Donadoni addio: è un Ferragosto di fuoco. Presidente, servono le risposte

Addio a Roberto Donadoni, dunque. Dopo giorni di continui pissipissi, invero ben celati dalla società, l’ordigno è deflagrato in tutta la sua dirompente potenza: colpo di spugna a una settimana dal via ufficiale della stagione, colpi di piccone alla credibilità di un Massimo dirigente ormai vittima delle sue stesse contraddizioni. E’ un’estate atroce per i tifosi del Cagliari, costretti ad assistere ad occhi sgranati a una marcia di avvicinamento al campionato che ha dell’incredibile: il tira-e-molla per Acquafresca, la cervellotica gestione del caso Suazo, prima accolto e poi scaricato con stizza, senza voler citare i goffi tentativi di approccio a giocatori come Parolo e Barreto. E infine, il colpo di scena più clamoroso: addio a Roberto Donadoni, a quel Donadoni che soltanto un mese e mezzo fa veniva definito da Cellino ”l’allenatore ideale per il Progetto”, quello con la p maiuscola. Poi un mercato semplicemente inesistente, i malumori e le diversità di vedute su Suazo, la rottura definitiva.

Dopo i silenzi che hanno avvolto la gestione del caso relativo all’attaccante honduregno, Cellino dovrà fornire risposte chiare e circostanziate sulle motivazioni che hanno condotto all’esonero dell’ex Ct della Nazionale, che saluta la Sardegna in compagnia del suo preparatissimo staff tecnico. Intanto, all’ennesimo esonero da incubo, resta fermo al palo il mercato rossoblù, con una tessera in più da riempire: Ficcadenti in pole, la suggestione Ballardini sullo sfondo. Sarà un Ferragosto caldissimo per i tifosi del Cagliari.

[Christian Seu – Fonte: www.tuttocagliari.net]