“Di Carlo Day”: le prime parole da nuovo allenatore della Samp

L’enorme attesa si può dire ormai finita. Dopo l’annuncio apparso ieri sul sito ufficiale della società blucerchiata, oggi è finalmente giunto ciò che è stato da tutti definito “Di Carlo Day”: il giorno della presentazione del nuovo tecnico della Sampdoria, che prenderà le redini di una squadra, quella doriana, che si appresta ad affrontare tra qualche mese la partita più importante degli ultimi anni: il preliminare di Champions League. Poco più di un’ora fa il nuovo mister Di Carlo si è presentato ai media e, dalla sala Colombo dello Starhotel President di Brignole, ha di fatto confermato l’iniziale entusiasmo da tutti descritto alla vigilia di questa nuova avventura in blucerchiato:

Devo ringraziare il presidente e tutta la società Sampdoria per avermi dato l’opportunità importante di essere qui oggi. Allenare questa grande squadra è per me un sogno che si avvera: per questo da oggi metterò a disposizione tutta la mia competenza, il mio impegno e la mia passione per portare in alto i colori della Sampdoria.

Che caratteristiche avrà la Sampdoria di “Mimmo” Di Carlo?

I ragazzi l’anno scorso hanno raggiunto un obiettivo straordinario mettendo a punto un calcio dettato dal grande equilibrio tattico e dalla velocità di gioco: caratteristiche in cui crede fermamente anche il sottoscritto. Giocare in questa maniera è fondamentale per arrivare sempre a risultati importanti e io posso dire che con gli esterni e gli attaccanti che ha la Sampdoria, iniziare col 4-4-2 sia perfetto. Poi ovviamente strada facendo cercheremo di migliorare le situazioni migliorabili.

Arrivare alla Sampdoria per lei, allenatore che ha fatto la gavetta, è un premio?

Io parto dal presupposto che in primis c’è sempre la società. Come bene ha fatto il Chievo, grazie a un’organizzazione societaria straordinaria, lo stesso dicasi per la Sampdoria, sia per il risultato acquisito, sia per quello che cercheremo di acquisire insieme. Essere qui per me è un onore, perché un allenatore deve misurarsi con campioni e piazze calde; e la Genova blucerchiata, dove i tifosi sono straordinari, è proprio una di queste. Un bravo tecnico deve riuscire a portare sua mentalità in questi contesti, caratterizzando la propria squadra per arrivare ai risultati più importanti. Io questo voglio fare, perché con il lavoro si vince, sempre e comunque, da squadra.

Visto il preliminare di Champions già ad agosto, ha già un’idea di base per la preparazione estiva?

Sicuramente con la società abbiamo già buttato giù una base di lavoro, ma da oggi lo definiremo ancora meglio con l’obiettivo di arrivare all’appuntamento col preliminare di Champions nel miglior modo possibile. Il nostro sarà un lavoro di grande competenza, soprattutto sulla prevenzione, al fine di avere una squadra che fisicamente sia tutto l’anno al 80-90%. In Serie A, infatti, bisogna avere sempre un buon livello fisico. Non sono preoccupato dei troppi impegni, comunque, perché faremo in modo di essere pronti per giocare le nostre chances.

Tre obiettivi vogliono dire anche avere una rosa allargata. Secondo te potrebbero sorgere problematiche di gestione?

Disputare i preliminari di Champions League è per noi importante e, se devo essere sincero, meno male che ci sono. Grazie a questi, infatti, i ragazzi finite le vacanze avranno subito davanti un primo obiettivo, il che sarà senz’altro un vantaggio a livello motivazionale per ricreare quell’ambiente positivo necessario ai grandi traguardi. In ogni caso, tutti gli impegni devono essere presi cercando di fare il massimo in ogni partita. Perdere non piace a nessuno, ma è chiaro che bisogna costruire e lavorare per arrivare a questo tipo di mentalità, che è la base per arrivare a risultati importanti. Vi posso assicurare che la mentalità della Sampdoria sarà proprio questa, di affrontare sempre ogni partita con carattere e determinazione. Ogni partita compreso anche il derby che avrò l’emozione di vivere anch’io per la prima volta.

Lei dialoga con molta franchezza coi giocatori. È un atteggiamento che terrà anche con Antonio Cassano?

Io penso che Antonio, come tanti altri giocatori della Sampdoria, sia un campione. E coi campioni bisogna parlare sempre in maniera franca e chiara. Lui ha dimostrato in questi anni di essere migliorato molto e di aver dato soddisfazioni alla Sampdoria e, complici la Champions e l’Europeo in programma tra due anni, vorrà ovviamente fare ancora di più. Il resto lo vedremo giorno dopo giorno: è verocche a me piace parlare coi giocatori, ma anche e soprattutto motivarli, per costruire una squadra che pensi e giochi come tale. Il talento di Antonio, in questo senso, può farci fare il cosiddetto salto di qualità che tutti noi ci aspettiamo.

La Sampdoria l’anno scorso aveva uno dei suoi punti di forza nell’attacco. Cosa chiederà lei alle punte?

Pazzini e Cassano sanno già cosa devono fare; in più mi sembra che l’anno scorso ci fosse anche Pozzi. Dico questo perché per me gli attaccanti, così come i centrocampisti e i difensori, sono tutti importanti e decisivi per mantenere il discorso di equilbrio di cui parlavo prima. Io penso che la Sampdoria debba mantenere le sue caratteristiche nei vari settori, ricercando sempre un equilibrio sia in fase offensiva che difensiva.

A Genova ritrova Gasparin con cui è legato da un grande rapporto. Ce lo può descrivere?

Lui fa parte di una crescita. Quando ero giocatore ebbi la fortuna di trovarlo a Vicenza e da lì, grazie anche alla sua competenza e ai suoi valori umani, è avvenuta la mia crescita sia come giocatore che come uomo. È stimolante lavorare con lui, perché la sua storia dice che le sfide le ha vinte quasi sempre tutte. A Vicenza è stato proprio così: dalla Serie C alla semifinale di Coppa delle Coppe contro il Chelsea.

Pazzini e Palombo sono al centro di molte voci di mercato. Cosa ne pensa?

A Pazzini e Palombo, così come a Ziegler e a Padalino, è innanzitutto doveroso fare un grande in bocca al lupo per il Mondiale. Il fatto che siano stati convocati è un grande onore anche per la Sampdoria. Sul futuro dei Nazionali, mi sembra che il presidente sia stato sufficientemente chiaro. Ha già parlato, e quando parla lui non c’è più niente da aggiungere.

Le piacerebbe avere a Genova giocatori come Mantovani e Pellissier?

Sono giocatori importanti e bisogna fare i complimenti a loro e alla società Chievo. In questo momento, ovviamente, rimangono lì. Poi, giorno dopo giorno, con la dirigenza cercheremo di capire come muoverci. La mia collaborazione con loro ci sarà, al massimo delle competenze; ma, in ogni caso, credo sia giusto fidarsi della società Sampdoria.

[Stefano Orengo – Fonte:  www.sampdorianews.net]