Speciale Barcellona-Napoli: Trofeo Gamper, storia del tributo ad un grande presidente

Come un flashback la mente ritorna lì. Ore 17.00 del 2 Agosto 2004, per sentenza del Tribunale Civile di Napoli, la Società Sportiva Calcio Napoli viene dichiarata fallita. Una vera e propria coltellata al cuore dei tanti tifosi napoletani che, increduli, si sentirono ormai privi di una delle poche cose che li faceva sognare, il calcio, il Napoli.

Chi sa se un giorno torneremo a calcare i palcoscenici importanti dell’Europa…” “Chi lo sa se riusciremo mai ad affrontare da avversari quel piccolo calciatore del Barcellona, che ricorda tanto il nostro Dio del calcio…

Nell’animo di ogni tifoso, queste speranze sembravano utopie. Ma si sa a volte le speranze si avverano. Sette anni dopo, il Napoli risorto dalle sue ceneri, come l’araba fenice, è una solida realtà del calcio italiano. Come segno di tale crescita, la società di De Laurentis viene invitata, dalla squadra più forte al Mondo, il Barcellona, a disputare il Trofeo Gamper, molto più di un solito appuntamento estivo. Ecco che il sogno diventa realtà.

JOAN GAMPER, Il GRANDE PRESIDENTE: La competizione è dedicata alla memoria di Hans-Max Gamper, noto anche come Joan, svizzero-spagnolo, che il 29 novembre 1899 istutuì il Football Club Barcellona, diventandone presidente nel 1908.Nei venticinque anni di presidenza blaugrana, Gamper riuscì a portare la squadra catalana ai massimi livelli, acquistando calciatori importanti per l’epoca.Memorabile fu l’acquisto di Paulino Alcantara, divenuto, poi, il miglior marcatore di sempre del Barcellona.Nel secondo decennio del ‘900, il Barça visse la sua prima epoca d’oro, con la vittoria di 11 Campionati di Catalunya, 6 Coppe del re e 4 Coppe dei Pirenei, tutti sotto la gestione dello svizzero.Ma la golden age catalana ebbe un epilogo inaspettato.Il 24 giugno 1925, durante una gara i tifosi del Barcellona fischiarono l’inno spagnolo, preferendogli e applaudendo l’inno inglese, suonato dalla banda della Marina Reale.Per la dittatura, reggente, di Francisco Franco, quello fu un affronto troppo grave.Il campo Les Corts, campo di gara della squadra , fu chiuso per sei mesi.La pena fu più dura per il presidente, che dovette abbandonare la Spagna e fare ritorno in Svizzera, dove per problemi economici e la depressione, lo indussero al suicidio il 30 luglio 1930.

IL TRIBUTO: Nel 1966, l’allora presidente del Barcellona, Enric Llaudet, ideò il trofeo Gamper, per non dimenticare quel gran presidente che non solo fece nascere il calcio a Barcellona, ma divenne promotore dello sport stesso. Il più grande tributo fatto nel nome di Joan Gamper, fu la trasformazione del club in polisportiva, unendo così il calcio ad altri sport, quali il basket, l’atletica, la palla a mano e l’hockey. Come ribadito nel motto della società: Il F.C Barcellona è più di un Club (F.C Barcelona, més que un club)

CURIOSITA‘: Il Trofeo è composto da 800 grammi di argento, 10 chilogrammi di marmo e 5 grammi di oro per ornare la cima. Il Milan è tra le squadre italiane che hanno disputato più edizioni cioè 3, seguito dall’Inter che vi ha partecipato 2 volte. Parma, Brescia, Sampdoria e Juventus, ne hanno preso parte una volta. Proprio il club Torinese, è riuscito ad aggiudicarsi la coppa nel 2005, diventando l’unica squadra ad aggiudicarselo. Il Barcellona ne è diventato detentore per ben 35 volte, questo dato spiega l’importanza che la squadra riversa in questa competizione.

DA FAVOLA, A LEGGENDA: Il Napoli dal canto suo dovrà affrontare questa gara con la consapevolezza di aver esportato la sua forza oltre i confini nazionali. Partecipare al Trofeo Gamper, riempie di orgoglio tifosi e società, una sferzata di entusiasmo che dovrà essere immagazzinata e usata per disputare le gara che davvero contano. Al Camp Nou si aspettano circa 6 mila supporters azzurri, alla fine saranno più di 10 mila , magari gli stessi che nei campi di Gela o Giulianova, sospiravano al sol pensiero di vedere i propri beniamini affrontare la squadra più forte al mondo. Proprio come l’araba fenice, dalla favola alla leggenda.

[Carmen Luongo – Fonte: www.tuttonapoli.net]