UnovsUno: Silvestre vs Lucio

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Si chiama Brighi e gioca per la Roma, ha la pettorina gialla fosforescente (quella della squadra titolare), è l’uomo in più sotto rete ma non fa l’attaccante, ha risolto l’ultima partita di campionato con una doppietta. Se di nome facesse Matteo non ci sarebbe nulla di male e non saremmo qui a parlarne, ma purtroppo di nome fa Christian e se l’ultima sfida in campo tra Maxi Lopez e Borriello l’ha vinta il romanista è tutto merito suo, che ha fischiato un fuorigioco inesistente al primo e convalidato uno scandalo di goal al secondo. Quel che è peggio è che ha determinato anche la sfida tra le due squadre. La premessa era doverosa perché per dare un senso a tutto questo circo serve almeno l’illusione della regolarità, e visti i precedenti del signor Damato con le big, e dell’Inter a Catania ( il tre a uno dello scorso anno non ci tolga dalla mente le due rapine consecutive dei nerazzurri ) non c’è da dormire sogni tranquilli.

Catania caricato a molla dalla delusione di giovedì che torna a calcare l’unico terreno in cui riesce a (o gli è consentito) fare i tre punti. Inter rigenerata dall’esonero del mal digerito Benitez e dall’arrivo di Leonardo alias Mago Zurlì. Il Catania per il riscatto e la salvezza, l’Inter per la ricorsa al titolo, entrambe le squadre avrebbero bisogno dei tre punti, ma in fondo a fine gara l’importante per tutti sarà non aver perso. L’Inter vista col Napoli ha ritrovato compattezza e solidità, il Catania di Giampaolo queste virtù le ha sempre avute. Difficile pensare che una squadra si scoprirà gettandosi in avanti, più plausibile immaginare che partendo dalla difesa entrambe le squadre proveranno a costruire il loro successo: sfida ai giganti della difesa campione d’Europa, Silvestre contro Lucio.

IL PASSATO – Lucio si mette in mostra in Europa con il Bayer Leverkusen prima e con il Bayern Monaco poi, ma si fa conoscere agli occhi del mondo per le vittorie con la selecao nel mondiale e nella Confederetions Cup. Ha vinto tutto, e l’ha vinto più che da protagonista da leader, dai campionati tedeschi ai mondiali, dalla Serie A alla Champions League, forse anche per questo è uno dei difensori più pagati al mondo.

Matias Silvestre vanta un palmares condito di vittorie con il Boca dove tuttavia non giocava con regolarità, ma con la definitiva consacrazione di quest’anno è evidente che non tarderà ad aggiornarlo con titoli conquistati in prima persona. Già tre le reti quest’anno, ma a impressionare è il dominio assoluto nei calci da fermo, non è un’esagerazione dire che le prende tutte lui.

LA TATTICA – Il Catania ordinato e ficcante visto con la Roma sarebbe l’ideale anche per la sfida al Massimino, ma dall’altra parte a onor del vero c’era una Roma inguardabile mandata poi addirittura in stato confusionale dagli ottimi rossazzurri in campo. Imperdonabile però è stato ancora una volta l’approccio ai primi minuti di gara, ai primi minuti della ripresa e più in generale ai momenti cruciali della partita: quando c’è da tenere duro qualcosa si blocca e regaliamo goal senza dare l’impressione di difendere il fortino con le unghie e con i denti. All’Inter nessun regalo, perché se da una parte la partita col Napoli è stata sempre sotto controllo, dall’altra è vero anche che si è sbloccata subito. Regalare un goal e consentirgli di gestire è impensabile. Affrontarli a viso aperto come la Juve puntando a vincere gli “uno contro uno” tra difensori e attaccanti da una parte e dall’altra è poco saggio. Costringerli ad attaccare a pieno organico senza MAI rinunciare a ripartire come fatto all’olimpico è la scelta sensata che farà Giampaolo, il quale potrà contare su un Maxi Lopez in grande spolvero e tanti “piccoli” e rapidi incursori per bucare la retroguardia.

Il gioco dell’Inter ha due canali preferenziali fondamentalmente: il primo è “assente” da inizio anno e non sarà comunque neanche in campo, Sneijder; il secondo è in ripresa ed è attualmente l’unico sfogo sulle fasce della manovra nerazzurra, Maicon. Raddoppiare su quest’ultimo con l’interno di centrocampo è indispensabile, e sarebbe meglio poter contare sulle caratteristiche di Alvarez a sinistra, ottimo nell’uno contro uno.

Lo schermo davanti alla difesa, un “must” in casa Catania, protegge dalle numerose incursioni dei centrocampisti, tutti bravi a inserirsi e a segno con una certa regolarità nei momenti difficili. Per questo motivo il 4-1-4-1 non si tocca, magari con Llama a sfidare il logoro Maicon e fargli passare la voglia di “scendere”, e uno tra Pesce e Martinho a centrocampo per dare spregiudicatezza alle ripartenze.

I VOTI

Marcatura: Lucio 9; Silvestre 8

Colpo di testa: Lucio 7; Silvestre 9

Senso della posizione: Lucio 8; Silvestre 7

Anticipo: Lucio 9; Silvestre 7

Contrasti: Lucio 8; Silvestre 7

Tecnica: Lucio 8; Silvestre 7

Totale: Lucio 49; Silvestre 44

[Daniele Lodini – Fonte: www.mondocatania.com]