Roma-Catania: una doppia svista fatale!

“Roma Ladrona”. Espressione comune che, a scanso di equivoci non vuole essere in nessun modo espressione politica o ideologica da parte di chi scrive. Ma, al contrario, l’emblema e lo slogan di una gara amara e, purtroppo, condizionata da una doppia svista arbitrale che favorisce la Roma intesa come club calcistico.

Brutti ricordi, all’Olimpico, da un lato. Voglia di sbloccarsi in trasferta, dall’altro.

E’ questo il tema che accompagna il Catania nella trasferta romana. I rossazzurri sono alla ricerca del primo successo stagionale lontano dal Massimino.

Giampaolo stravolge a centrocampo la formazione “tipo”, cambiando più pedine. Andujar va in porta. Difesa a quattro con Alvarez e Capuano sugli esterni che la spuntano su Potenza e Marchese e con Silvestre e Bellusci al centro. A centrocampo Carboni è l’uomo arretrato, affiancato da Pesce, Ledesma, Gomez e Llama. Unica punta Maxi Lopez.

Ranieri, alle prese in settimana con le polemiche sul rientro ritardato di Adriano e l’assenza prolungato di Pizzarro, deve porre rimedio alle assenze dell’ultimo minuto. Con in porta Julio Sergio, difesa a quattro con Cassetti, Mexes, Juan e Riise. A centrocampo recupero in extremis di De Rossi mentre non ce la fa Perrotta; dunque, accanto al mediano della nazionale, vanno Taddei e Simplicio. Menez a supporto di Totti e Borriello.

Pronti-via e sembra già di rivedere il solito copione: al quinto minuto De Rossi spara un siluro dai venti metri, costringendo alla respinta corta Andujar. Sul pallone non c’è nessuna maglia rossazzurra ma solo Borriello che, ciccando il pallone, mette dentro.

Ma qualcosa è diverso. Il Catania reagisce, macina gioco, va duro sui contrasti. E, a differenza di quanto visto fino ad oggi, crea occasioni a ripetizione.

All’undicesimo splendido angolo di Llama, Julio Sergio va a vuoto ed il pallone finisce sulla testa di Silvestre che manca la porta per questione di centimetri. Sei minuti dopo è ancora Llama ad imbeccare il difensore centrale etneo che ci mette la punta del piede, mandando di poco alto sopra la traversa. Ed ancora: al ventiquattresimo palla in profondità per Lopez che salta Juan e conclude da posizione difficilissima, trovando il palo esterno.

E’ solo questione di tempo, il pari meritato arriva allo scoccare della mezzora: Llama batte da calcio d’angolo, stacca Silvestre di testa. Il pallone colpisce il palo interno con Simplicio che lo tira fuori quando il pallone ha già oltrepassato la linea di porta.

Il Catania insiste, sottomette la Roma, fino a trovare il vantaggio con Lopez che, ben servito in contropiede da Gomez, supera Julio Sergio e mette dentro.

I rossazzurri chiudono il primo tempo in vantaggio, i migliori quarantacinque minuti del torneo.

La ripresa è un’altra storia. La Roma è più determinata, ribalta il risultato e dilaga sul 4-2. Detta così sembrerebbe un Catania assenta ed una super squadra di Ranieri. La realtà dice altro: parla bene del Catania, male di una direzione di gara pessima nella ripresa, frutto di due valutazioni errate dell’assistente di Brighi.

Al quinto minuto Riise serve Vucinic che mette dentro. Ma, sul cross dell’esterno giallorosso, il pallone è già ampiamente uscito sul fondo.

L’altro errore arriva quando mancano quattro minuti alla conclusione del match: Totti serve Vucinic che si ritrova ancora solo davanti al portiere, beffandolo. Ma la posizione dell’attaccante è di fuorigioco.

Finisce dunque con una grossa delusione la trasferta romana del Catania. Squadra ritrovata, unita, bella a vedersi . Peccato perdere così, peccato veder penalizzato una squadra che, a conti fatti, avrebbe meritato quantomeno un pareggio.

[Fabio Alibrio – Fonte: www.mondocatania.com]