Siena-Catania 1-3: nove mesi dopo nuovo colpo esterno

SIENAConta vincere. Ciò può avvenire solo attraverso la prestazione, vero. Ma a prescindere dalla prestazione conta vincere. Vale sia per il Siena che per il Catania, appaiate o quasi in meriti, distanti in classifica a seguito della penalizzazione combinata ai toscani, implicati nel calcioscommesse. Ristrettezze di organico per Maran che deve far fronte a tante assenze alle quali può sopperire senza snaturare modulo e vocazione della squadra dovendo tuttavia pagar qualcosa in termini di esperienza, dei singoli ed intesa, tra i reparti. Castro, Rolin e Salifu collezionano la loro terza presenza consecutiva tra Coppa Italia e Campionato, un record. Nel Siena abbondanza, Reginaldo perde il ballottaggio con Valiani, Del Grosso vince quello con Rubin.

Ritmi lenti in avvio. Lodi prova a dare la scossa al 4° con n siluro da fuori area che termina oltre la traversa. Manovriero il Catania, aggressivo il Siena. Al 6° nuova conclusione etnea, Salifu, stavolta molto alta sopra il montante. All’8° occasione per Sestu, contrasto vincente con Rolin, a tu per tu con Andujar l’esterno senese piazza sui guantoni dell’estremo etneo. All’8° il vantaggio del Siena, svarione di Legrottaglie che scivola al limite dell’area favorendo l’inserimento di Rosina che, a giro, timbra la sua prima rete in bianconero. Il Catania continua a detenere il possesso palla ma sbaglia troppo, sia in fase di impostazione che in fase di conclusione. Ancora Legrottaglie commette al 23° una leggerezza che gli costa l’ammonizione, sintomo di concentrazione che non c’è.

Fioccano i corner per i rossazzurri. Sintomo di una manovra che c’è ma, nelle prossimità dell’area di rigore non riesce a trovare le combinazioni giuste per aggirare la difesa di casa. Manca l’apporto di Almiron a centrocampo, Gomez non riesce a saltar l’uomo, Castro vi riesce ma poi si perde nell’indecisione. Il Siena sorride e con pochi passaggi riesce a rendersi pericoloso in area etnea, uno smacco. Al 38° sa di ulteriore beffa il salvataggio di Felipe sulla linea quando Castro, liberato da Marchese, cerca di superare Pegolo con un pallonetto. Al 40° Almiron conclude per la prima volta, a lato. Finisce il primo tempo, comincia il secondo, in egual maniera. Tiro di Almiron, a fil di palo. Al 47° Gomez, su cross di Castro, stampa da zero metri all’angolino dove però arriva Pegolo. Le avvisaglie di un Catania diverse sono evidenti e si concretizzano al 49° quando Bergessio serve Castro in area. Nuovamente a tu per tu con Pegolo, l’argentino stavolta rinuncia al cucchiaio per una bella sventola, è pareggio. Passa 1′ e Bergessio ha sui piedi il pallone del vantaggio, ma viene anticipato. Al 53° conclusione precisa di Gomez, Pegolo a mano aperta, ben più pericolosa l’occasione dalla quale nasce il tiro: Castro non controlla in tre tempi un prezioso pallone in area.

Dopo una fase di pressione, la prima del secondo tempo per il Siena, su ripartenza il Catania trova la rete del vantaggio. Il passaggio centrale per Lodi mette il Catania in condizione di manovrare con Lodi al limite, palla a Bergessio un po’ troppo lunga, ma l’attaccante con una zampata fa fuori Pegolo concludendo sul filo interno del palo opposto, è il 66°. Il Siena cerca di scuotersi con le sostituzioni operate da Cosmi che a 10′ dalla fine dà fondo ai tre cambi. Senza esiti. Maran vorrebbe inserire forze fresche ma la panchina gli concede davvero poche alternative anche solo per mantenete gli equilibri in campo. Solo a 4′ dalla fine arrivano i primi cambi, più per far scorrere il cronometro che altro.

Il Catania dovrebbe amministrare ma non vi riesce. All’81° arriva così la rete di Bergessio sugli sviluppi dell’undicesimo angolo. Solo sul secondo palo, l’argentino firma la sua prima doppietta in campionato, la seconda consecutiva dopo quella messa a segno in Coppa Italia pochi giorni addietro, contro il Cittadella. All’83° occasione per Larrondo, pescato solo davanti ad Andujar, colpo di testa in scivolata, para l’estremo etneo. Gli ultimi minuti con due goal di vantaggio allontanano gli spettri delle rimonte patite all’Olimpico di Roma ed al Friuli di Udine.

Dopo circa nove mesi di gestazione arriva la prima vittoria esterna del Catania di Maran. Arriva proprio nello stesso stadio che aveva visto gli etnei trionfare nell’ultimo precedente a registro, nel Febbraio del 2012. Un primo tempo inguardabile viene riscattato da una seconda metà di gioco in cui il Siena veste i panni del peggior Catania subendo le offensive dei rossazzurri, redivivi prima che il bianconeri mostrino affanno fisico o mentale. Ulteriore merito agli etnei va dato l’esser riusciti a sopperire alla panchina corta ed alle fatiche della Coppa Italia, combinatesi in mezzo alla settimana, riuscendo a venir fuori con carattere e qualità, seppur alla lunga. Il risultato arriva grazie alla prestazione, come richiesto dal direttore Gasparin, aiutando non poco la classifica degli etnei oltre al morale, che vede così interrompersi anche la striscia di due sconfitte consecutive in campionato, lavate con due 1-3, in Coppa prima, in campionato adesso. Resta da analizzare ed interrogarsi sull’ennesimo primo tempo regalato ad un avversario poi dimostratosi, nella sincerità della propria dimensione, mediocre.

[Marco Di Mauro – Fonte: www.mondocatania.com]