L’Inter in Champions senza Forlán: Gasperini ha tre jolly da giocare

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Un fulmine a ciel sereno che qualche strascico in Corso Vittorio Emanuele ha lasciato. L’esclusione di Diego Forlán dal girone di Champions League ha lasciato sbigottiti un po’ tutto, per quanto fosse chiaro che il giocatore avesse giocato già due partite preliminari di Europa League. Adesso però è inutile piangere sul latte versato, il fiore all’occhiello del mercato estivo nerazzurro potrà scendere in campo in Europa solo dal 2012, nella speranza che i compagni gli regalino una serena qualificazione nel girone eliminatorio. Una seccatura per il club, un problema in più per Gasperini, che si troverà all’esordio nella Champions League senza uno dei suoi attaccanti più affidabili.

Ben 6 partite, alcune insidiose, da disputare con un elemento di spicco in meno, lo stesso che nell’immaginario collettivo, per prolificità ed esperienza, avrebbe dovuto sostituire Samuel Eto’o. Un bicchiere mezzo pieno? La possibilità di risparmiare Forlàn durante la settimana, per averlo fresco in campionato. A 32 anni un po’ di ossigeno fa sempre comodo, anche a un atleta come el Cacha. In Champions  League però bisognerà far buon viso a cattivo gioco. Per il suo tridente offensivo, infatti, Gasperini potrà contare su un campione in meno, un titolare. Non solo: la beffa raddoppia perché l’Uefa non permette la riabilitazione di Luc Castaignos nella lista presentata pochi giorni fa.

Ergo, Inter con un giocatore in meno rispetto al tetto massimo, ma soprattutto con un attaccante in meno. Il reparto si presenterà ai nastri di partenza del torneo più importante del vecchio continente con i soli Milito, Zárate e Pazzini. A loro si aggiungono gli ‘adattabili’ Alvarez, Coutinho e Sneijder, che potrebbero agire da ali offensive ma non hanno le doti realizzative dell’uruguagio. Servirà, pertanto, una buona dose di fantasia al tecnico di Grugliasco per proporre un’Inter sempre pericolosa lì davanti. Una possibile soluzione potrebbe essere un modulo a due punte, in tal caso la squadra potrebbe contare su tre attaccanti molto pericolosi che si contenderebbero a turno due posti nell’undici titolare. Ma è più plausibile che Gasp faccia affidamento al tridente anche in Europa, dando fiducia a turno a quei giocatori che meglio possono interpretare il ruolo di esterno d’attacco.

Coutinho, per esempio, anche nella scorsa stagione con Benitez ha giocato anche in Champions da ala offensiva, con qualche buona prestazione. Un anno di esperienza in più potrebbe essere vantaggioso anche dal punto di vista della disciplina tattica e il recente Mondiale sub 20 in Colombia (vinto dal suo Brasile) ha confermato la crescita del baby brasiliano, tornato a Milano in gran spolvero e desideroso di dimostrare il proprio valore. Stesse intenzioni anche per Alvarez, finora l’oggetto misterioso del mercato nerazzurro. Accompagnato da una fama di predestinato, di talento cristallino argentino, Ricky Maravilla finora ha faticato a ‘capire’ la nuova realtà. Lui stesso ha fatto intendere che ancora gli serve tempo. Tempo che giustamente gli spetta, perché se è vero che il club ha investito 12 milioni per strapparlo al Vélez, è altrettanto corretto avere pazienza nei suoi confronti, dandogli la possibilità di esplodere al momento giusto. Anche per l’attacco, nel ruolo di esterno destro, Alvarez potrebbe essere una carta utile da giocarsi.

Infine Sneijder: i discorsi tattici nei suoi confronti abbondano da quando si è capito che Gasperini sarebbe stato il nuovo allenatore dell’Inter. Nelle recenti dichiarazioni di entrambi si evince l’intenzione di venirsi incontro e soprattutto la stima reciproca, ottimo punto di partenza per costruire un sodalizio duraturo e fruttuoso per l’Inter. L’olandese ha dato la disponibilità ad adattarsi a ogni ruolo che il mister gli proporrà, però tra il dire e il fare… Intanto, Sneijder è forse il candidato principale ad agire sulla sinistra nel tridente europeo nerazzurro, vuoi per la grande esperienza internazionale, vuoi per il suo indiscutibile talento unito a una personalità non comune e, pertanto, irrinunciabile.

Le alternative a Forlán non mancano in rosa, per quanto non siano prime scelte dal punto di vista tattico. Tocca, come sempre, a Gasp costruire un undici affidabile in Champions, ma di questi tempi l’esclusione del Cacha dall’Europa non è certo una buona notizia per l’allenatore di Grugliasco, già alle prese con altri tipi di preoccupazioni.

[Fabio Costantino – Fonte: www.fcinternews.it]

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