Tim Cup, Lazio-Juventus 0-1: decide Lichtsteiner

logo Tim CupI bianconeri affronteranno l’Inter nelle semifinali di Coppa Italia

ROMA – Non c’è rivincita. Non è Lulic a parlare, ma il campo. La Juventus espugna l’Olimpico grazie alla rete di Lichtsteiner nella ripresa, strappando il pass per la semifinale di Coppa Italia contro l’Inter. I bianconeri si confermano bestia nera, anche se stavolta la Lazio non si è comportata male. Primo tempo equilibrato, nella ripresa perde distanze e concentrazione e Lichtsteiner condanna la sua ex squadra, correggendo a rete la conclusione prelibata di Zaza terminata sul palo.

LE FORMAZIONI: Pioli scommette sul nuovo acquisto Milan Bisevac per la partita più importante della stagione, almeno sino a questo punto. Confermato il 4-3-3 di Bologna, oltre al serbo dentro i due giocatori che hanno sconvolto la sfida del Dall’Ara con il loro ingresso: Lulic, fresco di rinnovo, rileva uno scarico Parolo e Klose prende il posto di Djordjevic. Turnover parziale per Allegri che nel suo 3-5-2 lancia Morata e Zaza in attacco. Confermato Neto tra i pali, è il portiere di coppa, ritrova il campo Pogba, risparmiato contro l’Udinese. Khedira ed Evra restano a Torino, a riposo per la gara di campionato contro la Roma.

PRIMO TEMPO – Reparti compatti, squadre guardinghe. La sfida secca impone prudenza, ma non timore. Il 4-3-3 della Lazio è un sincronismo scientifico in fase di non possesso. L’assenza di Khedira impone alla Juventus di sfruttare l’ampiezza, i terzini biancocelesti prendono in consegna gli esterni avversari in posizione molto alta. Scavalcare la mediana appare l’unica soluzione, viste anche le caratteristiche delle punte di Allegri. Scontri tra pesi massimi: il duello fisico tra Milinkovic-Savic e Pogba è degno dei migliori parquet Nba, Mauricio ha disegnato un bersaglio rosso sulla schiena di Zaza  e lo segue in lungo e in largo (con modi spesso poco sobri). È proprio da una di queste battaglie aeree che Milinkovic-Savic inventa un lancio verticale delizioso per Keita: stop perfetto a seguire, Caceres insegue, lo spagnolo rientra sul destro ma non riesce a piazzare con il piattone da posizione defilata. La Juventus invece fatica a bucare la barricata biancoceleste e gran parte del merito è di Milan Bisevac che si muove sul centro-destra.

Leader vocale, comanda la linea e – udite, udite – pratica l’antica arte del temporeggiare. L’ex Lione interpreta perfettamente una sfuriata offensiva di Zaza al minuto 26′, accompagna la corsa dell’attaccante fianco a fianco e lo costringe alla conclusione ‘disturbata’. Pogba è l’unico a tirare in porta: ci prova al 27′ con un piattone piazzato da fuori area, Berisha respinge lateralmente. Ancora Bisevac. L’intervento su Morata poco dopo la mezz’ora è degno del miglior Biava.  In situazione di uno contro uno, lo spagnolo lo scavalca con un sombrero e scappa verso la porta difesa da Berisha. È più veloce, ma Bisevac usa l’esperienza e lo strattona quel tanto che basta per non indurre l’arbitro ad indicare il dischetto. Morata si lascia cadere come fosse un peso piuma, ma non viene accontentato. E si becca anche la dedica affettuosa del serbo che lo invita a rialzarsi. Gli spazi si chiudono, le punte si eclissano, il primo tempo scorre velocemente verso l’intervallo.

SECONDO TEMPO – La Juventus prende coraggio nella ripresa, la Lazio non riesce a mantenere le distanze tra difesa e mediana. Il pericolo è dietro l’angolo. Al 51′ i due centrali biancocelesti si trovano in situazione di due contro due con le punte juventine: entrambi si dirigono verso Morata che calcia a colpo sicuro, Berisha è abilissimo a respingere con i piedi, Zaza è tutto solo sul tap-in ma calcia incredibilmente a lato dinanzi alla porta sguarnita. Il portiere albanese è un disastro invece sulla punizione di Alex Sandro, esce a vuoto, Pogba lo anticipa di testa ma non inquadra lo specchio. La Lazio non riesce più a uscire si schiaccia, ‘l’ingresso di Hoedt per il sofferente Mauricio complica l’assunto.

Il vantaggio bianconero è nell’aria, arriva puntuale al 66′. Hoedt non sale in pressione su Zaza che lascia partire un sinistro telecomandato da fuori area, colpendo il palo interno. Lichtsteiner si avventa sulla respinta e corregge lentamente in porta. Berisha si rialza ed è riattivo, smanaccia la palla, ma è troppo tardi. L’arbitro assegna il gol, la tecnologia certifica la sua decisione.

Un altro gol alla Lazio per il terzino svizzero, che aveva giù punito il suo primo amore nel pesante 4-0 di Supercoppa, agosto 2013. La Lazio smette di giocare e soffre le ripartenze bianconere. Il protagonista è sempre Zaza: prima serve una palla d’autore a Sturaro che incrocia troppo il suo destro disturbato da Radu, poi si mette in proprio con uno stop da antologia ma è troppo defilato per inquadrare la porta. Pioli tenta il tutto per tutto, dentro Felipe Anderson per Konko e spazio alla difesa a tre. Poco dopo entra anche Matri, che aveva condannato la Lazio nella finale della scorsa primavera. Il destino resta in panchina, la Juventus controlla senza problemi e sfiora il raddoppio con i neoentrati Dybala e Mandzukic. Lucas Biglia si ferma nel finale, problema alla caviglia, esce dal campo in lacrime. La Juventus vola in semifinale di Coppa Italia, la Lazio verso il fallimento.

[Davide Capogrossi – Fonte: www.lalaziosiamonoi.it]