Catania: aspetti Barrientos, ma non t’aspetti Delvecchio

CATANIA Inizio senza dubbio sorprendente per il Catania. Montella lancia dal primo minuto Sciacca, ed è costretto a sostituire in extremis Almiron, che svolge la rifinitura ma poi si accomoda in tribuna, al suo posto Lodi. Nel Cesena tutti gli ex partono dalla panchina, Giampaolo compreso. Molto aggressivo nell’abbrivio iniziale il Catania. 3′ minuto da uno svarione in rilancio di Zavaglia, Gomez prende palla, serve indietro Biagianti che poggia la sfera con un lob sui piedi di Lopez, l’argentino si gira, conclude ma non inquadra lo specchio. Il Cesena pare risentire del caldo in campo e sugli spalti, i tifosi del Catania che pur non riescono a gremire interamente le tribune fanno sentire la loro presenza che si tramuta in errori grossolani sia in fase di impostazione che disimpegno da parte dei bianconeri.

Al 7′ Zavaglia costretto ad uscire dall’area per anticipare Lopez. Al 8′ distrazione della retroguardia etnea, Candreva servito nel cuore dell’area non si accorge della preziosa diagonale di Potenza che salva Andujar dal pericolo. Al 10′ tiro in porta di Mutu su punizione, la traiettoria rasoterra è beffarda ma Andujar intuisce e chiude sul palo più lontano. Al 14′ discesa di Spolli che arriva fin al limite dell’area, scarica su Gomez, chiede il cross che però arriva fuori misura. Al 22′ Gomez lamenta un fallo da rigore per tocco di mani in ragione del metro di valutazione precedentemente utilizzato da Gervasoni nel convalidare un calcio di punizione per tocco di Potenza (apparso tra l’altro involontario). Al 27′ primo tiro in porta del Catania, con Lodi che dal limite non impegna più di tanto Ravaglia. Al 30′ il gran caldo inizia ad incidere fattivamente, leggero malore per Sciacca che rientra presto in campo. Al 37′ buona occasione per Spolli che su schema da calcio d’angolo trova lo spazio per il colpo di testa, non il tiro. Al 38′ Sciacca è vinto dalla calura, al suo posto si rivede in campo Delvecchio, giocatore poco amato dal pubblico. E’ una mossa decisiva perché al primo dei due minuti di recupero è proprio l’appena subentrato a guadagnarsi un rigore su situazione da calcio d’angolo: e va ad esultare (ancor prima dell’esecuzione) sotto la curva Nord che prima l’aveva fischiato. Dal dischetto Lopez fa correre i brividi, Ravaglia intuisce, devia, la traiettoria manca del miglior angolo ma è compensata dall’altezza, che impedisce al portiere di indirizzarla fuori dallo specchio. E’ il vantaggio del Catania al quale segue il fischio che manda le squadre negli spogliatoi.

Nella prima frazione di gioco i bianconeri fanno girar bene la palla pur non riuscendo mai a sfondare centralmente, merito dell’accoppiata monolitica Bellusci – Spolli, col più giovane maggiormente sollecitato ed applaudito. Il Catania può mordersi le mani per non aver sfruttato a dovere alcune azioni nate su contropiede.

Nessun cambio al rientro. Al 51′ tre occasioni clamorose, protagonista ancora Delvecchio che su calcio d’angolo per due volte ha modo di concludere a rete dall’area piccola e per due volte vede il suo tiro respinto, quindi nuovo traversone, nuovo tiro, nuova respinta. Al 55′ e 56′ due occasioni in ripartenza per Gomez, sprecate dallo stesso argentino. Al 60′ termina la partita di Barrientos, grandi applausi per lui, sostituito con Ricchiuti. Fischi sonanti per il concomitante ingresso in campo dell’ex, Colucci, che sostituisce Guana; applausi ancora una volta per l’ingresso di Martinez, ancora un idolo per molti tifosi etnei. Si vede davvero poco nel prosieguo di gioco. Il folletto del Catania, Gomez meno magico del solito, viene sostituito al 84′. Il dominio in campo propugnato dal Catania va diminuendo d’intensità con l’approssimarsi del fischio finale. All’88’ Martinez scappa in area a Potenza, provvidenziale il recupero di Bellusci e la successiva parata di Andujar su cross di Eder. Al 91′ tiro di Eder da poco fuori area, a lato. E’ l’ultimo sussulto della gara che gli etnei possono meritatamente esporre nella bacheca stagionale delle vittorie, è la prima.

[Marco Di Mauro – Fonte: www.mondocatania.com]