Reja tra rimpianti e speranze: “I ragazzi si sentono defraudati, ma per la Champions non è ancora finita”

FORMELLO – Alla conclusione di questo campionato mancano ormai solamente due partite, 180 minuti nei quali la Lazio dovrà giocarsi le ultime cartucce per cercare di concludere al meglio una stagione che la ha vista protagonista per buona parte del torneo, ma che adesso la vede relegata al sesto posto in classifica dietro Udinese e Roma.

A spingere i biancocelesti lontano dalla zona che consente di qualificarsi all’Europa che conta, è stato sicuramente il pessimo ruolino di marcia registrato in questo scorcio finale dove la Lazio, contro Napoli, Inter, Juventus e Udinese, ha perso tutti gli scontri diretti disputati.

CREDERCI NONOSTANTE TUTTO – Un andamento totalmente opposto a quello riscontrato nel girone di andata quando, contro le stesse squadre erano arrivate tre vittorie ed un’unica sconfitta nella partita di Torino decisa da Krasic nei minuti di recupero. Tra squalifiche ed infortuni le attenuanti non mancano di certo all’allenatore biancoceleste Edy Reja, ma resta il fatto che il rammarico è forte perché sarebbe bastato veramente poco per limitare i danni e giocarsi da una posizione diversa queste ultime partite: «Dobbiamo tenere in considerazione le numerose difficoltà causate dalle defezioni – ha esordito il tecnico goriziano che ha poi spiegato –, se guardate le formazioni che ho schierato potete vedere quante volte ho dovuto cambiare. Ciò non significa che chi è sceso in campo sia andato male, ma sicuramente che gli equilibri sono stati per forza di cose alterati. Inoltre in tutte queste ultime partite avremmo potuto portare a casa un risultato positivo, e resta il rammarico di non essere riusciti a fare nemmeno un punto soprattutto considerando anche i risultati delle altre squadre».

Un solo punto avrebbe permesso ai biancocelesti di affrontare con uno spirito diverso queste ultime due sfide che comunque, a partire dalla sfida di domani con il Genoa, dovranno essere giocate al massimo per provare fino alla fine a raggiungere il massimo risultato possibile: «Dobbiamo pensare alla partita di domani dove vorrei vedere una Lazio tonica e sicura delle proprie potenzialità, che cerchi di proporre il gioco dalla metà campo in avanti cercando di essere anche più concreta. Non voglio per nessuna ragione sentire che il Genoa sia una squadra appagata e senza motivazioni, perché come abbiamo visto nel derby con la Samp sono in ottima forma. Dobbiamo fare molta attenzione per centrare tre punti fondamentali, poi domenica sera guarderemo la classifica per sapere a che punto siamo. Non è ancora il momento di tirare le somme».

“LA SQUADRA SI SENTE DEFRAUDATA. ORA SI SPERA CHE GLI ALTRI FACCIANO IL PROPRIO DOVERE” – Dopo lo scivolone in sesta posizione infatti, la Lazio non è più padrona del proprio destino e dovrà guardare con attenzione anche i risultati delle dirette concorrenti Udinese e Roma che domenica affronteranno due squadre in lotta per nessun obiettivo: «Il 100% delle mie attenzioni sono rivolte alla Lazio. Poi è normale che spero che Chievo e Catania facciano il loro dovere. Sia la Roma che l’Udinese giocheranno al massimo delle loro potenzialità e spero che anche i loro avversari facciano lo stesso». Si cerca dunque qualche notizia favorevole anche dagli altri campi, visto che è innegabile che nelle ultime partite i biancocelesti non siano stati favoriti da alcune decisioni arbitrali che in più di alcune occasioni hanno inciso profondamente sui risultati finali, creando anche una situazione di malumore all’interno di uno spogliatoio che si sente penalizzato come spiega l’allenatore friulano:

«La squadra si sente defraudata per come sono andate queste gare dove per un motivo o per un altro non ci è andata molto bene. Nella mia carriera non ho mai parlato di fortuna o sfortuna perché nell’arco del campionato tra il dare e l’avere il bilancio generalmente finisce sempre alla pari. Ultimamente però devo dire che non è andata proprio così. È logico che se non abbiamo centrato alcuni obiettivi la colpa è anche nostra ma è altrettanto vero che nel calcio gli episodi possono alterare l’esito delle partite e di un campionato intero». Ma nonostante i torti subiti la squadra deve crederci ancora perché questo torneo si sta dimostrando combattuto da tutte le squadre fino alla fine: «La scorsa settimana ero sicuro che la Juventus avrebbe fatto nove punti nelle ultime partite ed invece è arrivato il pareggio con il Chievo. Ma a prescindere da questo come mentalità e come concetto ho sempre parlato allo spogliatoio dicendo di crederci fino in fondo. I giocatori devono subito voltare pagina e pensare solamente a dare il massimo in campo, non si devono mai accontentare e devono cercare di vincere tutte la partite anche se c’è l’1% di possibilità di centrare l’obiettivo».

“I FISCHI SONO LEGITTIMI MA I CONTI FACCIAMOLI ALLA FINE” – Non importa se domani dalla “Nord” arriveranno dei fischi perché quando si perdono alcune gare, anche se immeritatamente, è logico che ci siano delle critiche soprattutto in una piazza importante come quella romana: «Non sarebbe di certo una novità visto che eravamo criticati anche da secondi in classifica. Fa parte del costume calcistico in generale ed in particolar modo in piazze come Roma, Milano o Torino dove c’è molta più attenzione rispetto alle provinciali. Il pubblico ha il diritto di manifestare il proprio disappunto ma non è ancora detta l’ultima parola. Giochiamoci queste ultime possibilità e solo alla fine tireremo le somme. Ognuno è padrone di avere i propri giudizi, a maggior ragione negli ambiente calcistici, ma credo che per quello che hanno fatto nell’arco del campionato i ragazzi meritino molta più considerazione».

Ed anche per quanto riguarda l’operato del lavoro svolto dal tecnico nello specifico il giudizio è abbastanza positivo: «Mi metto sempre in discussione e non essendo presuntuoso ascolto sempre le considerazioni che vengono fatte. Per quanto mi riguarda credo di avere fatto molte cose buone, così come è vero che in altre sono mancato. Nessuno è perfetto e tutti ci si deve mettere in discussione, perché quando uno la fa dimostra di voler lavorare per migliorare. Per raggiungere degli obiettivi bisogna rasentare la perfezione ma qualche errore ci sta. Nel calcio non si può tornare indietro ed anche se c’è chi dice che facendo in un’altra maniera sarebbe andata diversamente non ci potrà mai essere una riprova». L’unica certezza è che in questi anni la squadra capitolina è cresciuta moltissimo sotto tanti punti di vista: «Siamo sulla strada giusta visto che la Lazio è migliorata come società, come struttura e come qualità dei giocatori. Se riusciamo a mantenere una buona organizzazione, possiamo continuare a crescere e confermarci anche nelle prossime stagioni su questi livelli. Sicuramente meritiamo un buon voto per ciò che stiamo facendo».

[Marco Ercole – Fonte: www.lalaziosiamonoi.it]