Atalanta-Fiorentina 2-3: a rischio la panchina di Reja, contattato Prandelli

logo AtalantaBERGAMO – Per il terzo anno consecutivo, la Fiorentina passa a Bergamo con il minimo sforzo, aprendo una crisi profonda in casa nerazzurra che, in 11 partite ha collezionato 5 sconfitte e 6 pareggi. Proprio nel giorno in cui i nerazzurri ritrovano la via del gol, i toscani ne fanno 3, sbriciolando la difesa bergamasca che fino ad oggi, poteva vantare la quarta posizione del campionato come minor gol subiti. Allungata la coperta da una parte, si è accorciata dall’altra, con tanto di espulsione di Conti, ennesima di questo campionato. Passi l’espulsione per fallo di gioco, ma per proteste è inaccettabile e va punita con sanzioni pecuniarie da parte della società.

Certo, se l’Atalanta piange, le inseguitrici non ridono, ma il campionato nerazzurro sta prendendo la piega della VERGOGNA sotto tutti i punti di vista: zero gioco, zero idee, forma fisica appena sufficiente e tutto questo, non è assolutamente imputabile al mercato di gennaio considerato che la crisi si è aperta a metà dicembre.

PRIMO TEMPO- L’Atalanta nel primo tempo ci prova a mettere in difficoltà i viola con un pressing alto sui portatori di palla, ma è un pressing fine a se stesso perché di fatto, di palle gol i nerazzurri ne hanno solo una con Dramè che di testa si fa respingere il pallone da Tatarusanu. Un minuto prima, era stato Pasqual a sfiorare il gol su punizione, ma Sportiello è fenomenale a togliere il pallone diretto agli incroci.

SECONDO TEMPO– Nel secondo tempo, ci si aspettava un calo fisico dei viola dopo l’impegno infrasettimanale di Europa League e invece Sousa, con i cambi giusti (Reja li sbaglia), sblocca la partita con un colpo di testa di Fernandez su cross dell’incontenibile Tello. L’Atalanta accusa il colpo, prova ad inserire la doppia punta passando ad un 4-2-4, ma arriva il secondo gol dei viola in contropiede proprio dell’indemoniato Tello che supera Sportiello in uscita. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo l’Atalanta prova a riaprire la partita con Conti ma i viola ristabiliscono le distanze di sicurezza con Kalinic, subentrato a Bernardeschi. Sul finire il gol inutile di Pinilla.

CAMPO DA TERZA CATEGORIA – Su un campo di patate, la più penalizzata è stata la Fiorentina che fa del possesso palla e del fraseggio il suo piatto della casa, ma nonostante ciò, l’Atalanta non ne ha  approfittato, subendo ugualmente il gioco della Fiorentina a centrocampo. Da segnalare l’ottima prova di D’Alessandro e un’altra prova opaca di Gomez e Pinilla, lontani parenti di quelli visti all’andata.

LA SCUSA DEL MERCATO NON REGGE – Ora qualcuno continuerà ad appigliarsi all’alibi del mercato in cui sono partiti Moralez e Grassi (lasciamo perdere Denis che di fatto era fuori dal gioco da un anno e mezzo), ma è una scusante che non regge e non può giustificare una situazione a dir poco vergognosa sul piano del gioco e dei risultati.

24 ORE PER L’ESONERO? – Un allenatore che si appiglia ad un solo giocatore, non è in grado di poter condurre una squadra di serie A. Moralez non era Messi e se non trovi un’alternativa di modulo e gioco con altri interpreti (per di più non proprio scarsi), allora è fatale che la società stia pensando seriamente all’esonero del tecnico goriziano.

PRANDELLI IN ATTESA – Si, perché dopo i primi ammiccamenti a gennaio, ora Percassi potrebbe affondare il colpo con Prandelli che è in attesa di sposare un progetto di media e lunga scadenza.

PAROLE CIBO PER IL VENTO – Alla vigilia, le solite dichiarazioni di giocatori e allenatore che annunciavano il ritorno dell’Atalanta . Personalmente, mi sembra che nulla sia cambiato sul piano del gioco, mentale e di carattere. Solita Atalanta spuntata e confusionaria. Si parli di meno e si facciano più fatti perché per molto meno, Colantono è stato esonerato. Qui continua a regnare una situazione da “volemose bene”, solo perché la classifica ancora non preoccupa, ma basta un niente per ribaltare la situazione perché Il Frosinone non è morto, il Carpi è in gran forma, andando a pareggiare a Torino contro i granata e domenica si giocheranno con i nerazzurri la partita della vita.

CARPI – Domenica l’Atalanta andrà a Carpi e un’altra sconfitta, aprirebbe incredibilmente il discorso salvezza che fino a oggi pare ancora piuttosto blindato. Dopo Carpi ci sarà la Juventus e un ulteriore probabile sconfitta, farebbe tremare le gambe dei giocatori e le coronarie dei tifosi. Mettere un argine a questa situazione è un obbligo e bisogna farlo subito prima che i buoi scappino dalla stalla.

BOLOGNA – Chiudo con una nota di merito al Bologna e una rivalsa nei confronti di chi mi diceva ad inizio campionato che sul Bologna avevo preso un granchio. La squadra di Donadoni da 16 giornate viaggia in zona Champions League, ha un presidente che è tra i primi 200 al mondo per ricchezza e l’anno prossimo, ha tutta l’intenzione di puntare dritta all’Europa. Ne ha tutti i mezzi per farlo: una squadra giovanissima con giocatori di altissima qualità (Donsah Diawara impressionanti), una piazza tranquilla dove non ci sono particolari pressioni e una società economicamente da medio top club.
Non c’è nulla da inventare, basterebbe solo copiare. 

[Luca Ronchi – Fonte: www.bergamonerazzurra.com]