
Weekend storico per lo sci azzurro: Sofia Goggia trionfa in SuperG , Giovanni Franzoni conquista il primo podio in carriera sulla Saslong
BOLZANO/VAL D’ISÈRE – Chiamatelo pure il “Fine Settimana Perfetto”. Mentre l’inverno entra nel vivo, lo sci italiano decide di prendersi tutto, regalando agli appassionati una carrellata di emozioni che profumano di storia. Dalle nevi francesi della Val d’Isère al tempio della velocità della Val Gardena, il tricolore sventola alto, spinto dalla classe immensa dei veterani e dall’energia travolgente delle nuove leve.
Sofia, l’urlo della Regina
Non c’è spazio per i dubbi quando Sofia Goggia decide di mettersi in modalità “tutto o niente”. Dopo una discesa libera complicata il sabato, la bergamasca ha firmato il suo riscatto immediato nel SuperG di domenica. Una pennellata di pura adrenalina che le è valsa la vittoria numero 27 in carriera. Sofia non ha solo vinto: ha dominato, lasciandosi alle spalle Alice Robinson e una leggenda come Lindsey Vonn. Con questo successo, la Goggia blinda il suo trono come l’azzurra più vincente di sempre, trascinando un’ottima Elena Curtoni (quarta) in una prestazione di squadra da incorniciare.
Saslong magica: la favola di Franzoni
Ma se Sofia è una certezza, la Val Gardena ci ha regalato la sorpresa più dolce. Venerdì 19 dicembre rimarrà per sempre scolpito nella memoria di Giovanni Franzoni. In un SuperG folle e dai distacchi millimetrici, il talento bresciano ha artigliato il suo primo podio in Coppa del Mondo, un terzo posto che vale oro. Davanti a lui solo la sorpresa ceca Zabystran e il “cannibale” Odermatt. Ma la vera vittoria di Giovanni è stata nel cuore: quel podio dedicato all’amico scomparso Matteo Franzoso ha commosso l’intero circo bianco, trasformando un risultato sportivo in un momento di umanità straordinaria.
Schieder e Paris: l’Italia c’è
La festa azzurra sulla Saslong è continuata sabato con la discesa libera. Un immenso Florian Schieder si è preso il terzo gradino del podio, confermandosi nell’élite mondiale della velocità. Alle sue spalle, un ruggente Dominik Paris (5°) e i solidissimi Casse e Franzoni (ancora lui, in top 15) hanno confermato che l’Italia dei jet è più viva che mai.