M. Serena: “A Torino mi attendo una partita intrigante”

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L’ultimo trofeo conquistato dalla Sampdoria risale alla Coppa Italia 1993-1994: l’ultimo ostacolo era rappresentato dall’Ancona, in precedenza Gullit e company dovettero far fuori squadroni del calibro di Inter e Parma. Tra i protagonisti della squadra allenata da Eriksson c’era anche un giovane difensore, arrivato dalla Juventus nell’affare Vialli, che aveva subito convinto il tecnico svedese che gli concesse spazio e fiducia, tanto da collezionare 92 presenze in blucerchiato tra il 1992 e il 1995. In esclusiva per i propri lettori, Sampdorianews.net ha contattato telefonicamente Michele Serena, per analizzare al meglio la sfida tra Juventus e Sampdoria in programma domenica pomeriggio:

All’esordio in campionato la Sampdoria ha vinto contro la Lazio, mentre la Juventus è uscita sconfitta dal San Nicola di Bari. Quali sono i tuoi commenti sui risultati ottenuti dai blucerchiati e dai loro avversari?
“Sinceramente non mi aspettavo la caduta della Juventus, è anche vero che soprattutto all’inizio del campionato assistiamo a grandi partite anche non ripetibili nel prosieguo del torneo, certe squadre possono decidere di partire subito forte per mettere fieno in cascina, bisognerebbe chiederlo a Ventura, ma il suo Bari ci ha dimostrato grandi cose anche la scorsa stagione. La Sampdoria è andata a mille con la Lazio, sfogando anche la delusione per l’eliminazione con il Werder Brema. E’ partita con il botto, ora la Samp è chiamata a confermarsi, mentre la Juve al pronto riscatto: sarà una partita intrigante”.

Da esterno quali sono state le tue sensazioni al termine della doppia sfida con il Werder Brema?
“La Samp è stata beffata, era riuscita a rimontare lo svantaggio dell’andata, andando sul 3-0, era quasi finita, ma questa è la dimostrazione che nel calcio tutto può accadere, la partita è finita soltanto al fischio dell’arbitro, nel nostro mondo ogni sorpresa può capitare, negativa purtroppo in questo caso”.

Da svariato tempo la Sampdoria non vantava un numero così elevato di giocatori di primissimo piano nell’orbita della Nazionale…
“E’ il risultato di tanti anni di lavoro, nei quali la società ha costruito un gruppo molto interessante. I giocatori sampdoriani sono stati convocati non per grazia ricevuta, ma perché ritenuti meritevoli, sono stati bravi tecnico e società ad averli messi nelle condizioni giuste per rendere al meglio. Cassano è molto maturato, prima era diverso. Vederlo adesso sicuramente è un rammarico per il passato”.

Se qualcuno critica il mercato doriano per non averlo ritoccato nei punti giusti, altri lo esaltano in quanto si è resistito alle sirene delle big, presunte o reali, nei confronti di Pazzini, Cassano, Palombo e Poli. Con chi ti schieri?
“Se la Samp ha tanti giocatori convocati dalle rispettive nazionali, significa che Di Carlo dispone di un gruppo più che valido, per trovare sul mercato gente qualitativamente superiore, bisognava comprare fuoriclasse. La società ha compiuto lo sforzo di trattenere giocatori di grande livello, condivido tale scelta, anch’io ritengo non servisse altro”.

Del Neri, Marotta e Paratici sono passati in estate alla Juventus. Per la Sampdoria non sarà una partita come le altre…
“Tutte le squadre, al di là che siano grandi, medie o piccole, hanno già grandi stimoli nel giocare contro la Juventus, perché la Vecchia Signora ha sempre il suo fascino. In questo caso la sfida ha pure dei contorni sentimentali, in quanto l’allenatore, il Dg e Paratici sono passati dall’altra parte. Non penso ci possano essere stimoli superiori”.

Da giovane hai indossato la casacca bianconera. Quali sono i ricordi di quell’esperienza?
“Pochi, sono stato un anno solo a Torino. Ero giovane, facevo la navetta tra la prima squadra e la primavera, restano comunque ricordi indelebili. Con la maglia della Juve ho esordito in serie A e in Coppa Uefa, ho compiuti i primi passi da calciatore vero”.

Domenica che partita ti aspetti e chi potrebbe essere l’uomo decisivo?
“Mi attendo una partita intrigante, non mancano le motivazioni, di confermarsi da una parte, di riscattarsi e recuperare il terreno perduto dall’altra. L’uomo decisivo? È difficile dirlo, a mio parere dipenderà molto da come i giocatori recupereranno dagli impegni con le varie nazionali. Dire Pazzini, o Cassano sarebbe troppo semplice, vedremo chi recupererà al 100% gli sforzi infrasettimanali. Dall’altra parte direi Del Piero, ma quest’anno la forza della Juve sarà il collettivo”.

La tua ultima stagione da tecnico è terminata con la retrocessione e il successivo fallimento del Mantova. Cosa ti è rimasto dentro dell’ultima annata e quali sono le ultimissime sulla tua posizione?
“In estate mi hanno cercato due squadre di serie B, ma le trattative non sono andate in porto, ora sono a casa. È presto per valutare la mia posizione, siamo appena alla 3° giornata di B, aspetto fiducioso, ne approfitto per guardarmi tante partite, restare aggiornato come fanno gli altri miei colleghi. A Mantova ci sono stati gravi problemi societari, infatti poi il club è fallito, ho vissuto una situazione anche peggiore di quella trovata a Venezia l’anno precedente, abbiamo provato fino alla fine di raggiungere i play-out, dentro di me c’è ancora molta amarezza e anche incavolatura. Ho una gran voglia di ricominciare a lavorare sul campo”.

[Diego Anelli – Fonte: www.sampdorianews.net]