Torino: non solo punti pesanti all’Adriatico

Risultato più che importante quello ottenuto dal Toro all’Adriatico, alla luce anche di quanto è successo negli altri campi, in una giornata che possiamo tranquillamente definire pro-Toro. Ma, nella vittoria contro il Pescara di Bergodi, non c’è solo da registrare i tre punti portati a casa, ma un gioco di qualità espresso per gran parte dell’incontro, ed una sicurezza che non si vedeva da tanto tempo.

Uno sprazzo di luce che gli uomini di Ventura si sono conquistati giorno dopo giorno, dopo la brutta prestazione nel derby, e quella meno fortunata contro il Milan, il passo è sicuramente cambiato, sono cresciute le prestazioni, il gioco ha cominciato a lievitare, e, la classifica è tornata a sorridere.

Un grosso passo avanti non c’è il minimo dubbio, perché nella sostanza è cresciuta tutta la squadra, buonissima domenica ad esempio, la partita di D’Ambrosio, quella di Brighi, ma anche quella di Glik, Cerci e Meggiorini. Tutto il Toro però ha offerto una prestazione abbondantemente sopra la sufficienza, e lo stesso Barreto, che è però apparso in ritardo di condizione, specialmente nel breve, non ha sfigurato.

Ora si può guardare con maggiore fiducia alle prossime partite, dove si registrano quattro scontri diretti nelle prossime sette giornate di campionato, con la consapevolezza di poter aggiungere mattoni importanti per la salvezza, e cominciare, lo voglia il cielo, a pensare alla prossima stagione con un maggiore spazio temporale.

Non sono un esperto di statistica, né mi diletto in enigmi matematici, ma appare ovvio che la quota salvezza sia inferiore ai quaranta punti preventivati, un bene per il Toro, che certamente non può amministrare i punti di vantaggio sulla terz’ultima, ma può scendere in campo con un animo più sereno e rilassato.

Mi preme però sottolineare, che bisogna continuare a puntare sul gioco, perché quando si è giocato al calcio, tranne rarissime eccezioni, la partita contro l’Inter ad esempio, il risultato è sempre arrivato. Inter che sarà proprio la prossima avversaria dei granata, e che per dirla tutta, non mi sembra proprio un avversario imbattibile, ma una squadra che ha proprio nel gioco, parere personale è ovvio, il suo tallone d’Achille. Quindi non dispero di poter tornare da Milano con il bottino pieno, l’importante è crederci, giocare al calcio, e mettere in difficoltà la compagine nerazzurra.

Quanto al mercato, il sogno proibito resta Almiron, come ho già detto mi sembra difficile che il Catania, lo possa cedere così facilmente, vero è, che la vittoria di Marassi, avvicina ulteriormente la squadra del presidente Pulvirenti al suo obiettivo stagionale, cioè la salvezza.  Basterà questo ad ammorbidire le richieste del club siciliano? Penso proprio di no, è invece molto più probabile che il Toro stia lavorando per portare Almiron al Toro la prossima stagione, queste, si possono considerare manovre e sondaggi ad ampio spettro. E per ampio spettro intendo anche, informative su altri giocatori del Catania che interessano ai granata.

Ovvio che le dichiarazioni di ieri di Cairo, cioè, rafforzare l’organico con giocatori giovani e di prospettiva, anche alla luce dell’acquisto di Barreto (85), sembrano giochi di fumo atti a nascondere la trattativa. Anche senza Almiron, il Toro sembra comunque in grado di centrare la salvezza, senza grossi patemi d’animo, non sul velluto sia chiaro, lottando e sacrificandosi come a fatto fino ad oggi, ecco perché penso che alla fine il sacrificio economico per Almiron non ci sarà.

Lieto comunque di essere smentito.

[Flavio Bacile – Fonte: www.torinogranata.it]