Se ci credi davvero, niente è impossibile. Samp supera in rimonta la Roma (2-1)

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Finchè batte il cuore, c’è speranza. Ci avrà pensato Di Carlo, l’avranno capito i giocatori, i tifosi l’hanno sempre saputo. Dove non ci arriva la tecnica, dove non ci può essere la tattica, può sempre servire il cuore, che batte più forte, se credi davvero ad un traguardo, ad una rimonta, ad un obiettivo a cui si tiene, ancora di più se apparentemente irraggiungibile.

Dopo la scoppola rimediata a Palermo, in una delle trasferte comunque meno peggio della stagione, la Sampdoria parte subito con il piglio giusto: pressing altissimo fin dagli attaccanti, centrocampo mobile e grintoso, esterni pronti alla doppia fase di spinta e copertura, squadra corta e ordinata. Lo spirito è quello giusto, Di Carlo lascia inizialmente in panchina l’influenzato Pazzini e il nuovo arrivato Macheda, fiducia al tandem Pozzi – Marilungo, mentre a centrocampo Poli e Koman vincono i ballottaggi con Tissone e Mannini. Sull’altro fronte Ranieri, privo del faro De Rossi e Pizarro, si affida al giovane Greco, in avanti Menez agisce dietro a Borriello e Vucinic, ancora panchina per Totti.

I giallorossi vogliono far ricorso ad una delle loro armi migliori, il possesso palla, ma il pressing blucerchiato è forsennato, costringendo gli avversari a perdere diversi palloni in fase d’impostazione. L’atteggiamento propositivo del Doria porta le prime occasioni da rete: Guberti, di prima intenzione su cambio di gioco operato da Gastaldello, crossa in mezzo per Pozzi, il quale anticipa il diretto avversario, ma non trova lo specchio della porta. Il nostro baricentro è altissimo e il centrocampo si fa sentire: Poli, in costante crescita, sfonda sull’out sinistro e crossa in centro, ma la Roma, in qualche modo, si rifugia in corner. Si dice spesso che sono le punte a far giocare bene la squadra, in un certo senso è vero, perché il tandem offensivo doriano non solo non fornisce punti di riferimento finchè ha benzina in corpo, ma non dà tempo per ragionare agli avversari, come ad esempio Burdisso è costretto ad un intervento al limite del fallo per fermare il lanciato Pozzi.

Appena caliamo un attimo, la Roma, al primo affondo, punisce. È il minuto 17, si perde palla a centrocampo, scatta il contropiede giallorosso orchestrato da Vucinic, assoluto padrone della corsia destra, la percorre tutta, supera con semplicità Lucchini e trafigge Curci con un potente diagonale ad incrociare. È una brutta botta, adesso bisogna vedere se siamo capaci di reagire. La forza di volontà e la corsa non mancano, ma le idee sono annebbiate, cresce il nervosismo, si è consapevoli dell’importante posta in palio, del terribile ciclo di gennaio e si finisce per cadere nei soliti errori banali. Gli uomini di Ranieri cercano di approfittarne e sfiorano il raddoppio prima con Borriello, al termine di un’azione capolavoro in contropiede innescata da Menez e impreziosita da Vucinic, poi con lo stesso fantasista francese, ma , in entrambe le occasioni, Curci si supera e ci tiene in partita.

Prima dell’intervallo rispondiamo con una bella punizione a giro di Ziegler che sfiora il set e una clamorosa occasione da rete divorata da Marilungo, il quale, ben servito da un servizio di prima intenzione di Palombo, calcia debolmente addosso a Julio Sergio in uscita. Nessun cambio operato da Di Carlo nel break, mentre Ranieri è costretto a sostituire l’infortunato Mexes con Juan. La Samp ha la stessa determinazione mostrata ad inizio gara: Palombo e Poli provano a spezzare la manovre avversarie e ad impostare, Guberti, con l’aiuto di Ziegler, spinge molto sulla sinistra. La Roma si abbassa notevolmente, ma si difende bene finchè al 58’ Juan non commette la frittata: corto retropassaggio del brasiliano per Julio Sergio, costretto ad atterrare in area capitan Palombo, inevitabile il rigore e il rosso diretto per l’estremo difensore. Dentro Doni al posto di Menez, sul dischetto va Pozzi che insacca, per lui e per tutti noi è una liberazione.

In inferiorità numerica i giallorossi sono costretti a difendere l’1-1, ci provano con Vucinic, aiutato da un mancato intervento di Ziegler, e con un’insistita azione di Borriello, ma Curci fa buona guardia e l’esterno della rete è il massimo obiettivo raggiunto. Di Carlo è ben consapevole che si può e si deve fare l’impossibile per conquistare l’intera posta in palio: al 62’ dentro Pazzini per il confusionario Marilungo, c’è spazio anche per il neo-acquisto Macheda per l’acciaccato Pozzi dal minuto 77’. Proprio sui piedi dell’ex United capita all’82’ una clamorosa occasione per passare in vantaggio: Guberti e Gastaldello, con classe e determinazione, recuperano una palla che sembrava destinata ad una rimessa laterale a centrocampo, Koman serve Zauri, pronto il traversone dall’out destro, troppo alto per Pazzini, ci arriva Macheda, che, in torsione, colpisce di testa ma non trova lo specchio della porta da favorevolissima posizione.

Il vantaggio è soltanto rinviato ad un giro di lancette più tardi: Mannini, appena gettato nella mischia da Di Carlo al posto di Poli con Koman spostato in posizione centrale al fianco di Palombo, crossa per Macheda, contrastato in area, si chiede il penalty, il direttore di gara lascia correre, la sfera sembra terminare a fondo campo, ma Juan pasticcia ancora, l’ex Guberti ci crede e prova la conclusione da posizione impossibile, la sfera supera Doni e s’insacca per il vantaggio doriano. Nel finale succede di tutto: vengono espulsi per doppia ammonizione sia Lucchini, che Gastadello, Zauri e Palombo compongono la nuova coppia difensiva, la Roma spinge più con la forza della disperazione, che con convinzione, Ranieri al 90’ fa entrare il nervoso Totti, ma il risultato non cambia più. Il Doria porta si assicura 3 punti d’oro contro un avversario sulla carta ben più quotato e soprattutto mostra una determinazione che troppo spesso era mancata nel corso della stagione.

TABELLINO:

SAMPDORIA-ROMA 2-1

MARCATORI: 17′ Vucinic (R), 58′ Pozzi rig. (S), 84′ Guberti (S)

SAMPDORIA (4-4-2): Curci; Zauri, Gastaldello, Lucchini, Ziegler; Koman, Palombo, Poli (82’Mannini), Guberti; Marilungo (62′ Pazzini), Pozzi (77′ Macheda). (A disp.: Da Costa, Accardi, Tissone, Volta). All. Di Carlo

ROMA (4-3-1-2): Julio Sergio; Cassetti, Mexes (1′ s.t. Juan), Burdisso, Riise; Greco (90′ Totti), Brighi, Perrotta, Menez (57′ Doni), Borriello, Vucinic. (A disp.: Castellini, De Rossi, Simplicio, Rosi). All. Ranieri

ARBITRO: Rocchi

AMMONITI: Pozzi, Marilungo (S), Greco (R).

ESPULSI: 55’ Julio Sergio (R), 86’ Lucchini, 91’ Gastaldello (S).

NOTE: 22.801 spettatori, tra i quali circa 1.000 ospiti, per un incasso di circa 271 mila euro. Angoli 5-4 per la Roma. Recupero 1′ e 4′

[Diego Anelli – Fonte: www.sampdorianews.net]