Bologna-Pescara 1-1: passo indietro dei rossoblù, i biancoazzurri ringraziano

Del resto il Bologna ci ha abituato a cose di questo tipo. Dalle stelle alle stalle, dal piedistallo al pavimento, dall’impresa alla partitaccia. Senza voler esagerare, restando sulla stretta attualità, da una bella e un tantino fortunata vittoria in rimonta a Roma a un modesto e decisamente sfortunato pareggio in casa contro il Pescara. Eppure al 9’ i rossoblù sono già in vantaggio con Gilardino, che indossa la sua consueta maschera da rapinatore e gira in rete un perfetto cross di Garics, bravo a rubare palla sulla fascia destra subito dopo un rischioso rilancio con le mani di Perin. Primo sigillo fra le mura amiche per il Gila e Dall’Ara in tripudio. Il Bologna continua a premere sull’acceleratore e costruisce una serie di importanti occasioni da rete, grazie soprattutto all’estro di Diamanti e alla velocità di un incontenibile Kone.

Il Pescara però riesce a salvarsi e col passare dei minuti, complice un’inspiegabile rilassamento da parte della squadra di Pioli, comincia a guadagnare metri di campo e a rendersi pericoloso. La principale spina nel fianco della difesa felsinea porta il nome esotico di Fernando Quintero, trottolino colombiano classe 1993: al 41’ Pazienza commette un ingenuo fallo su Colucci, il giovane fantasista si incarica della battuta del calcio di punizione e con un preciso sinistro fa secco Agliardi, anche stavolta non esente da colpe. Uno a uno, con il Bologna che però continua tranquillamente a dormire e rischia addirittura di andare sotto a causa di una conclusione di Vukusic sventata alla disperata da Agliardi in uscita. Fine primo tempo, per fortuna.

Negli spogliatoi Pioli alza la voce e all’inizio della ripresa i rossoblù sembrano essere usciti dal letargo nel quale era improvvisamente piombati. Al 7’ punizione di Diamanti deviata con un braccio in area da Cascione, ma l’arbitro lascia proseguire. Due minuti dopo splendida percussione centrale di Kone e gran conclusione che sfiora di poco il palo alla sinistra di Perin. Le sensazioni sono positive, infatti al 17’ Diamanti lancia col contagiri Gilardino che si presenta davanti al portiere abruzzese, lo salta e viene steso: rigore ed espulsione. A dire il vero fra Gilardino e la porta sguarnita ci sarebbe stato ancora Modesto, quindi per Perin un cartellino giallo sarebbe stato sufficiente, ma il direttore Romeo non ha dubbi. Stroppa corre ai ripari sostituendo Caprari, uno dei più positivi, con il secondo portiere Pelizzoli. A questa sfida tutto sommato piacevole manca solo un eroe di giornata, e quell’eroe al 20’ assume proprio le sembianze di Pelizzoli, che vola a respingere il penalty di Diamanti e si lascia andare a una vistosa esultanza sotto lo spicchio di curva dedicato ai supporter biancazzurri.

Da quel momento in poi è un autentico assedio del Bologna, rabbioso e deciso a far sua l’intera posta in palio. Vanno al tiro praticamente tutti gli attaccanti: Gabbiadini (entrato al posto di uno spento Pulzetti) al 25’, Gilardino al 32’ da posizione favorevolissima, infine Diamanti al 36’ e al 42’, ma la palla non vuole saperne di entrare. Finisce così, con i rossoblù a mangiarsi le mani e con Stroppa a festeggiare il suo primo punto da allenatore in Serie A. “Croce Rossa Bfc, fate un salto al Dall’Ara quando avete problemi e ne uscirete rigenerati”. Questo potrebbe essere lo slogan da utilizzare di fronte all’ennesima squadra mediocre che arriva a Bologna in palese difficoltà e se ne va con dei punti in tasca. Un’abitudine che trascende da giocatori e allenatori, qualcosa che sembra proprio insito nel dna di questo club. Peccato davvero, perché i tre punti di oggi erano a dir poco fondamentali e questo pareggio contro l’ultima della classe vale meno di zero. Addentrandosi in un’analisi più approfondita va sottolineato come la difesa non si sia comportata male e abbia messo in luce un Garics in grande spolvero in entrambe le fasi. Probabilmente, giocando con una linea a quattro contro un attacco piuttosto mobile come quello del Pescara, sarebbe stato preferibile affiancare al possente Natali il brevilineo Carvalho invece di Antonsson, che comunque ha fatto il suo.

A centrocampo prova opaca di Pulzetti e Pazienza, un po’ meglio Taider, che va però ancora troppo a corrente alternata. Sulla trequarti molto bene Kone: scattante, quasi sempre in grado di saltare l’uomo e autore anche di due conclusioni pregevoli. Così così Diamanti, sempre ammirevole per l’impegno ma oggi un po’ più impreciso del solito, anche se va rimarcato come il perfetto lancio per Gilardino che ha generato il fallo da rigore di Perin porti la sua firma. Ed è proprio qui che dovrà maggiormente intervenire Pioli, ovvero cercare di costruire un Bologna che offensivamente sia meno dipendente dalle iniziative solitarie di Diamanti, ma che possa giovarsi della sua inventiva all’interno di una manovra più fluida e corale. Finalizzata poi da Gilardino, una vera e propria sentenza. Nota conclusiva per Agliardi. Ci troviamo evidentemente di fronte a un portiere bravo a fare le cose difficili (vedi le due straordinarie parate d’istinto su Totti una settimana fa) e meno bravo in quelle semplici, come deviare in angolo la punizione odierna di Quintero, beffarda ma certamente non imprendibile. Le sue occasioni le ha avute, purtroppo non le ha sfruttate pienamente e la classifica del Bologna ora non piange ma nemmeno sorride. A Siena fra i pali potrebbe esserci Curci: dalla padella alla brace? No, basta coi modi di dire, per il bene del Bologna.

[Simone Minghinelli – Fonte: www.zerocinquantuno.it]