Bologna: alla ricerca del sorriso perduto

Pare che il Palermo di Zamparini, dopo la sbornia per la qualificazione alla finale di Coppa Italia, potrebbe scendere in campo molto ‘morbido’ contro la Sampdoria dell’amico Garrone (ma sarebbe bello sapere cosa ne pensa il leccesissimo Miccoli).

Pare invece che il già retrocesso Bari darà l’anima per trascinare con sé in cadetteria gli odiati cugini salentini, quantomeno per dare una soddisfazione alla tifoseria (ma anche qui sarebbe bello sapere cosa ne pensano dei propri tifosi i giocatori baresi, visto che in settimana alcuni di loro sono aggrediti e presi a male parole durante l’allenamento). Che strano campionato la Serie A. Le ultime giornate poi, se ne vedono di tutti i colori. Per questo sarebbe sempre meglio contare solo ed esclusivamente sulle proprie forze. Al Bologna di forze ne sono rimaste poche, pochissime, ma ora è davvero giunto il momento di tirarle fuori. Si gioca al Franchi in orario-tagliatelle (12,30) contro una Fiorentina che al campionato ha già chiesto tutto e anche di più e che ha ricevuto pochissimo. Stagione modesta, quella dei viola, vuoi anche per gli innumerevoli infortuni che hanno afflitto sin dal ritiro estivo la truppa dell’ex rossoblù Sinisa Mihajlović.

Però i valori tecnici sono elevati, e parecchio: Mutu, Gilardino, Vargas, Montolivo, Santana e via di scorrendo. Sette punti nelle ultime quattro gare per i toscani, due nelle ultime sette per i felsinei. A vederla così, non c’è partita. E allora ecco che entrano in gioco le motivazioni. Non si riesce proprio a credere che il Bologna possa continuare a scivolare indietro in classifica come se nulla fosse, prima o poi il moto d’orgoglio, quello netto, quello impensabile, quello che ti lascia a bocca aperta, deve arrivare. Nonostante le mille difficoltà, nonostante i mille dubbi, nonostante le mille paure. Per una domenica sarebbe bello poter tornare ad occuparsi solo del Bologna, possibilmente a festeggiare per un suo gol, e non trascorrerla facendo zapping sugli altri campi in attesa di favori altrui. Questo gruppo, che ultimamente a livello di considerazione esterna ma anche di autostima è sceso di molto sotto lo zero, deve tornare a rendersi conto che può fare affidamento su giocatori come Di Vaio, Ramirez, Gimenez, Mudingayi, Britos e Viviano, solo per citarne alcuni. Insomma, non proprio una squadra da buttar via. È dunque il momento di tornare protagonisti, di chiudere il discorso salvezza per poi potersi concentrare sul futuro. Ora o mai più Bologna, devi tornare a sorridere e a farci sorridere.

[Redazione Zero Cinquantuno – Fonte: www.zerocinquantuno.it]