Fiorentina: quando si chiude un ciclo

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Come i campioni dell’Inter cadono contro una squadra che fatica in Bundesliga, come un fiore che si appassisce, come un amore che termina e come un percorso che finisce, così la Fiorentina si prepara ad affrontare questo viaggio, ormai giunto alla conclusione.

Fiorentina-Juventus è l’ultima gara di un ciclo che – per lunghi tratti – è stato bellissimo: l’arrivo di Prandelli, la Champions, lo stadio pieno. Nel nostro, immenso viale, abbiamo percorso metro per metro, senza mai uscire perché non ne era il momento: col passare degli anni, però, tutto è diventato più complicato. Come quando senti che sta per finire. Un brivido che ti attraversa lungo il corpo ed è inutile che chiudi e riapri gli occhi, la realtà è quella e non la puoi cambiare.

Perché la vita è così: niente dura in eterno, tutto ha un inizio ed ha una fine. E, paradossalmente, i tifosi viola hanno già vissuto il momento peggiore: questo non è quando sei all’ultimo atto, ai titoli di coda, ma quando capisci che dovrai vivere quel momento, che ormai non c’è niente da fare e non puoi cambiare il corso delle cose. Il momento terribile era ad inizio stagione quando una serie di avvenimenti – l’addio di Prandelli, l’infortunio di Jovetic – hanno minato le certezze di chi ha iniziato a capire tutto, ovvero che quello era l’inizio della fine. E questa invece è proprio la fine. Oltre la quale, però, c’è un nuovo inizio.

Un nuovo progetto. Nuovi sogni, nuovi talenti. E ci dobbiamo credere. Perché? Perché questo è quello che ci ha insegnato la vita.

[Niccolò Gramigni – Fonte: www.violanews.com]

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