Livorno-Catania 4-2: l’analisi del match

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logo-cataniaLIVORNO – Di rabbia, ne hanno masticata già abbastanza, tutti. Prendiamo spunto dal celebre film “Non ci resta che piangere”, diretto e interpretato dall’immenso Benigni, per descrivere quanto visto oggi all’Armando Picchi di Livorno. Partita ai limiti dell’inverosimile, eppure ben giocata dai rossazzurri che però crollano fisicamente e psicologicamente nel finale. Squadra falcidiata da infortuni: Capuano, Martinho e Rosina fanno salire a ventotto il numero di infortuni muscolari in questa stagione. Numeri emblematici.Sannino impossibilitato nelle scelte tecnico-tattiche, ridotto al mero lavoro di ordinare cambi obbligati. Sono 5.400 gli spettatori all’Armando Picchi, nonostante il Livorno si trovi nelle zone alte della classifica. Se si dovesse fare un confronto con i numeri del Massimino, forse ci si renderebbe conto di quale sia la vera “risorsa” del Catania in questa stagione.

Etnei che sotto di un gol, prima pareggiano con Chrapek e poi passano in vantaggio con il rigore siglato da Calaiò. Si tratta solo di un illusione prima del ribaltone finale: negli ultimi quindici minuti, infatti, la squadra di Sannino subisce ben tre gol, complici gli “svarioni” di Frison e Spolli. La gara si chiude sul punteggio di 4-2.

FORMAZIONI:
Il Catania si dispone in campo con la difesa a tre. Modulo nuovo, Sannino opta per il 3-5-2. Mai il tecnico del Catania aveva schierato la difesa a tre. La formazione: Frison tra i pali. Reparto arretrato composto da Sauro, Spolli e Capuano. Escalante esterno destro, Rosina, Odjer, Chrapek in mezzo al campo, Martinho esterno sinistro. Cani affianca Calaiò in avanti.I due esterni di centrocampo Martinho ed Escalante sono evidentemente chiamati a compiti difensivi in fase di non possesso. Martinho ed Escalante. Esordio da titolare per Odjer. Il centrocampista ghanese, classe 1996, è il titolare più giovane del Catania in questa stagione.

PRIMO TEMPO:
Dopo soli otto minuti gli Etnei si ritrovano sotto di un gol. Jelecic crossa dalla destra, Moscati impatta di testa colpendo il palo, sulla ribattuta è lo stesso Jelecic il più lesto di tutti, che sigla la rete del vantaggio. Nove minuti dopo Cani si divora la rete del potenziale pareggio.
Al minuto 28 arriva il primo infortunio, Capuano costretto a lasciare il campo, entra Parisi al suo posto. Successivamente, una mischia in area di rigore libera Chrapek che è abile a tirare al volo dall’area piccola, pareggia il Catania. Martinho già diffidato prima si fa ammonire poi subisce un infortunio (muscolare, manco a dirlo) che non gli permette di continuare la gara.

SECONDO TEMPO:
Al decimo minuto l’arbitro ammonisce Moscati per un intervento su Cani all’interno dell’area di rigore. Si presenta Calaiò davanti al dischetto: l’arciere non sbaglia e spiazza il portiere avversario. Qualche minuto dopo si manifesta nuovamente il festival degli infortuni. Questa volta tocca ad uno degli uomini più in forma: Rosina è costretto ad abbondonare il campo; lo sostituisce Garufi. Sannino a testa bassa contempla chissà cosa… Il vantaggio del Catania dura sedici minuti. Al trentesimo Jefferson viene gettato in mischia da Gautieri. Basta un minuto all’attaccante livornese per segnare il gol del pareggio: leggerezza di Frison che si fa ingannare dal rimbalzo. Doccia gelata per i rossazzurri che invece di reagire, esattamente un minuto dopo subiscono un altro gol. Disattenzione di Spolli, ne approfitta Galabinov che con un tiro a girare dal limite batte Frison. Il Catania si disunisce e non riesce a rimanere compatto, ne approfitta Siligardi che fissa il punteggio finale sul 4-2.

Classifica:
Situazione disarmante ed impensabile ad inizio stagione. Il Catania rimane a 20 punti e viene raggiunto dalla Virtus Entella. Ad un passo dalla zona play-out. Etnei che ad oggi hanno racimolato solo cinque in più rispetto alle ultime Latina e Cittadella. il Livorno invece, sale a 29 punti, uno in meno del Frosinone secondo in classifica.

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