Palmieri: “La Samp deve salvarsi e ha tutto per farlo”

Ha trascorso due stagioni in blucerchiato, purtroppo sfortunate. La prima coincisa con la retrocessione, nel 98-99, la seconda con la mancata risalita in serie A al primo tentativo sotto la guida di mister Giampiero Ventura.

Stiamo parlando di Francesco Checco Palmieri, attaccante blucerchiato ben visto dai tifosi per il suo temperamento e autore di 14 goal in 64 partite complessive in maglia blucerchiata. Il Corriere Mercantile lo ha intervistato per parlare del momento negativo della Samp, accennando anche alla situazione del Bari, (altra sua ex squadra) e noi riportiamo di seguito le sue dichiarazioni:

“Mi spiace davvero che Sampdoria e Bari si trovino in questa situazione di difficoltà. Per i biancorossi credo non ci sia altro da spettare che la matematica, il Doria invece può ancora farcela”.

“Come si è arrivati a questi punti? Guardando le cose dall’esterno è difficile farsi un’idea precisa. Credo però che il Bari, che lo scorso anno aveva fatto un campionato formidabile, sia stato penalizzato da una serie incredibile di infortuni. Quanto al Doria invece i problemi sono stati evidenti ma anche in questo caso troppe cose sono andate storte, ben oltre gli errori. Il tratto comune insomma è la malasorte”.

“Cinque partite possono essere poche o tante, dipende da come si metteranno i risultati delle concorrenti. La situazione è ancora aperta ma la cosa fondamentale è che tutte le componenti remino nella stessa direzione. Conosco bene i tifosi blucerchiati, sono splendidi e sanno aiutare la squadra e rendere oltre i propri limiti. Spero riescano a farlo fino in fondo nelle prossime gare, aiutando la squadra a centrare la salvezza“.

“Alla Sampdoria di oggi mancano la fortuna e anche la serenità. Noi nel 99 giocammo uno straordinario girone di ritorno, riuscimmo a giocare alla pari e in qualche caso a vincere contro Parma, Fiorentina, Juventus, Inter, Milan e Lazio. Noi fummo mandati in B e tutti ricordano ancora come e quando, ai perchè non voglio pensarci”.

“Fu davvero una grande ingiustizia trovarci in B per colpa di un rigore che non c’era. Quella squadra meritava molto di più della salvezza e invece ci trovammo a ricominciare dal piano di sotto. L’anno seguente mancammo la promozione di un punto e quindi lasciai la Sampdoria. E’ qualcosa che mi fa male ancora oggi“.

“Cosa dico ai miei eredi in campo? State uniti e date tutti il massimo nelle partite che restano, perchè restare in serie A è una cosa importantissima. Nel calcio di oggi la retrocessione è una botta tremenda per qualsiasi società, sul piano sportivo come su quello economico. La Sampdoria deve salvarsi e ha tutto per farlo“.

[Stefano Sommariva – Fonte: www.sampdorianews.net]