Juventus: tante motivazioni nella sfida contro l’Inter

logo-juventusPer la rivalità, per il primato, per le statistiche. Tante, le motivazioni che accompagneranno la Juve a Milano, sabato prossimo, quando a “San Siro” l’attenderà l’Inter. Inter, lodata da Beppe Marotta: «Avremo un test importante contro una squadra che si è rinnovata bene come quella nerazzurra – ha dichiarato il direttore generale a margine del Forum Ambrosetti di Cernobbio – Credo che quest’anno l’Inter potrà fare molto: Mazzarri ha avuto il merito di rivitalizzare l’intero ambiente e per questo ritengo che l’Inter vada annoverata tra le favorite».

Una ragione in più per batterla, dunque. Quella numerica, però, è già allettante: sabato, la compagine di Conte toccherà il 525° giorno di primato. Da un sabato all’altro, da “San Siro” a “San Siro”: la reggenza, in effetti, è iniziata il 7 aprile 2012, vigilia di Pasqua, Amauri fiorentino a bloccare il Milan ed a dare via libera all’ex Juve, vincente proprio nella sua ex Palermo. Da allora, 17 mesi al primo posto, per lo più in solitaria. Numeri da record.

Come quelli dello Stadium, del resto. Ieri, il suo secondo compleanno; oggi, il ricordo statistico. 1 milione e 850 mila persone accolte in questo biennio, 43 “tutto esaurito”, 3.800 tour organizzati, 20mila persone coinvolte nei 140 eventi organizzati nei giorni in cui non si giocava. E poi le campagne abbonamenti chiuse prima ancora che fossero aperte, il Museo sempre pieno, le attrazioni interne in continua rinnovazione.

E poi le emozioni, che fuggono alle cifre: «Gli occhi sgranati, il corpo che gira su se stesso assecondando lo sguardo, le labbra che si piegano all’ingiù, disegnando sul volto un’inequivocabile espressione di meraviglia – l’incipit del post di commemorazione apparso sul sito della società – Possono cambiare i protagonisti e il punto di osservazione, ma la scena, da due anni a questa parte, è sempre la stessa. É l’effetto che fa lo Juventus Stadium, a chi ci mette piede per la prima volta, ma anche a chi ci passa ogni domenica. É come un’opera d’arte: se ne possono conoscere anche i minimi dettagli, ma ogni volta che la si ammira, l’emozione arriva con la forza di un pugno.

Così, quel brivido provato l’8 settembre 2011, la sera dell’inaugurazione, torna puntuale ad ogni partita. Dal Notts County alla Lazio, la Juve qui ha alzato due coppe, ha giocato 51 gare, ne ha vinte 35 e ha segnato 102 gol, ma quando esplode il boato del pubblico, ancora si prova stupore per la potenza con cui il suono ti stordisce.
Siamo sempre più orgogliosi della nostra casa».

Casa che domani ospiterà, quasi in tempo per inscenare una festa per la seconda candelina, la Nazionale chiamata ad afferrare il biglietto per il Brasile contro la Repubblica Ceca. Che è la patria di Alena Seredova, che è la moglie di Buffon, che è capitano “bianconerazzurro” e – coincidenza delle coincidenze – domani taglierà il traguardo delle 136 presenze, raggiungendo Cannavaro.

«Ho avuto la fortuna di fare tantissimi anni, di vivere lo spogliatoio: la società Juventus per tredici anni, la Nazionale sedici, venti contando le Nazionali giovanili – le parole ed i conti di un Buffon felice – Per cui, sono due storie di grande amore, di grandissima passione, di grandissimo affetto: tantissime persone conosciute, tantissime vittorie, qualche sconfitta. Hanno sicuramente scandito i tempi e gli umori della mia vita».

[Giuseppe Piegari – Fonte: www.goalnews24.it]