché abbiamo davvero la possibilità di raggiungere un obiettivo importantissimo. Ieri, quando il Napoli era sotto di due reti, nessuno ha mai fischiato, ad ogni errore c’era sempre un incoraggiamento. Quando senti l’affetto del pubblico sei favorito, hai più convinzione, i fischi invece fanno male”.

[Daniele Baldini – Fonte: www.lalaziosiamonoi.it]