Un’Italia migliore, ma non ancora Mondiale

Si, ok, si è trattato di un’Italia di scorta, ma comunque dell’Italia. Contro il Messico era sembrata una compagine di buoni singoli incapaci di fare una squadra, contro la Svizzera una squadra, almeno, la si è vista, e si sono visti anche sprazzi di gioco sufficiente. «Eh, ma quante critiche!» Mai che si accontentino, questi tifosi italiani. Sarà che abbiamo ancora negli occhi il rigore di Grosso, ecco perché ci aspettiamo che questi azzurri ci facciano divertire e godere.

Anche se, in sincerità, un po’ si è goduto, ieri sera. Non grazie a un opaco Cossu – in molti avrebbero voluto vederlo protagonista, per vedere la faccia di Lippi interdetta sulle scelte fatte – ma grazie a un Gattuso “ringhio” come i vecchi tempi, capace di tirare fuori artigli e denti alla sola vista di un giocatore in casacchina rossocrociata. Si è vista una buona difesa, soprattutto nella ripresa, con gli azzurri che quasi mai hanno rischiato di prendere la seconda segnatura. E si è visto un buon movimento in avanti, anche se ancora troppo poco incisivo (tranquilli, stavolta evito tutta la solfa sulla mancanza di fantasia, eccetera).

Capitolo regìa: Montolivo può fare il Pirlo, ma deve aumentare di carattere. Ulteriormente. E deve essere “tignoso” anche in fase difensiva. Sul gol di Inler, infatti, N’Kufo lo ha saltato come un Birillo. N’Kufo, eh, non Messi. Anche se poi il regista azzurro si è fatto perdonare con un lancio al bacio per Quagliarella, in occasione della rete azzurra.

Nota positiva anche per Marchetti, portierino azzurro vice di Buffon. Sul gol di Inler nulla ha potuto: si butta, tocca, ma non riesce a evitare il gol. Per il resto, buona guardia, sicurezza, si è dimostrato bravo a comandare la difesa. L’Italia ha bisogno, d’altronde, di un portiere all’altezza di Buffon: c’è la necessità di un erede che sia all’altezza dell’attuale numero uno, quel Gigi nazionale che disputerà con ogni probabilità il suo ultimo Mondiale. Marchetti non ha la stessa stoffa di Buffon, ovviamente, ma ha una mentalità decisa, e una buona qualità. Non all’altezza di Gigi, quindi, ma un suo degno successore.

In conclusione, l’Italia è migliorata. Ok che la Svizzera non è il Messico, ma le migliorìe si son viste, indipendentemente dal risultato – almeno non si è perso! -, sul piano della condizione. E sul piano del gruppo. Punto, questo, a favore di Lippi. Anche se il nostro ct ne dovrà fare tanti altri, di punti, onde evitare di subire un ko tecnico che porterebbe lui e gli azzurri inevitabilmente – e forse ingiustamente, ma il calcio è così – dalle stelle alle stalle.

[Alessio Milone – Fonte: www.tuttomondiali.it]