Champions League, Di Francesco: “Vogliamo imporre la nostra idea”

Champions League, Di Francesco: "Vogliamo imporre la nostra idea"Secondo il tecnico giallorosso il Liverpool è squadra di grossa qualità ma la Roma non è da meno. E ha tutte le carte in regola per imporre il proprio calcio

LIVERPOOL – Intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della delicata sfida con il Liverpool, Eusebio Di Francesco, allenatore della Roma, ha presentato la gara. Il tecnico giallorosso non è intimorito dal fatto di giocare fuori casa perchè potrà contare sull’affetto dei tifosi al seguito. Secondo lui domani sera sarà fondamentale essere squadra, riproporre la partita fatta contro il Barcellona come collettivo, senza dimenticare che si affronta un avversario diverso. Completamente differente anche rispetto alla Spal, appena battuta in campionato. “Il Liverpool è una squadra di grossa qualità – ha dichiarato – lo ha dimostrato in Premier e in Champions: tra le squadre arrivate ai quarti, erano la migliore nel verticalizzare rapidamente. Noi veniamo qui cercando di mostrare le nostre qualità e sfruttare le loro lacune. Vogliamo giocare il nostro calcio e imporre la nostra idea”.

Quale formazione?

Di Francesco non ha voluto parlare di formazione. Ha detto soltanto che Under e Schick hanno le stesse probabilità di partire con la maglia da titolare e che deve ancora decidere se schierare la difesa a tre o a quattro. A suo parere sarà determinante rimanere sempre corti nelle due fasi di gioco. “Ci saranno momenti della gara in cui loro si abbasseranno, il concetto generale è quello che dobbiamo essere bravi a essere corti”.

A chi gli ha fatto notare che con Alisson in porta non c’è da temere l’attacco prolifico del Liverpool il tecnico ha risposto che è vero che il portiere sta giocando bene e dimostrando il suo valore ma è altrettanto vero che è importante come tutti i 22 convocati per la gara. Per quanto riguarda il reparto offensivo della squadra avversaria ha evidenziato che ci sarà da tenere d’occhio l’ex Salah, ma anche gli altri due.

E per finire nessun rimpianto di non aver potuto allenare l’egiziano, andato via contemporaneamente al suo arrivo sulla panchina giallorossa. “Non ho mai pensato al fatto di averlo come giocatore, penso solo a quello che si può fare”.