Le frecciate di Galliani su Bale, i “segreti” sul contratto di Quagliarella ed una Roma da rifondare. Juve, trattativa in Brasile

Stiamo ancora smaltendo la delusione della trattativa Rooney che, in 5 giorni, aveva fatto sognare mezza Europa. Dall’Inghilterra alla Spagna fino all’Italia; sebbene sapessimo che quell’ingaggio, da noi, nessuno se lo sarebbe potuto permettere. Rinnovo di 5 anni e tutti a casa, peccato che il set della telenovela sia stato montato e smontato in una settimana. Volevamo sognare, Ferguson ce l’ha vietato. E allora meglio pensare alla realtà ma, comunque, si sogna. Il gallese Bale stava facendo a pezzi l’Inter: più che in dieci contro undici, era lui da solo contro undici, a sfiorare quell’impresa che a Benitez riuscì ad Istanbul e che mercoledì sera stava per subire. Bale è di un’altra categoria: se l’Inter lo prendesse farebbe un affare.

Due corsie con Bale e Maicon diventano dei Frecciarossa ultimo modello. Non abbiamo scoperto che Gareth Bale fosse così forte a San Siro, lo abbiamo scoperto quando il Tottenham gli ha dato la possibilità di formarsi dopo gli infortunii al Southampton. Suona strano che Galliani il giorno dopo (da sottolineare il giorno dopo) abbia detto che il Milan lo ha seguito per diversi mesi, che a lui piaceva tanto e che più di una volta ha consigliato ad Ariedo Braida di andarlo a prendere. Lo ha ripetuto talmente tante volte, come volesse far pesare su Braida la mancata trattativa tra Bale e il Milan.

Domanda da un euro: ma se l’Amministratore Delegato di Via Turati era così convinto (giustamente) del valore di Bale perché, invece di dire a Braida di andarlo a prendere, non ha provveduto in prima persona? I viaggi in Sudamerica di Braida, forse, hanno portato via troppo tempo alle operazioni europee ma sta di fatto che il Milan, se come dice Galliani, era convinto di Bale ha perso una grande occasione e una possibile maxi plusvalenza. Il problema è un altro: in Italia stiamo prendendo un brutto vizio, quello di fare le squadre con i procuratori. Prendo X e non Y perché è rappresentato da Z. La formula, il più delle volte, non risulta essere vincente. Vedi Firenze! Una volta si pensava al calciatore e, in base al suo agente, si andava a trattare. In settimana, tra una telefonata e l’altra, abbiamo scoperto un particolare sul nuovo contratto di Fabio Quagliarella alla Juventus. Ci avevano fatto credere che l’ingaggio fosse rimasto uguale a quello di Napoli. Errato: Fabio guadagnava in azzurro 1,4 milioni a stagione, a Torino ha migliorato di 900 mila euro la sua posizione, con un bonus di altri 100 mila euro per eventuali obiettivi raggiunti.

Non c’è nulla di male, chiariamo, ma per una questione di completezza di informazione è giusto riportare quanto saputo. Quando sette giorni fa in questa rubrica sottolineammo l’eventuale importanza di Quagliarella nel Napoli, fu una considerazione meramente tecnica, senza voler entrare nelle beghe dello spogliatoio. Oggi ripetiamo: un attaccante come Quagliarella avrebbe potuto far comodo a questo Napoli, che con Cavani ha fatto il salto di qualità, ma se invece lo spogliatoio era ormai stufo di Quagliarella allora è stato giusto cederlo. Nel frattempo Marotta ha studiato al DVD il difensore del Cruzeiro, Jonathan Ciceiro Moreira, un terzino che può giocare su entrambe le fasce, nonostante stiamo parlando di un destro naturale, che ha giocato anche da mediano. In Italia, questo nome circola da mesi se non addirittura da due anni. Prima accostato alla Lazio, poi alla Fiorentina. Non piaceva perché troppo basso, 1,69. Ha gamba, corsa e tiro. Una scommessa andrebbe fatta. Il mandato è nelle mani di diversi procuratori italiani.

Chiusura dedicata alla Roma ed alla settimana calda che ha accompagnato, pre e post, la sfida con il Basilea. Ormai anche Ranieri è conscio del fatto che qualcuno gli rema contro. La società non può intervenire, perché in questi casi le soluzioni potrebbero essere due: o esonerare il tecnico o prolungargli il contratto, essendo questo in scadenza. Tutto questo non può farlo né la famiglia Sensi né Unicredit. L’ultima decisione spetterà al nuovo proprietario dell’A.S. Roma, che non vorrebbe un traghettatore ma un uomo sul quale puntare direttamente dal 2011. Quell’uomo ha un nome ed un cognome: Marcello Lippi. Ma l’ex C.T. della Nazionale non vorrebbe andare a lavorare in un ambiente ostile. Roma non è piazza facile, non dimentica il passato, ma è anche piazza intelligente: se il futuro deve essere come il presente, forse conviene dimenticare il passato.

[Michele Criscitiello – Fonte: www.tuttomercatoweb.com]