Milan, i perchè del rinnovo di Oddo: il prossimo deve essere Ronaldinho, non Mancini. Presidente, le “tirate di orecchie” non servono: i milioni sì

-10 al raduno di Milanello, forse il primo a cui il Milan rischia di presentarsi con il numero di nuovi acquisti ridotto all’osso e, senza mancare di rispetto a Yepes ed Amelia, non esattamente di primissima qualità: il tifo rossonero ha ormai perso la pazienza e rumoreggia di una contestazione programmata per il giorno del raduno, una decisione condivisibile come disapprovabile, ma certamente comprensibile.

A gettare ulteriore benzina sul fuoco, due operazioni molto vicine all’ufficialità: il rinnovo di Massimo Oddo ed il ritorno di Amantino Mancini, rispedito all’Inter il 30 giugno: due tra i giocatori meno amati della rosa, confermati per un’altra stagione (addirittura due per Oddo) tra l’incredulità generale. La trattativa fatta con l’ex laziale però, disfattismi a parte, ha un senso eccome: ad un’analisi superficiale potrebbe apparire come un autogol la mossa del legare per un ulteriore stagione il terzino destro ai colori rossoneri, eppure la manovra permette innanzitutto un risparmio ulteriore a bilancio e poi una valorizzazione del giocatore sul mercato.

Il procedimento è semplice e consiste nello spalmare l’ingaggio su un anno in più: è poco carino fare cifre, anche perchè il dettaglio riguarda solo le parti della trattativa, ma occhio e croce sono quelle di cui si scrive. Se Oddo guadagnava, fino a ieri, una cifra intorno ai 2.5 milioni di euro netti (5 lordi, occorre ricordarlo) fino al 30 giugno 2011, da domani saranno meno di 1.5 netti (3 lordi) fino al 30 giugno 2012.

Prima conseguenza: la sua permanenza al Milan costerà, per la stagione 2010/2011, ben 2 abbondanti milioni in meno, un margine riutilizzabile in altre trattative, per aumentare le offerte di cartellino o ingaggio.

Seconda conseguenza, nella prossima estate si potrà ragionare sulla cessione di un giocatore con un ingaggio evidentemente “normalizzato”: maggiori possibilità di cederlo (a titolo gratuito chiaramente) a società di seconda fascia, o comunque una base di trattativa per una buonauscita (rescissione consensuale) inferiore. T

erza conseguenza, l’oneroso costo di acquisto del cartellino, avvenuto a gennaio 2007, può essere ammortizzato per un’ulteriore stagione, riducendo in maniera consistente la minusvalenza da realizzare a giugno 2011 o 2012, quando il calciatore partirà a zero euro. In pratica il Milan, con molta onestà intellettuale, ha capito che non c’era modo di cedere Oddo oggi: tantovale scendere a patti per il bene del bilancio.

Se l’operazione Oddo insomma è lodevole da un punto di vista gestionale, non si può dire altrettanto di quella Mancini: un eventuale – quanto ormai imminente – ritorno di Amantino in rossonero sarebbe un autogol economico ma in primis tecnico, viste le scialbe prestazioni offerte dal brasiliano in maglia rossonera. Il ruolo di riserva di Pato e Ronaldinho è un nodo importante, che meriterebbe ben più attenzione ed una soluzione decisamente più valida di quella intrapresa nel gennaio scorso: maledetto gentlemen’s agreement.

Curioso che il Milan lavori su rinnovi di secondo piano e non su quelli più importanti, uno su tutti quello di Ronaldinho: con il brasiliano c’è poco da scherzare, occorre prendere una decisione entro il 31 agosto. Allegri ritiene di dare le chiavi della squadra al Gaucho nella prossima stagione? Si proceda con il rinnovo, senza se e senza ma: ovviamente alle giuste cifre, un aspetto che nell’entourage del giocatore però già ben conoscono. Non c’è fiducia nel futuro per l’80? Cessione, anche a zero: il solo risparmio dell’ingaggio al lordo libererebbe un tesoretto da investire su qualche giovane di prospettiva.

L’immobilismo del prender tempo danneggia solo il Milan: se Ronaldinho partisse alla grande, potrebbe avanzare maggiori richieste in sede di rinnovo, se partisse male, sarebbe perchè non sente la fiducia su di sè. Infine, resto spiazzato dalle dichiarazioni del Presidente Berlusconi, sulla “tirata d’orecchie” da fare a Galliani, perchè il discorso ricalca a grandi linee quello fatto su Ronaldinho: in periodi felici come in quello meno felici, Galliani è da sempre l’uomo di fiducia del Presidente, da ormai un numero impressionante di anni. Se la fiducia non c’è più, forse non c’è motivo di andare avanti, senza tirate d’orecchie, ma con sincerità: se invece, come sembra più probabile, si tratta di un intervento estemporaneo ed impulsivo… Beh, “forse” i tifosi del Milan gradivano di più quando questo tipo di “impeti”, d’amore e non di polemica, portavano a Milanello fior di Palloni d’Oro e fuoriclasse.

[Francesco Letizia – www.tuttomercatoweb.com]