Pinuccio Brenzini: «Nell’ambiente serve più equilibrio. Eduardo da brocco a fortissimo in una settimana»

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Il radiocronista principe di Radio Nostalgia, il presentatore simbolo di Telenord. Quantomeno per i genoani. Pinuccio Brenzini, infatti, è uno di loro e non lo ha mai negato. Del resto, è sufficiente notare con quale enfasi dibatta del Vecchio Balordo per capire che siamo in presenza di un vero e proprio cuore rossoblù. “We are Genoa” costituisce l’appuntamento fisso del mercoledì sera, un’occasione per fare il punto sulla squadra e sull’universo genoano a trecentosessanta gradi.

Ormai entrate nella storia alcune esultanze in occasione di episodi chiave come il gol di Lopez nei play off di serie C o quello di Sculli allo scadere contro il Lille. Pinuccio Brenzini è il giornalista della settimana di Pianetagenoa1893.net.

Come giudica il ciclo delle prime sei partite del Grifone?
«Sicuramente buono. Non è mai facile avere risultati da subito quando la squadra è rinnovata ma credo che finora il campionato del Genoa debba reputarsi positivo. In questo ambiente c’è sempre troppa fretta ad esprimere pareri definitivi, spesso trancianti, su questo o quel giocatore. Eduardo fino alla settimana scorsa era reputato un brocco, dopo le grandi parate contro il Bari è improvvisamente diventato fortissimo. La prima cosa che bisogna fare è ritrovare quella parola che inizia con la e e finisce con la o: equilibrio».

Quanto può valere, anche sotto il profilo mentale, la vittoria contro il Bari?
«Non è stata una vittoria da tre ma da sei punti. Se la gara fosse terminata in pareggio il clima non sarebbe stato dei migliori ed invece, adesso, nell’ambiente c’è la massima serenità e le condizioni ideali per recuperare energie mentali e fisiche in vista della ripresa del campionato. Questa è una squadra che ha carattere e voglia e, soprattutto in inferiorità numerica, lo ha dimostrato».

Tra le note più positive di questo inizio di stagione c’è sicuramente lo stato di forma di Rodrigo Palacio. E già iniziano a circolare voci di un possibile interessamento dell’Inter…
«Sarei molto più preoccupato se i giocatori del Genoa non li volesse nessuno. Se un giocatore è bravo deve interessare alle grandi squadre ma da qui a dire che venga ceduto ce ne passa. La società ha sempre dimostrato di saper vendere bene e di comprare altrettanto bene e, di conseguenza, nutro la massimo fiducia. Palacio si sta esprimendo a grandi livelli anche se è doveroso ricordare che già nel girone di ritorno dello scorso campionato aveva dimostrato di che pasta è fatto. Un anno di ambientamento in Italia gli ha permesso di presentarsi in questa stagione in condizioni molto superiori. Molti degli stranieri che arrivano dall’estero hanno bisogno di un periodo per conoscere meglio il nostro calcio: Milito ci ha impiegato qualche settimana, Platini sei mesi. E dire che la Juve dopo i primi tre voleva rispedirlo in Francia…».

Che campionato le sembra quello di quest’anno?
«Durissimo e molto equilibrato. Non esiste una squadra materasso, né una retrocessa sulla carta né, tantomeno, una gara già scontata».

Il Genoa, rispetto a molte rivali, non avrà impegni europei. Potrebbe quindi presentarsi al rush finale in condizioni più vantaggiose?
«Le competizioni europee assorbono molte energie, lo abbiamo constatato sulla nostra pelle ma questo è un cane che si morde la coda: vuoi andare a tutti i costi in Europa, sei costretto ad investire di più, fatichi il doppio e alla fine l’Europa League non vale niente, almeno sotto il profilo economico. Serve una riforma che riequilibri la situazione altrimenti, andando avanti così, l’ambizione di andare in Europa League rischia di diventare più delle tifoserie che delle società».

Chi è pronto per un viaggio in Europa è Mimmo Criscito, convocato nella nazionale di Cesare Prandelli…
«Lo sento un po’ come il mio figlioccio. Sono contentissimo per lui, se lo merita davvero. Ha qualità da vendere, l’ha dimostrato e lo dimostrerà ancora. Qualcuno ha osato dire che si tratta di un giocatore sopravalutato ma, in realtà, ha solo avuto la sfortuna di finire nel marasma generale che si è scatenato sull’Italia dopo l’eliminazione dai mondiali. Criscito ha tutto per far parte in pianta stabile della squadra azzurra: testa, gambe e tecnica. I genoani lo conoscono bene e lo amano tantissimo ed anche l’Italia imparerà ad apprezzare sempre più questo straordinario giocatore».

[Claudio BafficoFonte: www.pianetagenoa1893.net]

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