Stasera al San Nicola ci sarà da divertirsi: anche per i biancorossi…

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Castellamare di Stabia è lontana 300 km, e appena cinque giorni. Le scorie della sconfitta di sabato scorso non sono ancora del tutto svanite. Ma tant’è, si torna fra le mura amiche del San Nicola, e questo potrebbe essere il viatico migliore.  “Amiche”, si fa per dire, viste le statistiche tutt’altro che confortanti per i match casalinghi. Ma dopo le vittorie – striminzite, sofferte ma fondamentali – contro le toscane Livorno ed Empoli il tabù sembrerebbe sfatato. E, allora, fiducia un po’ a tutti: a Torrente, che ritrovi la giusta serenità; alla squadra, che si svegli dal suo torpore; insomma, al valore apotropaico dello stadio.

Arriva il Pescara di Zeman, ed è già una notizia. Niente numeri, probabilmente sarebbero impietosi. La compagine abruzzese va in rete con facilità e costanza disarmante: l’esperienza di Sansovini, la possanza di Immobile e il genietto di Insigne formano un tridente di amalgama perfetta, spauracchio di tutte le difese di categoria. E, stando agli ultimi risultati, il tecnico boemo sembrerebbe aver trovato una minima quadra anche in difesa. Nondimeno, la partita di venerdì è forse la miglior occasione possibile per il Bari per riprendere la sua corsa verso i piani alti della classifica.

Perché le squadre del venerabile Zeman giocano un calcio totale, di un entusiasmo contagioso. Proprio quello di cui ha bisogno il Bari, sopra cui grava una cappa di depressione e – non del tutto motivato, almeno sul piano prettamente tecnico – pessimismo. Niente tatticismi e barricate: il Pescara verrà a Bari per macinare gioco e segnare, come d’abitudine. E, come d’abitudine, concederà, eccome se concederà: spazi per imprevedibili corse collettive, clamorosi due contro quattro, che potrebbero guarire persino l’atavica abulia delle punte baresi. Pensiamo ad un De Paula, ad esempio: la speranza è che il tanto criticato brasiliano, se impiegato, possa tornare nelle praterie della difesa abruzzese il devastante attaccante che nella scorsa primavera ha fatto sognare Padova. Almeno per una sera, poi si vedrà.

Il match proseguirà a folate. Chi sbaglierà di meno ne uscirà vincitore. E, considerati una serie di fattori – come la serie positiva degli avversari, che non brillano per costanza, e la loro “allergia” alle trasferte – non è detto che quella squadra non possa essere il Bari.  Certo, però, bisognerà stare attenti, perché con Zeman l’evenienza d’una figuraccia è sempre dietro l’angolo: il tecnico boemo non è uomo dalle mezze misure. È una partita da tutto o nulla. Che, sicuramente, varrà il prezzo del biglietto. Per merito degli spavaldi ragazzi di Zeman, nel bene o nel male. Ma se il Bari riuscirà a sottrarsi all’ingrato ruolo di sparring partner, oltre allo spettacolo dal match del San Nicola potrebbe venir fuori anche qualche punto prezioso ed una classifica più galvanizzante.

[Redazione Tutto Bari – Fonte: www.tuttobari.com]