
Italia–Norvegia alle qualificazioni Mondiali 2026: Il CT azzurro Gattuso punta sull’orgoglio, sfida Haaland a San Siro
MILANO – Nella conferenza stampa della vigilia di Italia-Norvegia, gara valida per le qualificazioni ai Mondiali del 2026 in programma domenica 16 novembre alle ore 20.45 allo Stadio “Giuseppe Meazza” di Milano, Gennaro Gattuso ha riconosciuto che un successo per 9-0 è un’ipotesi irrealistica, pur ammettendo che nel calcio non si può mai escludere nulla. Il commissario tecnico ha sottolineato come l’Italia debba affrontare la realtà, giocandosi soprattutto l’orgoglio contro una squadra che appena sei mesi fa aveva messo gli Azzurri in grande difficoltà.
Per l’allenatore calabrese, un’altra vittoria rappresenterebbe il modo migliore per chiudere il 2025, riscattando la pesante sconfitta subita a Oslo lo scorso giugno e avvicinandosi con fiducia ai playoff di marzo. Ha spiegato che la partita sarà utile per misurare il livello raggiunto dalla squadra, evidenziando la necessità di mantenere lucidità e intelligenza tattica, senza lasciarsi trascinare dall’entusiasmo o correre il rischio di errori e cartellini. Dal punto di vista mentale, ha aggiunto, questo appuntamento può diventare un passaggio importante per la crescita del gruppo. Dal punto di vista mentale, ha aggiunto, questo appuntamento può diventare un passaggio importante per la crescita del gruppo.
Gattuso ha poi fatto il punto sulla situazione degli uomini a disposizione. Ha chiarito che Calafiori aveva provato a rendersi disponibile, ma lo staff ha preferito non rischiarlo. Anche Tonali sarà assente, non per problemi fisici ma perché diffidato, come spiegato dallo stesso Ct nei giorni scorsi a Coverciano. Nonostante la diffida, invece, Frattesi partirà titolare dal primo minuto, mentre in difesa Gattuso ha anticipato che giocherà uno tra Mancini e Buongiorno.
Rispondendo alle domande dei giornalisti norvegesi, il Ct ha rivolto parole di grande stima alla formazione guidata da Ståle Solbakken, sottolineando come abbia dimostrato qualità notevoli e meritato i risultati ottenuti. Ne ha evidenziato la forza fisica, la velocità e la pericolosità offensiva garantita da giocatori come Haaland, Sorloth, Nusa e Bobb, capaci di punire ogni errore. Ha infine rimarcato come, quando la Norvegia si compatta in fase difensiva, sia estremamente difficile metterla in difficoltà, definendola una squadra completa sotto ogni aspetto.