Hellas Verona-Napoli, l’analisi tattica: Mertens-Callejon, le ali decisive

logo-napoliVERONA – Allo stadio Bentegodi di Verona va in scena l’ultimo atto del girone d’andata di Verona e Napoli. La partita, che vede affrontarsi rispettivamente la quinta e la terza forza del campionato di serie A, si arricchisce di maggior fascino per via della forte rivalità che intercorre tra le due compagini.

LE DUE FASI … – L’incontro vive sostanzialmente di due fasi; la prima, che arriva fino alla mezz’ora del primo tempo, momento in cui si sblocca la partita a favore dei partenopei, vede un Verona intraprendente, capace con il suo 4-3-3 messo in campo dal suo allenatore Mandorlini di coprire bene gli spazi, non permettendo al Napoli di impostare il proprio gioco, e abile nello schiacciare la formazione ospite nella propria metà campo con il palleggio dei suoi uomini migliori, uno su tutti Iturbe, e con gli inserimenti da dietro dei suoi terzini, Cacciatore e Agostini. Il gol del belga Mertens al ventisettesimo minuto segna lo spartiacque del match; da lì in poi il Verona non riuscirà più a creare pericoli alla porta di Rafael, salvo un tiro centrale di Toni a inizio ripresa, e dovrà cedere alle ripartenze degli uomini di Benitez, che alla fine riusciranno a mettere a segno altre due reti con il primo gol in campionato di Insigne e il tap-in a porta sguarnita di Dzemaili.
LE ALI CHE HANNO FATTO LA DIFFERENZA – Chiave del successo del Napoli è stata la capacità delle due ali offensive, Mertens e Callejon, di lavorare bene nello stretto sfruttando le sovrapposizioni di Armero e Maggio, abili in più occasioni ad arrivare sul fondo per mettere interessanti cross a centro area, su uno dei quali, da parte del ritrovato numero 11 napoletano, è arrivato il gol del momentaneo due a zero.
I CENTRALI AZZURRI IMPECCABILI SU TONI – La partita però è stata principalmente vinta dalla difesa campana, e più specificamente dai due centrali difensivi Fernandez e Albiol, bravi per l’intero match a contrastare nel gioco aereo Toni, non consentendogli di fare sponda ai due esterni offensivi Gomez e Iturbe. Forse anche affaticati per aver disputato un girone d’andata sicuramente al di sopra delle proprie possibilità sul dato del rendimento, i gialloblu di Mandorlini nel secondo tempo concedono ampi spazi alle ripartenze azzurre, con la difesa che non riesce più né a marcare bene l’uomo né ad attuare correttamente la trappola del fuorigioco.
Alla fine il risultato di tre a zero lancia il Napoli all’inseguimento della Roma e lascia l’Hellas a 32 punti, che rimane in ogni caso il miglior punteggio al termine del girone d’andata della sua storia, eccezion fatta per quello ottenuto nella stagione 84′-85′, l’anno dell’unico scudetto veronese.
[In collaborazione con Federico Durante]