A Bari con il 4-2-3-1: Bresciano in pole, ma c’è anche l’ipotesi spregiudicata con Zàrate nel terzetto dei trequartisti

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Zàrate nel terzetto dei trequartisti, idea azzardata ma possibile. E’ una delle soluzioni sulle quali a partire da domani pomeriggio Reja inizierà a lavorare. In vista della trasferta di Bari, il tecnico goriziano sembra intenzionato a variare nuovamente l’assetto tattico. Dopo i due successi con Chievo e Brescia marchiati 4-3-1-2, l’idea è quella di ripresentare l’assetto camaleontico che ha permesso di sbancare l’Artemio Franchi di Firenze e di pareggiare in casa con il Milan. In realtà, contro i rossoneri, la rete del pareggio arrivò solo nella fase finale, quando Reja diede spazio a tutto il suo repertorio offensivo (Hernanes, Floccari, Rocchi e Zàrate).

Nella prima ora di gioco si era assistito ad una Lazio guardinga, orientata alla chiusura di tutti i varchi, in particolare quelli esterni. E’ con questa priorità che il tecnico isontino ha intenzione di preparare la sfida con i “galletti” di Ventura, che proprio sfruttando la velocità di Alvarez e Ghezzal e le sovrapposizioni dei terzini (Masiello e Belmonte) riesce spesso ad innescare la rapidità dei suoi attaccanti. Il brasiliano Barreto, soprattutto, è letale nei ribaltamenti di fronte. Il contropiede è la forza della squadra di Ventura e Reja si sa, ama limitare i punti forti dell’avversario.

Da qui, la volontà di tornare allo schieramento con un solo riferimento offensivo (Floccari), due mediani di qualità e quantità come Ledesma e Matuzalem (dovrebbe tornare in gruppo già alla rirpesa) e tre guastatori, due dei quali esterni (il terzo è Hernanes), capaci di interpretare con la stessa intensità entrambe le fasi di gioco. Gli elementi ideali in tal senso sono Mauri (da verificare la sua condizione al rientro dalla nazionale) e Bresciano, gli unici per caratteristiche tecniche ad assicurare nello stesso tempo protezione sulle fasce ed inserimenti puntuali in zona realizzativa.

Poi ci sono altre due alternative, una più spregiudicata, l’altra più abbottonata. La prima, con Zàrate al posto dell’australiano, è quella più spregiudicata. In fase offensiva, l’argentino sarebbe chiamato a giostrare in una zona di campo che spesso l’ha visto protagonista. Partendo largo sulla sinistra, il numero 10 di Haedo ha fatto le cose migliori, ha la velocità e la qualità per raggiungere il fondo e sfornare assist e ha lo spazio per tagliare il campo sul suo piede preferito, il destro; in più costringerebbe il terzino dei pugliesi a badare per buona parte alla fase difensiva, non costringendo Radu ad improbabili 2 contro uno sulla sua fascia. Il problema sorgerebbe nella fase di attesa, quando Maurito sarebbe costretto a ripiegare fino alla trequarti difensiva. Dovrebbe muoversi da vera e propria ala mancina, mettendo in mostra quella attitudine al sacrificio che spesso sono venute a mancare. E’ una soluzione che probabilmente snaturerebbe le caratteristiche di Zàrate, ma sulla quale già sabato scorso in amichevole Reja ha iniziato a lavorare.

La seconda alternativa al Bresciano è decisivamente più conservatrice e chiamerebbe in causa l’inserimento sulla destra di Brocchi. In questo caso l’ex mediano formerebbe con Ledesma, Matuzalem e Mauri una linea mediana a quattro, con il solo Hernanes (oltre che gli inserimenti del brianzolo) a supporto di Floccari. Un 4-4-1-1 da trasferta.

[Daniele Baldini – Fonte: www.lalaziosiamonoi.it]

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