Samp-Toro, la grande attesa

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Di motivi per rendere Sampdoria-Torino una partita non uguale a tutte le altre ve ne sono molti, però bisogna che prevalga la concentrazione sulla frenesia da risultato, altrimenti si corre il rischio di giocare male e magari anche di perdere. Il risultato, qualunque esso sarà, non dovrà se positivo esaltare o se negativo deprimere, questo va chiarito subito. Samp-Toro è una partita, non la partita. In fin dei conti si gioca la settima gara del campionato e alla fine ne mancano ancora trentacinque.

Che la gara di questa sera sia vissuta in modo differente dalle altre, sia da parte delle due squadre sia da parte dei tifosi, è indubbio, anche se come dice Ventura vale tre punti come tutte le altre partite. Attesa perché la Sampdoria dagli addetti ai lavori è data come la squadra meglio allestita della serie B e quindi per il Torino batterla vorrebbe dire dimostrare di non essere da meno. Attesa perché entrambe le squadre vincendo consoliderebbero la loro posizione fra le formazioni che stazionano nella parte alta della classifica. Attesa perché per blasone i due club dovrebbero stare in serie A. Attesa perché l’allenatore del Torino, Ventura, è genovese e da calciatore militò nelle giovanili per poi nella stagione 1999-2000 allenare i blucerchiati, e quello della Sampdoria, Atzori, da giocatore nel campionato 1990-1991 ha indossato la maglia granata. Attesa perché nella Samp Franco Semioli e Paolo Castellini sono due ex granata come nel Toro Stefano Guberti e Biagio Pagano sono due ex blucerchiati. Attesa perché le due tifoserie sono rivali e vogliono la vittoria della loro squadra.

Che partita sarà quella di questa sera? Difficile da dirsi, perché entrambe le squadre giocano un calcio di livello e hanno calciatori che in ogni momento potrebbero cambiare il corso del match e in più la voglia di vittoria è forte in entrambi gli schieramenti. Il Torino ha grandi carenze, dovute e infortuni, per quel che riguarda gli esterni alti e questo sicuramente ne condizionerà il gioco, ma ha già dimostrato nella scorsa gara con la Nocerina di essere capace di sopperire alla mala sorte cambiando modulo. Con i blucerchiati Ventura vorrebbe tornare al 4-2-4, ma qualche cosa dovrà inventarsi perché Stevanovic, l’esterno che fisicamente sta meglio, non regge i novanta minuti e Pagano e Surraco sono ben distanti dalla forma migliore e altri giocatori che per caratteristiche possano ricoprire questo ruolo al Torino non sono disponibili. Quindi il mister sarà costretto a chiedere un sacrificio a qualche giocatore, facendogli disputare almeno parte della gara fuori ruolo oppure cambiare modulo.

La difesa granata dovrà stare molto attenta perché in sei gare la Samp, oltre a non aver mai perso, come d’altronde anche il Torino, è già andata a segno quattordici volte: è vero che c’è stata la goleada con il Gubbio (sei a zero), ma Bertani (cinque reti di cui un rigore), Pozzi (quattro, una su rigore), Palombo, Foggia, Piovaccari, Volta e Maccarone (rigore) all’appuntamento con il gol non sono mancati. A favore del Torino l’assenza di Pozzi. Per Bianchi e compagni riuscire a inquadrare lo specchio della porta sarà fondamentale sfruttando anche l’assenza del portiere Romero e il vantaggio che a difendere la porta blucerchiata ci sarà Da Costa, che in passato non sempre ha convinto. L’obiettivo della vittoria deve essere ben presente, ma per centrarlo servirà una gara tatticamente senza errori e bisogna ricordare che alle volte il punto del pareggio a fine campionato può fare la differenza. Come bisogna sapere che perdere una partita non è una tragedia e non significa che tutto quello che è stato fatto in precedenza fosse frutto solo della fortuna.

Concentrazione, umiltà, spirito di sacrificio e determinazione sono sempre le armi vincenti.

[Elena Rossin – Fonte: www.torinogranata.it]