Bologna, Portanova: “Emozionato come se fosse il primo giorno tra i professionisti”

Il ritorno di Daniele Portanova al calcio giocato è di più del rientro di un giocatore dopo una lunga squalifica: la giornata di domenica prossima significherà per lui riappropriarsi della propria vita, quella che una condanna pesante si è portata via per quattro lunghi mesi. Parla piano, come sempre, il Gladiatore del Bologna in conferenza stampa. Ha gli occhi felici, consapevoli che l’incubo è finito: “Sono emozionato come fosse il primo giorno, il primo giorno tra i professionisti” – esordisce Portanova – “Aspettavo tanto questo momento e finalmente è arrivato. Ho una voglia matta di giocare e una carica addosso impressionante, era da tanto che non provavo queste sensazioni”.

É il 10 agosto scorso quando la Disciplinare condanna Daniele Portanova a sei mesi di squalifica per omessa denuncia, poi portati a quattro. Il polverone della vicenda calcioscommesse riguardante il difensore rossoblu venne fuori ad aprile quando il giocatore dell’Atalanta Andrea Masiello insieme agli scommettitori Fabio Giacobbe e Giovanni Carella, raccontarono in un interrogatorio di avere incontrato Portanova in un bar del centro storico felsineo per cercare di organizzare una combine per Bologna – Bari del 22 maggio 2011. Da lui, ricevettero un “No”.

Da quest’estate ad oggi, linee difensive, interrogatori, parole, sanzioni e soprattutto la lontananza di Daniele dalla sua professione: “Tutta la rabbia accumulata mi salirà il giorno prima della partita ma ora non ci voglio pensare. Da questa situazione prendo solo i lati positivi della vicenda, perché soffro a pensare alle cose non vere a cui mi hanno associato” – sottolinea il numero 90 del Bologna – “In questi mesi ho capito le mie certezze, ho valorizzato la famiglia e capito quali sono gli amici veri che mi sono stati vicini. Finché non capita qualcosa di brutto, queste cose non le sai”. Ripensando a questi quattro mesi, Portanova dichiara di non avere fatto sbagli: “Ho affrontato il processo senza paura ed è stato terribile vivere tutto questo da innocente. L’unica cosa che mi dispiace è che sento ancora parlare persone che pensano che io abbia venduto la partita anche se così non è, ed è questo pensiero che si ha su di me quello che rimane. Io andrò avanti, continuerò a combattere per questa maglia che ho sempre desiderato”.

Portanova ha pagato a caro prezzo quell’incontro, vivendo una specie di incubo: “Quei mesi sono stati un’eternità, mettiamoci una pietra sopra” – afferma il difensore rossoblu – “Inizia una nuova carriera per me, una nuova parentesi di vita”. All’età di 34 anni, il gladiatore rossoblu si sente ancora in forma: “Io spero di giocare il più possibile, smetterò solo quando mi accorgerò che gli attaccanti mi scappano via”. Portanova rientra contro il Napoli, partita difficile e con una squadra che vanta Cavani – migliore attaccante della serie A: “Non sarà facile ma ce la metterò tutta per fare il mio meglio. Mi sono sempre allenato, forse anche più della squadra, ma la partita è un’altra cosa e spero di avere il ritmo giusto. Voglio dare il massimo e aiutare la squadra: mi è mancato indossare la maglia del Bologna, l’odore dell’erba, sentire il tifo” – confessa Portanova – “Ho sempre seguito la squadra in settimana ma anche in partita. Il Bologna ha fatto cose belle e altre meno belle ma le prestazioni sono in crescendo e nelle ultime partite lo sta dimostrando, potevamo anche avere qualche punto in più ma se non sono arrivati è stato per sbagli del singolo e non della squadra”.

Portanova torna ad avere il ruolo di leader per questa squadra, ma la fascia da capitano?: “Mi sono sempre sentito sia fisicamente che moralmente il capitano di questa squadra: dovrebbe essere così per ogni singolo giocatore. Per la fascia decide il mister, è ovvio che farebbe piacere a chiunque portarla” – afferma Portanova – “Con Diamanti ho un rapporto limpido e non ne abbiamo parlato: noi parliamo della squadra, abbiamo fatto riunioni per tenere tutti uniti all’interno dello spogliatoio anche nei momenti più critici e bui. Siamo un gruppo positivo e gestito al meglio, la fascia è una cosa secondaria che non aiuta la squadra”. A luglio, nel ritiro di Andalo, quando sembrava che la condanna di Portanova fosse per illecito sportivo, Guaraldi dichiarò che era stata una scelta inopportuna farlo Capitano e il giocatore non fu presente nemmeno alla presentazione delle maglie per questa nuova stagione: “Con il Presidente ho un rapporto sereno, a quei tempi ha avuto una reazione a caldo sbagliata ma dopo ci siamo chiariti. Non era una situazione facile per entrambi da gestire ma ora siamo tranquilli e vogliamo solo il bene del Bologna” – sottolinea il difensore – “Ci tengo a ricordare che non rientro solo io ma anche il team manager Marcello Sanfelice: è una persona molto importante per la squadra e ha sofferto come me, sono contento che torni e spero più forte di prima”.

Altre parole sincere sono per l’allenatore e i tifosi: “Non voglio fare il ruffiano ma ringrazio Pioli che mi è stato vicino. Non è mai stato messo in discussione da nessuno di noi perché è un allenatore preparato che non ha mai fatto affondare la barca e che tira fuori il meglio di ogni giocatore” – sono le parole di Portanova nel corso della conferenza stampa – “In questo brutto momento non mi sono mai sentito emarginato dai tifosi e spero di ripagarli sul campo in questa seconda parte di stagione”. Portanova, leader indiscusso della difesa, commenta il suo reparto: “Sorensen sta crescendo tantissimo, gioca partite anche emozionanti e questo perché è esploso mentalmente. Spero continui così e che lo faccia anche Cherubin, migliorato molto. Sinceramente, non ho mai visto un problema a livello difensivo” – confessa il giocatore rossoblu – “Faccio i miei complimenti ad Agliardi, è un ragazzo che ce la mette tutta e al primo errore viene crocefisso. Non è facile giocare in questa condizione, è sempre nell’occhio del ciclone. Lui aiuta noi e noi aiutiamo lui: l’obiettivo da qui alla fine della stagione è sbagliare il meno possibile”.

L’allenatore della Juventus, Antonio Conte, è rientrato dalla squalifica prima di Portanova e a lui è stato riservata domenica scorsa un’attenzione particolare da vera star. Il capitano del Bologna, in conclusione, commenta così: “Conosco Conte, l’ho avuto come secondo allenatore, e so i valori che ha. L’ho sempre ritenuto innocente e non credo a niente di quello che è successo: lui ha pagato e sono contento sia tornato in panchina” – sottolinea Portanova – “Parlando di me, spero solo che d’ora in poi si parli di me come giocatore e basta”. Bentornato gladiatore!

[Greta De Cupertinis – Fonte: www.zerocinquantuno.it]